STRUDEL ESTIVO

strudel estivo2
 

RICETTA dopo tanto, troppo tempo OFFERTA DA PANDIZENZERO

 

Ed eccomi qua, sopravvissuta a numerosi viaggi aerei, consapevole che tornare a casa resta sempre la parte più bella di un viaggio.

Son paesana, lo so, ma quando torno a Roma e mi preparo un'insalata di pomodori con il cipollotto fresco e tanto origano mi pare di aver pescato il biglietto della lotteria con il premio più grosso. Mi garba partire, ma ho capito che forse mi garba soprattutto tornare. Che poi io son fifona eh? Per ogni carta d'imbarco è una notte insonne, immagini di aerei che esplodono in volo, vicini di seggiolino imbottiti di tritolo, piloti in buona salute che sincopano, portelloni che si aprono. Una volta ho passato la metà del viaggio a fissare il mio finestrino che sembrava avere una crepa, nella consapevolezza  che da lì a poco si sarebbe disintegrato risucchiandomi nell'aere, non ho chiuso occhio per 10 ore, all'arrivo sembravo Ceccherini dopo una notte con Cecchi Paone.

Da dicembre ad oggi sono stata più in volo che su un mezzo ATAC, con un confort maggiore, chiaramente.

Da New York ad Algeri, dalla Cina alla Spagna, ho scorrazzato per il mondo più o meno per professione, imparando tanto e soprattutto odiando di più. Perchè non è facile entrare in contatto con culture molto diverse dalle nostre e mantenere una calma serafica, controllandosi per evitare di lanciare il  grosso trolley sulla testa di chiunque abbia tratti fisionomici non caucasici, nè indani, nè africani.

Vabbè, dice, i cinesi (perchè è di loro che si ragiona) saranno sudici, non son boni a mette un chiavistello alla porta del bagno pubblico, non sanno fare dei gabinetti da cristiani, non parlano inglese neanche negli hotel a 4 stelle, però fan bono da mangiare, si, può essere, ma se devo proprio essere sincera, se devo fare un bilancio gastronomico di questi ultimi mesi, posso dire che gli hot dog caldi, micragnosi e inodori dei chioschetti a Manhattan sono la cosa che più mi manca, bella New York, che nostalgia.

Ma basta con i romanticismi, non siamo qui a piangere per Richard Gere che va a prendere Julia Roberts con la limo decappottata sulle note de La Traviata, su  passiamo al dunque, mi son ributtata in cucina, con la frenesia di un tempo e la voglia di sperimentare, sicchè ho preparato uno strudel, rivisitato in chiave estiva, quindi senza frutta secca e mele, ma con frutta di stagione e miele, ma non un miele qualsiasi, il Mielbio!


Ingredienti:

per la pasta

  • 300 gr di farina 00
  • 1 uovo intero
  • 2 cucchiai di olio evo
  • acqua tiepida q.b.
  • un pizzico di sale

per la farcia

  • 3 fragole
  • 2 pesche
  • 3 albicocche
  • una manciata di pinoli
  • 2 cucchiai di farina
  • 80 gr di burro
  • 2 cucchiai di Miele di Melo Mielbio Rigoni di Asiago
  • 2 uova

per spennellare la superficie

  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaio di latte

Preparare la frutta lavata e tagliata a pezzi non troppo piccoli facendola cuocere a fuoco vivace con mezzo bicchiere di acqua. Quando sarà diventata morbida spegnere il fornello e lasciarla raffreddare.

Quindi procedere preparando l'impasto amalgamando assieme farina, uovo, olio, acqua e sale. Lavorare fino ad ottenere un panetto morbido ed omogeneo, abbastanza elastico, quindi coprire con un panno e lasciar riposare un'ora.

Per il ripieno, tagliare il burro a quadratini e lavorarlo con il miele ed i tuorli fino a formare una crema, dopodichè aggiungere la frutta, i pinoli, la farina ed i bianchi montati a neve precedentemente. Mescolate bene il tutto, poi stendete la pasta su di un foglio di carta forno, formando un ovale, e deponete la farcia centralmente, infine ripiegate la pasta chiudendo lo strudel. Tirate delicatamente le estremità e ripiegatele sulla sommità, quindi spennellate con tuorlo e latte.

Cuocete in forno preriscaldato a 180° C per circa 30 minuti.

Servite tiepido!

 

Con questo dolce partecipo al contest 

"Le Ricette Regionali reinterpretate con i prodotti Rigoni di Asiago"

 

 

One Response to STRUDEL ESTIVO

  1. […] STRUDEL ESTIVO sembra essere il primo su Sto Mondo e Quell' […]

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