GASTONE A MARE – LUNGOMARE DELLA SALUTE 189 – 00054 – FIUMICINO (RM)

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RECENSIONE  DI CHEZ SBARDE’

FOTO A CURA DEL RISTORANTE GASTONE A MARE

Come la giri la giri, nel mondo della ristorazione il passaparola resta il modo migliore per essere conosciuti, o affossati.

Ogni cliente perso, infatti,si tramuta potenzialmente in dieci possibili clienti persi.

Dice: Ho sentito parlà del ristorante XY e lo vorrei prova’. Ce annamo?
- No, XY no! Che sei matto? Me l’hanno fortemente sconsigliato una coppia di amici miei che hanno trovato un pastore maremmano nei quadrucci in brodo. L’hanno fatto notare e il cameriere j’ha risposto: “Embè?”. No, vabbè, dai, no, lassamo perde!

Di contro, se il ristorante vale, la buona novella si diffonde e vai cor tango.    

Ma attenzione, anche il passaparola ha i suoi limiti. La fonte primaria deve essere solidamente referenziata. Ad esempio un ristorante suggerito dall’amico Geeno ha da esse evitato. Sempre! Perché Geeno c’ha tante qualità (è onesto, lavoratore, disponibile, equo & solidale, matto & progressivo) ma non è in grado di riconoscere la differenza che intercorre tra un ristorante decente e la mensa del Forlanini.

Nel caso specifico Gastone a Mare mi è stato suggerito da mi’ padre – detto er Melassa – e da mi’ madre – detta mi’ madre. I signori Chez Sbardè a loro volta erano stati ivi portati da alcuni loro amichi, brava gente che sanno magnà e stare al mondo. Direi che con Gastone a Mare siamo cascati bene.

Perché dovete sapere che i signori Chez Sbardè hanno gusto per i ristoranti e sono profondi conoscitori della cucina nostrana. Il che compensa a malapena le loro colpe più gravi quali: a) avermi messo al mondo e b) non avermi affogato dopo aver capito quanto ero cojone.

LOCALE. Due sale, una più intima (all’entrata), l’altra più spaziosa (ma spaziosa tanto). Arredamento semplice, qualche bel quadro dal tema marinaresco, colori chiari e rilassanti. Insomma niente nasse o timoni appesi al muro, statue del dio Tritone e posacenere fatti co’ le cocce delle capesante. Ste cazzate le trovate nelle bettole di porto, no da Gastone a Mare. I tavoli sono molto distanti tra di loro quindi avrete libertà di movimento, libertà di dialogo e libertà di esercitare liberamente la vostra sociopatia. Fuori sul lungomare si trova pure posto per la macchina.

CUCINA. Bello l’arredamento, belli li quadri, bello tutto ma da Gastone a Mare ci si va a mangiare il pesce. Ettolitri di pesce bòno e fresco.

Gli ANTIPASTI sono allucinanti. Ovviamente noi michetti si è optato per il misto di Gastone a Mare, che poi equivale a prendere tutti gli antipasti. Tante cose e ben cucinate. Ma soprattutto tante. Manco me le ricordo tutte ma provo a fare un sunto: cubetti di tonno panati al forno; sformatini di spinaci in salsa di crostacei; carpacci di pesce come se piovessero; moscardini bolliti con fagiolini e aceto balsamico; gamberi crudi; una specie di sashimi di salmone bòno perso; alicette marinate. E quando pensavamo, dopo tipo 14 assaggini, di avere finito, ecco che te portano un piattone de totanetti piccini picciò, fritti, caldi e croccantissimi. Cioè, dai, capito come?

 

Dice: Dopo la super sdraiata di antipasti i primi non saranno mai all'altezza.
– Eh, beh, mezzo sì. E' come esibirsi dopo i Beatles. Non è mica facile, sa'?

Invece i PRIMI di Gastone a Mare hanno fatto la loro degnissima figura, confermando aspettative di una certa levatura. Il tagliolino al nero di seppia con le vongole – ormai un nuovo classico in costante ascesa – non delude. Lo spago agrumato con bottarga di muggine, vongole e gamberi, dal canto suo, non le manda a dire e anzi si impone con una certa arroganza. Ma i migliori in campo, votati all’unanimità, sono i mega ravioli ripieni di ricotta e mozzarella di bufala con ragù di spigola. Un piatto vincente grazie a tre semplici elementi: sfoglia paccuta, ripieno straripante e sughetto espresso. Che robbetta! Quando ce ri-vado me li ri-pijo!

SECONDI. Li abbiamo visti in fotografia. Dopo antipasto e primo eravamo finiti. Sì, eravamo finiti, embè? Non mi vergogno a dirlo! Anche se dovrei, perché un crapulone che si ferma dopo il primo è un chiaro sintomo della decadenza indotta dalla logica borghese, che anestetizza la lotta di classe. Ma siccome siamo nel 2015 e a ‘ste cazzate non ce credemo più, unito al fatto che stavamo lì lì per scoppiare, ci siamo fermati.

Peccato, perché pure la proposta secondaria di Gastone a Mare appariva interessante anche se decisamente sbilanciata sulla tradizione, a scapito dell’innovazione. Vedi, fritto misto, grigliata mista e tagliata di tonno al sesamo. Scelte comunque dignitosissime, sia ben chiaro.

DESSERT. Con le ultime stille di forza abbiamo affrontato coraggiosamente il dolcetto. Perché vabbè che vabbè, ma mica davèro davèro!  E qui ritroviamo un po’ di sperimentazione, con semplici tocchi che arricchiscono i grandi classici. Tipo? Tipo la creme brulée allo zenzero e vaniglia. Tipo il tortino di cioccolato con cuore caldo al peperoncino. O tipo il gelato al pistacchio con melone invernale e riduzione di porto. Tutto molto godurioso, invero.

SERVIZIO. Due cameriere bravissime e solerti che portavano cibo a getto continuo. Secondo voi è un bene o un male?

PREZZO. Gastone a Mare è linea con i prezzi di Fiumicino. Ergo, per uno abituato ai prezzi di Roma je va de lusso.  34 Euri a coccia ed eravamo satolli. Compreso un litrozzo di bianco della casa e i caffettini. Se ci mettete pure il secondo (e siete delle chiaviche tacci vostra), arrivate a 50-55. A Roma a parità di materia prima, prezzi così te li sogni. Con qualche lodevole eccezione…….

VOTO. 8,5

Sito WEBhttp://www.ristorantegastoneamare.com/

 

 

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