PIZZERIA DA MARCO – VIA G. B. VALENTE 49 – 00177 – ROMA

Da Marco
 

RECENSIONE DI CHEZ SBARDE'
FOTO A CURA DELLA PIZZERIA DA MARCO

La pizzeria di quartiere rappresenta da sempre una delle prime risposte al bisogno di spazi aggregativi. Un ruolo che divide equamente con altri punti di interessi quali: er baretto; la piazzetta; er parchetto e, in minor misura, la bisca.

Il ruolo sociale della pizzeria di quartiere – che nelle realtà più piccole è sostituita degnamente dalla pizzeria di paese –  è talmente rilevante che Senofonte gli ha dedicato il trattato: “πιτσαρία της γειτονιάς” (pitsaría ti̱s geitoniás).

Dice: Senofonte? Quello che ha scritto “I Guerrieri della Notte”?
– Forse vuoi dire Sol Yurick……
Dice: “I Guerrieri della notte” in greco se dice “Sol Yurick?”. Ahò e mica lo conosco il greco! Comunque non è che me lo devi fa’ pesà, eh! Poi con quell'arroganza. Guarda che ce metto X a appiccicatte ar muro.

La Pizzeria da Marco – anche nota come O’ Ciardin’ e’ Pulcinella (ella, ella, eh, eh, eh!) – si colloca a pieno titolo tra le pizzerie di quartiere che tanto ci piacciono perché sono casarecce, simpatichelle e fanno star bene le genti.

LOCALE. Informale. Informalissimo. Arredamento semplice: tavoli di ferro, tovaglie di carta, bicchieri tipici da osteria. A poche decine di metri di distanza c’è un maxi parcheggio libero, quindi se parcheggiate in doppia fila davanti al ristorante siete dei poracci! E pure un po‘ incivili.

CUCINA. La Pizzeria da Marco è specializzata in cucina napoletana. Non che ci sia da stupirsene, visto che su Tripadvisor è conosciuta come O’ Ciardin‘ e’ Pulcinella (ella, ella, eh, eh, eh!).

L’anima partenopea emerge subito nei FRITTI. Le sublimi chiacchiere al pomodoro sono in assoluto le migliori in campo. Per la cronaca, le chiacchiere di cui parlo non sono i dolci di carnevale (quelli che le persone evolute chiamano “frappe”) ma striscette di pasta di pizza, fritte e irrorate di sugo di pomodoro. Anche i calzoncini napoletani e il fritto misto di verdure spaccano di brutto ma le chiacchiere vincono sia nel reparto antipasti che in quello dessert (su questo ci torniamo più avanti).

Le PIZZE sono ovviamente alla napoletana – alte e con un bel cornicione – ma sono grosse una cifra. Se proprio volete ve la fanno pure sottile alla romana. Ma l’impasto non si presta a questa variante e il risultato è loffio, scarso in croccantezza. Date retta e prendetevi una bella pizza alla napoletana che la sanno fare come Dio comanda.  

Le varietà sulla carta sono circa 40. L’impasto è a lunga lievitazione. I condimenti sono di qualità. Il sugo di pomodoro si distingue dalla massa. Con simili premesse, il successo è assicurato.

Nel menù figurano anche i PRIMI. Si va dai classici della cucina romana, passando per qualche pasta ripiena, fino ai paccheri. Io consiglio la pasta col pomodoro semplice. Sembra una cazzata, perché uno dice ‘Me la faccio a casa’. E invece no, perché, lo ribadisco a costo di suonare pleonastico, il sugo che fanno alla Pizzeria da Marco è talmente saporito che viene voglia di trangugiarne una marmitta, accompagnato da un paio di rosette o da mezzo vicovaro. 

DESSERT. Servono dei babà decisamente onesti, semplici o con la panna (spray, niente di che). La vera esperienza mistica la offrono le chiacchiera con la Nutella (ella, ella, eh, eh, eh!). Le portano caldissime e affogate nella crema alla nocciola più famosa dell’universo. Solo la vista di tanta italianità mi scatena un orgoglio di stampo nazionalista che nun se para. E lo dice uno che venera la cucina estera al pari di quella nostrana, eh.  Ho orizzonti culinari molto ampi e non sono uno di quei babbei che montano un casino per una pubblicità del McDonald’s.  Ma manco me vergogno di dire che la pizza è da paura.

SERVIZIO. I camerieri sono bravissimi e velocissimi. Una cosa però va detta. La Pizzeria da Marco nei week end è sempre piena. Quindi, se andate presto – tipo alle 8 – alle 9 e un quarto avete finito di mangiare ed è il caso che ve la cogliete. Se andate sul tardi – tipo alle 10, 10 meno un quarto –  entrate se avete culo e c’è posto, sennò aspettate. I gestori mirano a servire almeno due ondate di clienti. Ce sta. Se la cosa vi urta il sistema nervoso, questa pizzeria non fa per voi. Oppure ovviate scegliendo un giorno in mezzo alla settimana.

PREZZO. I prezzi sono quelli che uno si aspetta di pagare nel 2015 in una pizzeria di quartiere. Secondo me se una cena a base di fritti e pizza costasse una paio di euri in meno, si raggiungerebbe la perfezione.  Opinione personale, nonché opinabile. Ma visto che la recensione la scrivo io, opinante un po’ quanto ve pare, in finale sticazzi.

VOTO 7,5 

 

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