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IL RUSTICO

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In cucina c'è PANDIZENZERO

 

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Sono poche le certezze della vita: non esistono più le mezze stagioni, Daniele Bossari condurrà sempre e solo programmi inguardabili, Elvis è stato il più grande personaggio della storia della musica e zia Rosetta per ogni compleanno, anniversario, festeggiamento preparerà il rustico. E non importa se il pranzo sia a casa sua o a casa dei miei, o ancora a casa di altri, lei porterà sempre questi due o tre vassoi colmi di salsicciotti lievitati con prosciutto cotto o wurstel ed il formaggio, tiepidi, rigorosamente da affettare in loco.

Io, come ripieno, ho scelto wurstel ed emmenthal, per riprodurre al meglio il sapore di quelli che tradizionalmente si accompagnano alle mie feste in famiglia, ma è chiaro che potrete inserire ciò che più vi piace, dalle verdure agli affettati alle creme.

Ingredienti

  • 250 gr di farina 00
  • 250 gr di farina manitoba
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • 2 cucchiaini di sale
  • 250 gr di latte parzialmente scremato
  • 50 gr di olio d'oliva

Il procedimento è semplice e veloce.

In una planetaria versate 3/4 del latte e l'olio, quindi inserire il latte che avete lasciato da parte precedentemente intiepidito in cui avrete disciolto il lievito. Aggiungete ai liquidi la farina ed impastate, infine il sale.

Dovrete ottenere un composto elastico e morbido che farete lievitare per qualche ora.

Disponete poi l'impasto su una spianatoia e stendetelo con il mattarello, farcite con gli ingredienti che avete scelto, date al rustico la forma che più vi piace ed infornate a 180° C per circa 20 minuti.

rustici con wurstel

 

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Dedicato a tutte le zie Rosette.

 

Buona domenica!!

 

MINI QUICHE DI ALBUMI ALLE VERDURE E SENAPE

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RICETTA con l'idraulico OFFERTA DA PANDIZENZERO

 

Oh finalmente è arrivata, quest'estate che poi tanto estate non è, con il tepore a sostituire il caldo appiccicoso ed un venticello fresco al posto delle sventagliate di phon che neanche dal parrucchiere. Con le giornate lunghe, le cicale che friniscono, i festival, le birre all'aperto, peccato per le persone, sempre troppe e troppo presenti, ma ahimè pare sia illegale toglierle di mezzo. Però la cosa che preferisco io di questo periodo è il mio fisiologico calo della fame, ah quanto mi piace mangiare poco, soprattutto se non sono gli altri ad impormelo, diete, nutrizionisti, prove costume, ma il mio corpicino a chiedermelo, rifiutando soprattutto le ciccionate, dalla pasta al forno al cioccolato, dalla carne alle torte, ed ecco che finalmente torno a somigliare ad una donna perdendo le sembianze di un vaso ming.

Ho anche ripreso la palestra, si, finalmente mi sono decisa e tre volte a settimana vado a sgambettare con tante altre donnine, più avvezze di me al movimento coatto, ma sicuramente non meno problematiche. C'è quella con chilometriche ciglia finte, che fisso per l'intera ora di lezione cercando di cogliere il momento in cui si staccheranno dall'occhio e le cadranno sul naso, quella con scaldamuscoli a tutta gamba, rosso fuoco, srotolati fino all'inguine che ogni 5 minuti fa "UH UH" come Damon Albarn in Song 2, e ce n'è un'altra, sulla quale lancerei violentemente lo step, che trascorre la lezione guardando il suo uomo, o almeno spero per lei lo sia altrimenti il TSO sarebbe d'obbligo per legge, strizzandogli l'occhio, facendo ridolini e soprattutto tenendogli la mano mentre fanno esercizi per gli addominali.

Dovrei cambiare palestra? Chiamare le guardie? Somministrare farmaci antipsicotici? No, rimango e cucino, per sfogarmi e per passare il tempo che devo trascorrere in casa per badare agli idraulici. Maledizione.

Siccome mi erano avanzati degli albumi e volevo preparare qualcosa di non-dolce, allora ho deciso per una quiche, molto leggera, facilissima da preparare, totally veggy, ottima come antipasto, come piatto unico se accompagnata a del formaggio oppure per un aperitivo.

Ingredienti per 4 cocotte

  • 3 albumi
  • un pomodoro san marzano
  • una manciata di fagiolini
  • 1 zucchina
  • 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di senape
  • succo di limone q.b.
  • zucchero q.b.

