HONG KONG F&B – VIA GIOVANNI GIOLITTI 105 – 00185 – ROMA

HK
 

RECENSIONE DI CHEZ SBARDE’

Dice: Trovare un ristorante cinese decente a Roma è un’impresa.
– In che senso?
Dice: Nel senso che o so’ bettolacce che manco a li cani; o so’ ristoranti sciscì che offrono vera cucina cinese in porzioni leggere e conti pesanti come un pallet de foratini. Insomma, esisterà una felice via di mezzo? Domanda retorica: NO! Non a Roma, perlomeno.
– E se ti dicessi che invece il locale che cerchi esiste? E che probabilmente ci sei passato davanti e manco l’hai degnato di uno sguardo? E che per anni ti sei perso un postone che nun se sa? Che mi risponderesti?
Dice: Ti direi che ti pippi la colla. Poi, aggiungerei che te la tiri più di quelle zore che partecipano a ‘Uomini e donne’. Infine ti intimerei di darmi l’indirizzo e/o di venire meco a sto’ ristorante che, a proposito, come se chiama?
– Hong Kong. Te pesava tanto legge er titolo? Ammazza che sei pigro!

LOCALE. Il ristorante cinese Hong Kong si colloca felicemente in una delle zone più affascinanti di Roma: la Stazione Termini, crogiuolo di culture e crocevia di razze, nonché vivaio per scippatori e spacciatori. Il ristorante da fuori non colpisce e anzi sembra uno dei tanti bazaar etnici stile Piazza Vittorio. Il visitatore che, per qualche motivo non ben precisato, dovesse entrare, troverà un ambiente pulito, sobrio, curato e cosa assai importante, frequentato quasi esclusivamente da clienti cinesi. Il che mi sembra un ottimo inizio.

CUCINA. Scordatevi ciò che avete mangiato fino ad oggi dal vostro zozzone di fiducia, al ristorante Honk Kong servono vera cucina cinese, con specialità di Honk Kong (DUH!) e della città di Wenzhou.

L’offerta degli ANTIPASTI è amplissima, e va da svariati tipi di involtini e ravioli – al granchio, al manzo, al porco – fino ad arrivare a pietanze matte e progressive alla Andrew Zimmern. Tipo le lingue di anatra, delicatissime e sfiziose, almeno se uno non si ferma troppo a riflettere sul fatto che, strigni, strigni, sta praticamente pomiciando con una papera. 

Tra i PRIMI sono annoverate diverse preparazioni a base di riso e noodles, sia asciutti che in brodo. Se optate per questi ultimi state in campana: sono bollenti e sostanziosi. In pratica con una scodella di noodles una persona normale ci può cenare. Un crapulone professionista ce se sciacqua la bocca ma questo è un altro paio di maniche. Ripeto: scordatevi il riso unto e gli gnocchi di riso sguscianti, da Hong Kong tutto è preparato con assoluta perizia.

Il pressoché infinito menù continua con i SECONDI, divisi per classi tassonomiche, come da tradizione cinese: manzo, maiale, pulàster, anatra e pesce. Per assaggiare tutto ci vogliono 2 vite ma devo dire che il maiale croccante era delicatissimo, il pollo fritto con chili dolce era sfiziozo e abbondante, infine, il manzo con salsa e broccoli era tenerissimo, succoso e saporito con un retrogusto leggermente dolce simile a quello della salsa giapponese kagome. Migliore in campo senza dubbio alcuno.

DESSERT. A parte qualche tartufo tipo Antica Gelateria, c’è una scelta di dolcetti fatti in casa. Chiunque conosca un minimo la cucina asiatica sa che i dolci non sono dolci manco per il cazzo. Ma almeno sono gradevoli. Nello specifico il bonbon di riso (quello che in giapponese si chiama Mochi e in cinese, forse, Niangao) ripieno di composta di sesamo nero non era affatto male. La farina di cocco intorno nobilitava il tutto. Ma si sa che quando c’è di mezzo il cocco, il mio giudizio ne risente.

L’unico problema, come già accennato, è l’estensione spropositata del menù, che conta tipo 174 piatti. Non è una cosa che mi fa impazzire.

SERVIZIO. Il locale non è quasi mai affollato. Ma è normale, stando nei pressi della stazione gli avventori mangiano un boccone e scappano. In più vengono a tutte le ore, quindi non si concentrano negli orari canonici ma si diluiscono su tutta la giornata. Per il resto i camerieri sono gentili e solerti. Carucci, insomma.

PREZZO. Leggermente più costoso rispetto al ristorantino sotto casa ma la qualità è nettamente superiore. In particolare noi abbiamo speso tanto solo perché abbiamo ordinato tantissimi piatti, non sapendo che le porzioni da Hong Kong sono generosissime. Ordinando in maniera più sensata avremmo speso 20, al massimo 25 EURI (invece di 33). In ogni caso, vale ogni centesimo.

VOTO. 8

La location lo penalizza. Decisamente. 

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