ANGUS STEAKHOUSE, 243 ARGYLL STREET, LONDRA

angus steak
 

RECENSIONE DI CHEZ SBARDE’

Andate a Londra a vedere tutte cose? Siete stracinati dal troppo camminare? Il moto vi ha smosso l’appetito e avete voglia di un chiletto di costatine di maiale? Sì? Allora date retta e fermatevi all’Angus Steakhouse dove nun se magna male, il servizio è veloce e i prezzi sono ragionevolmente onesti (considerato quanto è cara la City). In più sappiate che nell’Angus Steakhouse di Argyll Street è stato girato il primo video del nostro prestigioso blog. Già solo per questo il ristorante andrebbe inserito nelle guide gourmet della Londra bene.

LOCALE. L’Angus Steakhouse conta 7 ristoranti situati nelle zone più centrali di Londra, ergo si presta come meta ideale per turisti affamati. Il locale di Argyll St., a pochi metri dalla metro ‘Oxford Circus’, è piuttosto piccolo, con tavoli fin troppo angusti e ravvicinati tra loro. L’arredamento è quello che ci si aspetta in una bisteccheria: tavolini essenziali, tovagliette di carta e arredamento dai colori caldi. La luminosità degli interni è scarsa ma fa atmosfera. Se avete culo, come noi, il cesso sarà occupato per tutta la sera da un giallo intento a litigare al cellulare con la donna. E’ un’esclusiva dell’Angus di Argyll Street. Siamo andati lì apposta per quello.

MENU’. Prevalenza di carne con alcune sfiziose incursioni marinaresche, passando per piatti vegetariani, insalatone, un paio di tipi di pasta e robba messicana. Insomma, cucina internazionale. Assenti – ingiustificati – gli hamburger. So che non sono una specialità albionica ma allora perché nel menù ce stanno pasta all’arrabbiata e nachos?

ANTIPASTI. Si parte con gli immancabili fried calamari, serviti con salsa tartara, come usano gli inglesi e i loro derivati (yankee e australi). Le barchette di patate con bacon e cheddar sono strepitosamente buone ma sostanziosamente grasse. ‘Sti cazzi delle calorie, stamo in vacanza.

CARNE. Punto forte del Menù, divisa per specie: manzo, agnello, pollo e porcello. Manzo e porco ovviamente la fanno da padroni. Sul primo versante sono disponibili bistecche di sirloin, filetti mignon o al pepe, succulenti tagli di manzo Angus (donde il nome del ristorante).

Il suino dà il meglio di sé nelle Ribs, ovvero costate di maiale intere, marinate e cotte alla griglia. Tre i tipi di marinatura proposti: alla salsa BBQ, al Jack Daniels e piccante. La carne, tenerissima si stacca dalle ossa che è un amore e si scioglie in bocca, ben esaltata dalle note dolci della marinatura. Migliori in campo. Invitiamo anche i più schizzignosi a rosicchiare fino all’ultimo brandello di carne, sporcandosi le mano e la bocca. Tanto alla fine i camerieri vi portano i Fresh & Clean.

PESCE. Ovviamente il Fish & Chips ce sta. Però non l’ho provato, visto che sono abituato ai filetti di baccalà alla romana e di conseguenza il merluzzo sciapo pastellato alla bretone mi fa discretamente cagare. Nessun campanilismo, solo manifesta inferiorità della cucina inglese. A seguire, gamberoni fritti molto ottimi e salmone grigliato ciccione, tenero e appena scottato, per preservare il gusto e la tenerezza del pesce.

CONTORNI.Le pietanze di cui sopra sono dotate di un piccolo contorno. Se poi siete maiali inverecondi come noantri, potrete scegliere tra un’ampia selezione di side dishes, tipo verdure al vapore, patate fritte, anelli di cipolla e coleslaw (insalata di cavolo cappuccio e carote con maionese). Intriganti le patate dolci fritte a bastoncini, condite con sale marino e servite in un mastodontico cartoccio da due porzioni. Un riuscitissimo accostamento dolce/salato da non lasciarsi sfuggire.

DESSERT. Se riuscite pure a prendervi il dolcetto avete tutto il nostro rispetto ma dovreste farvi visitare. Noi non ci siamo riusciti, eppure magnamo pe’ magnà, eh. La carta offre cheesecake ai frutti di bosco, brownie, crostata di albicocche, torta tre strati e qualche gelato. Porzioni più che signorili.

BEVANDE. Le bibite gassate si pagano una sola volta, indipendentemente da quante se ne ordinano. Sennò acqua minerale, birra alla spina (Kronenberg e Guiness) e frappè vari gusti. La cantina dei vini sembra ben fornita, almeno per varietà, ma non ho approfondito. Il vino non già lo bevo in Italia, figuriamoci a Londra. Sì, stavolta è campanilismo.

SERVIZIO. Efficientissimo. Avere un ristorante con pochi coperti spinge i gestori a velocizzare e sincronizzare, così da avere un maggiore ricambio di clienti. Il servizio, ad ogni modo, è veloce ma non pressante.

CONTO. Come accennato, non è economico, almeno per gli standard italiani, ma tutto sommato in linea con una città cara arrabbiata come Londra. In media si spendono sulle 25 sterle, con picchi di 35 per chi prende anche la birra o il dolcetto. Io ho speso sui 30, prendendo antipasto a mezzi, main course, contorno a mezzi, bibite e mancia. Fattibile.

VOTO 7 ½

One Response to ANGUS STEAKHOUSE, 243 ARGYLL STREET, LONDRA

  1. FirstSheri scrive:

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