Lessate i fagiolini e le zucchine tagliate a dadini, scolatele ed aggiungete i dadini di pomodoro, quindi montate a neve gli albumi con un pizzico di sale.

A parte mescolate la senape con il succo di limone e lo zucchero, aggiungete il composto alle verdure ed amalgamate il tutto con gli albumi, aggiungendo il formaggio grattugiato.

Versate il tutto nelle cocotte e cuocete a 160°C per circa 15 minuti, quando saranno dorate sfornatele e servitele tiepide.

 

 

 

 

Buon pranzo, o aperitivo, o merenda!!!

TORTA FINTA VERDE

Torta Finta Verde

RICETTA familiarmente OFFERTA DA PANDIZENZERO

Ideata e creata da mamma KeBob

 

Vi è mai capitato di odiare profondamente qualcuno che non conoscete? Qualcuno che incontrate per la prima volta alla fermata dell'autobus e dopo soli 3 minuti vi prende una voglia fortissima di spegnergli la sigaretta sotto le unghie? Qualcuno che al supermercato vi tampona col carrello più volte, non si scusa, ma anzi vi guarda con fastidio e pretende un CID perchè ha ragione, siete voi ad aver urtato il suo carrello con il vostro bacino? Oppure quello che, sempre al supermercato, si attarda tra i reparti alla ricerca dei cibi più improbabili, chiacchiera al cellulare come fosse nel suo salotto e quando vi vede apprestarvi alla cassa, scatta come fosse Bolt e mima una gravidanza passandovi avanti? O il più stronzo, quello in motorino che mentre state in tangenziale all'ora di punta, quando i migliori anni della vostra vita trascorrono imbottigliati nel traffico vi prende lo sconforto tanto da cominciare a redigere il testamento, lui sbraita e gesticola come avesse la corea di Huntington perchè ha bisogno di passare in uno spazio dove nemmeno un foglio di carta forno potrebbe stare?

Ecco, io sono alle prese con queste situazioni ogni santo giorno, tanto che ho richiesto al comune di Roma una tessera, la disprezzocard, con la quale posso accumulare punti ad ogni folata di odio, facendo sì che il mio livore non si sprechi ma venga convogliato verso qualcosa di costruttivo, come la vincita di un navigatore o un soggiorno in un agriturismo umbro.

Tuttavia, nella mia classifica delle persone che vorrei prendere a forchettate sulle mani, ce n'è una che si è guadagnata la prima posizione da poco tempo, un'amica di amici che ha dichiarato di non mangiare i cibi verdi. Sì, non ce la fa dice, perchè le fanno impressione. Un po' come dire che io non colgo i fiori rossi per paura che piova, oppure che non sbucci l'arancia perchè temo di perdere i capelli.

Ora, ci ho riflettuto a lungo e sono giunta alla conclusione che dietro questa sua sofferta decisione debba esserci una ferita inguaribile risalente alla sua infanzia, probabilmente triste. Un trauma enorme che deve averla portata a compiere una scelta così importante. Magari un enorme broccoletto tossico che l'ha minacciata di morte brandendo una siringa, oppure un selvaggio cesto di lattuga che ha provato ad accecarla con una zucchina infetta, o ancora migliaia di fagiolini che l'hanno legata alla sedia impedendole di respirare.

Insomma, qualcosa di grave che possa spiegare questa grandissima, mastodontica, colossale cazzata.

Bene, siccome sono spregiosa, ma anche molto simpatica, è a lei che dedico questa buonissima e bellissima torta finta, chi è attento sa di cosa parlo, augurandole tante care cose, verdi.

Ingredienti

per la farcitura

  • 8 fette di pancarrè senza bordi
  • 200 ml di panna fresca da montare
  • 400 gr di Philadelphia
  • 150 gr di pesto genovese
  • 500 gr di spinaci
  • 150 gr di bocconcini di mozzarella
  • 2 pomodori grandi da insalata
  • 2 fette di petto di pollo
  • 150 gr di prosciutto cotto
  • 1 pugno di noci
  • sale e pepe q.b.
  • olio evo

per la decorazione

  • 3 pomodori ciliegino
  • 4 foglie di basilico
  • 3 olive nere
  • 10 chiodi di garofano
  • 100 gr di granella di pistacchi

Lessate il pollo, sminuzzatelo, salate, pepate e tenete da parte.

