FOCUS: GIAPPONE – PARTE 1° FUKUOKA

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TitoloFOCUS A CURA DI CHEZSBARDE' 

Piccolo preambolo. L’anno scorso io e l’amico Pertosa stavamo visitando l’Expo di Milano. Ci eravamo recati  in quanto una specie di santone aveva detto in tivvù che a Rho non ci sarebbe andato un cazzo di nessuno.

Se vede che ‘nessuno’ nella lingua di quel santone barbuto e ansimante significa “un fracco de gente”, perché all’Expo abbiamo trovato una fiumana che manco l’esercito de Saruman.

Tale affluenza ha ingenerato numerose code ai vari padiglioni. Uno tra i più gettonati era quello del Giappone, cosicché per accedervi toccava sciropparsi tipo 7 ore di fila.

Quindi se semo fatti dù’ conti: 7 ore per accedere al padiglione Japan. Più due ore per arrivare a Milano partendo da Parma (il Pertosa è di Parma, anche se detto così pare un romanzo de Stendhal). Più un’oretta in fila davanti ai cancelli. Fanno 10 fottute ore.

Roma-Tokyo so' 11 ore e mezzo de volo……conviene andare direttamente a Tokyo. E così abbiamo fatto.

Ed è stata una saggia decisione perché il Giappone è tanta robba ma tanta, tanta, tanta robba. Non solo da vedere ma anche da mangiare. E siccome questo non è un blog di viaggi ma un blog de magnà, quello descriveremo, invero.

Per svescerare l'argomento saranno necessari diversi post. Il Giappone è tanta robba. Ricordate? L’ho scritto tipo 32 parole fa.

Fukuoka

FUKUOKA

Amena località lontanissima da Tokyo, situata nel Kyushu. 

Eh sì, perchè dopo 12 ore di volo noialtri che si fa? Si fanno altre 6 ore di Shinkansen per andare a Fukuoka a trovare il nostro amico Masahito “Masa” Maeda, di professione angelo, nonché cuoco in un ristorante italiano.

Dice: 6 ore de treno? Ma ne è valsa la pena?

CAZZO SI’!

Non solo perché Masa è gentile, ospitale e divertente (confonde “puttanesca” con “puttana”, il che è esilarante a vari livelli). Ma anche perché ci ha fatto provare cose matte e progressive. E ha pure pagato lui! Capito, sì? Quando viene in Italia famo er panico.

Yatai

Il tour gastronomico  di Fukuoka è partito con la visita alla via degli YATAI. Dicesi yatai quei piccoli chioschi all’aperto (tipo gazebo alla festa dell’Unità ma più propositivi) con pochissimi posti a sedere, che cucinano pietanze espresse tipo ramen, yakitori ed una particolare grigliata chiamata HORUMON (de base so’ frattaglie). Chiunque abbia visto un anime di ambientazione urbana sa di cosa parlo. 

Sasami

Oden

Allo yatai gestito dall’amico di Masa abbiamo assaggiato dello sgombro aromatizzato con MENTAIKO, cioè uova di pesce marinate. Abbiamo proseguito con del buon SASAMI – filetto di petto di pollo – scottato e marinato con la salsa di soia. E qui m’è scesa la lacrimuccia perché l’ultima volta lo avevo mangiato a Nagoya nel 2003, calcola!

Infine ci siamo sgargarozzati il miglior TONKOTSU RAMEN della nostra vita. Il Tonkotsu è tipico del Kyushu ed è un ramen servito con un brodo denso e cremoso ottenuto dalla lunga bollitura delle ossa di porco o di pollo.  Tale procedura garantisce un sapore ricco e avvolgente che ti corrobora e ti riappacifica con l’universo. A metà scodella ci hanno consigliato di aggiungere lo zenzero rosa marinato, noto come GARI. Questa piccola modifica dona una nota di freschezza e croccantezza al piatto, cambiandone interamente la struttura.

Tonkotsu 1Tonkotsu 2Tonkotsu 3

Il tutto, ovviamente, è stato annaffiato da birra Asahi gelata, con annesso rutto libero.

La sosta allo yatai ci ha giusto giusto aperto lo stomaco. Quindi ci siamo recati a passo svelto verso un altro ristorante, che si trovava dietro il quartiere delle puttane (o puttanesche come direbbe Masa).

Dopo un calamaro freschissimo ci siamo gettati sui due piatti forti: il SASHIMI DI CAVALLO ed il MOTSUNABE.

Calamaro 1

Il primo consiste in fettine di carne di cavallo cruda, servite con zenzero – una cifra, ed erba cipollina – una cifrona. Masa ci ha consigliato tale pietanza perché quando era ospite del Pertosa in quel di Parma aveva mangiato i panini con la tartare di cavallo ed aveva l’insano desiderio di confrontare i due piatti.

Sashimi cavallo

Il motsunabe, altra specialità del Kyushu, è una zuppona di verdure ed interiora di porco o manzo. Chi, come me, ama le interiora, nel Kyushu ce potrebbe pure andà a vive! Il brodo del motsunabe, inizialmente leggero, viene man mano arricchito dal grasso della carne che si scioglie, acquisendo  corpo, sapore ed una lucidità degna del brodo di cappone cucinato da nonna.  

Allego il VIDEO del motsunabe che ci siamo sgricilati. 

Non contenti, una volta finite la carne e le verdure, abbiamo cotto dei ramen dentro al succitato brodo bollente, spegnendo la sete con generosi bicchieri di sakè.

Per chiudere in bellezza, su mia richiesta, abbiamo concluso con il mitico CHAZUKE, riso bianco sul quale si versa tè verde e brodo dashi. Un classico esempio di cucina povera che stupisce e non tradisce, grazie ad un mix unico di gusto e semplicità.

Chazuke

Ci siamo fermati perché schiattare il primo giorno di vacanza non ci sembrava furbo. Ma soprattutto perché era tardi e la cucina del ristorante stava a chiude.

Prossimamente su questi teleschermi la seconda tappa del tour: Osaka.  

 

One Response to FOCUS: GIAPPONE – PARTE 1° FUKUOKA

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