Separate gli spinaci in due metà, una la usarete cruda per mixarla con le noci e l'olio a formare un pesto, l'altra cuocetela in padella e tenetela da parte, quindi amalgamate la purea di spinaci con il Philadelphia ed il pesto genovese a formare una crema che sarà la base della torta.

Per creare gli strati di pane affiancate 4 fette di pancarrè ad altre 4 fette, quindi poggiatevi un'insalatiera capovolta e ritagliate un cerchio. Cominciate a preparare i vari strati partendo ovviamente dalla base su cui spalmerete la crema di pesti, quindi deponetevi gli spinaci cotti e la mozzarella, procedete con il secondo strato spalmando di nuovo con la crema e farcendo con il pollo ed i pomodori grandi, infine passate all'ultimo con altra crema ed il prosciutto cotto. Deponete lo strato di pane superiore e spalmate sia sopra che lateralmente con i la crema base.

Per la decorazione procedete come segue: tagliate a metà i pomodorini ed adagiateli su una foglia di basilico, quindi conficcate i chiodi di garofano sugli stessi a formare i puntini della coccinella, infine con l'estremità dell'oliva nera andrete a creare la testolina.

Rifinite con la granella di pistacchi.

 

L'ennesimo capolavoro di mamma KeBob…….

Anche con questa ricetta partecipo al contest di Donatella del blog Fior di Rosmarino, Color Food, nella PERICOLOSISSIMA categoria verde.

ENOTECA OSTERIA PANE VINO E SAN DANIELE PIAZZA MATTEI 16, 00186 ROMA

enoteca pane vino san daniele

Recensione a cura di Pandizenzero

Era una calda sera d’estate, il mio collega “capo” aveva deciso di farsi un aperitivo alle 20 (e già qui era stato deriso) incontrandosi a Largo Argentina (a questo punto è stato insultato). Capisco chi abbia uno scooter, ma chi come me  guida l’auto e le multe sul tergicristalli se le sogna la notte, dove cacchio ficca la macchina in centro? Allora Pandizenzero, saggia e simpatica (ma anche bella e bionda), mediante un messaggino istantaneo (e pure tecnologicamente all’avanguardia) comunica perentoriamente che LEI aveva deciso di vedersi al ghetto ebraico, senza peraltro accettare repliche (democratica).

LOCATION Il ghetto è una zona enogastronomica che dovrò approfondire, nel frattempo mi limito ad illustrarvi una piacevole enoteca osteria situata a P.zza Mattei (nel cuore del quartiere), che solo a fine pasto ho scoperto essere la “replica” di altri locali con lo stesso brand sparsi per tutta Italia.

Il locale è molto carino, ben arredato e dotato di coperti in numero considerevole, data la zona, e cosa importante per me, i tavoli sono ben distanziati.

CIBO Considerato l’orario, nè aperitivo nè cena, nè mare nè montagna, nè carne nè pesce, abbiamo deciso per una serie di affettati & formaggi. E con il termine “serie” riferito agli affettati ho voluto essere generosa, poichè servono soltanto del San Daniele, strano no?

Anche il formaggio era poco, in senso quantitativo, e pure qualitativo, poichè ci hanno portato 2 ricottine, 3  mozzarelle di bufala e qualche spicchio di formaggio poco stagionato, del genere primosale. Eravamo 5.

Il pane (in quantità modeste) era buono, ma niente di che, sebbene ci sia da dire che il pane veramente gustoso a Roma si trovi con difficoltà, sia nei forni sia, soprattutto, nei locali di ristorazione.

A fine pasto abbiamo voluto assaggiare i dolci, direi molto buoni, a partire dalla mia crostata ricotta e visciole.

BEVANDE Io ho voluto ordinare un calice di Refosco, apprezzabile, mentre i commensali si sono scolati una bottiglia di prosecco, che a me non piace, non riesco davvero a gustare una bevanda secca che frizzi.

SERVIZIO Molto cordiale il titolare e gentile, nonchè disponibile, il cameriere.

PREZZO La nota dolente. Si perchè, ricapitolando, per un tagliere di San Daniele (dalle foto credo si possa apprezzare la misera quantità), qualche fettina  di formaggio ed un boccone di mozzarella, una fettina di torta ed un calice di vino 25 € mi sembrano troppi.

Dal menù non si evincevano prezzi così alti, anzi, però questo è quanto abbiamo pagato.

Probabilmente ci tornerò in inverno, quando potrò gustare le numerose varietà di  zuppe ed i tortini che pare siano molto molto interessanti. Diamogli un’altra possibilità va.

VOTO 6 peccato perchè le potenzialità ci sono.