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“TAJA E COCI”, VIA PORTUENSE 28, 00153 ROMA

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RECENSIONE curata dal vostro grigliere Keb0b

Dice: "Ma si ce va na bisteccona, che ce la volemo magnà senza preliminari e senza coccole alla fine, dove dovressimo da annà?" – "Ma come parli?" – "Eh, scusa, se tratta de ciccia, volevo fare il rude." – "Sì, ma anche meno, dai." – "Ok, ora me dici dove andiamo o devo recità un atto de dolore?" - "Lo vedi che sei una bestia?" – "Sei mejo te." – "Lo puoi di' forte. Infatti ora ti porto in un posto fantastico a due passi da qui e te levo la sete cor prosciutto. Mi ringrazierai, mio povero babbeo, seguimi e taci…"

Taja e Coci è una Bisteccheria a due passi da Trastevere e Testaccio, sul tratto della Portuense che sfocia in Porta Portese. E' gestita da gente in gamba, con la testa sulle spalle, che ama fare le cose come si deve o piuttosto non farle per niente. Tanto è vero che non servono Primi, perchè le proposte del menù devono inserirsi nel contesto generale avendo tutte la medesima dignità e presentare dei primi piatti di livello in una bisteccheria, per me ed evidentemente per loro, ha davvero poco senso.

LOCALE: Arredamento ricercatamente rustico, ambiente molto pulito e curato. Gli spazi non sono sconfinati, ma il ridotto numero di coperti ti permette di mangiare senza avere nelle orecchie il frastuono dei vicini. Confortevole, adeguato, rilassante. Si trova posto auto a qualsiasi ora e con estrema facilità.

ANTIPASTI: Nulla di elaboratissimo, ma ingredienti di prima scelta e accostamenti di comprovato successo. Bruschette al Pomodoro, Parmigiana di Melanzane, Fagioli in Umido, Affettati,  Bufala, Zucchine Marinate…si bada al sodo, l'antipasto ti preparara ad accogliere il dio bistecca, non deve togliergli spazio, sarebbe un peccato.

CARNE: Varietà, freschezza, cottura perfetta. Il banco frigo è all'entrata, vai lì e scegli il taglio che più ti stuzzica la fantasia. Oppure ti affidi al padrone di casa, gli dici cosa ti va e lui ti fa servire la ciccia che più ti si adatta. Esperienza speciale, codeste Bisteccone. La Costata Danese era qualcosa di lussurioso…non è un taglio pregiatissimo ed è per quello che l'ho scelto. La qualità si vede anche da quello…da quanto è buono un taglio non molto pregiato. Sono capaci tutti di farti leccare i baffi col Manzo Kobe….con la Costata Danese è un bel po' più difficile. Loro ci riescono e ti viene da ringraziarli. Discostandoci dalle fisime del sottoscritto, non pensate manchi qualsivoglia taglio bovino: Argentina, Danese, Italiana, Prussiana, Australiana, Americana, Irlandese…..c'hai fame signò? Vai lì e magna.

CONTORNI: Broccoletti, Broccoli, Patate, Fagioli Corallo, Cicoria, Carciofi, Insalata Mista…ho optato per i Broccoli all' Agro, li adoro. Porzione copiosa, molto buoni. Vengono servite quasi solo verdure di stagione ed è così che dovrebbero fare tutti.  

DOLCI: Come dallo Spaghetto con le Vongole si giudica il ristorante che serve pesce, così dal Tortino col cuore di Cioccolato si giudica la perizia dello Chef che lo presenta. Perchè non è un piatto originale, ormai lo servono tutti, però non è facile prepararlo per bene e spesso si finisce per produrre una 'pecionata' senza appello…il Tortino di Taja e Coci è appagante, un vero e proprio toccasana per la produzione di endorfine. Poi se volete si può pescare tra Crema Catalana, Salame Toscano (ripieno al Cioccolato), Tiramisù, Tozzetti, Gelati, Sorbetti, Fragole con Panna, Frutta….se non trovi quello che vuoi, si vede che non hai voglia di dolce.

VINI e BEVANDE: L'acqua era fresca e non costava come il vino. E questo è buono e ormai raro. Vi cito qualche cantina per i vini e direi che è meglio di qualsiasi discorso: Banfi, Maimone, Casale del Giglio, Terralta, Guastella, Cantina del Circeo, Colle Mancini…

SERVIZIO: Educato, Disponibile, Rapido.

PREZZO: Con 30 euro mangi sette etti di carne sublime e un contorno, bevi bene, ti gusti dolce e caffè. In altri ristoranti molto più famosi ci vogliono almeno 50 euro e ti devi incazzare al momento del parcheggio, dell'ordine e del conto. Misteri della ristorazione romana.

VOTO: 9. Merita mezzo punto in più perchè dal locale si raggiunge Trastevere a piedi ed il dopo cena ha la sua importanza.

SITO:  www.tajaecoci.it

L’ ARMATA DEL MARE, VIA DI SANTA CORNELIA 238, 00188 ROMA

pizza romana

RECENSIONE di KeBob

Dicee se chiama Armata del Mare, annamose a magnà 'sto spaghetto allo scoglio, no?

No.

L'Armata del Mare si chiama così perchè il proprietario, esimio zio del Nostro, ha una spiccata predilezione per l'atmosfera marinaresca ed i profumi del porto. Solo per quello. Dal punto di vista della ristorazione è decisamente orientato per altri sapori, tanto è vero che il suddetto ristorante è specializzato in pizza e carne alla brace.

Antipasti: i grandi classici, si va dagli affettati all'insalata di mare (o i fritti se si vuol mangiare pizza), le porzioni sono generosissime e la qualità è decisamente elevata.

Primi: non abbiamo mai avuto modo di provarli, ma la faccia dei clienti intenti nel divorarli depone decisamente a loro favore. Anche qui nulla di esotico, ma si spazia tra il mare e la montagna con grande scioltezza.

Secondi: c'è una dignitosissima proposta di pesce, ma la specialità, come detto, è la carne alla brace. I tagli sono quelli che più si adattano alla cottura su griglia, con una particolare attenzione alla tenerezza ed alla cottura della ciccia. Se chiedete una cottura 'media', avrete una cottura media, se ne chiedete una 'al sangue', l'avrete al sangue. Niente sorprese o voli pindarici da parte del grigliere, in questo posto si ottiene quello per cui si paga, in fretta, con cortesia e massima soddisfazione.  Personalmente sono rimasto colpito e commosso dagli arrosticini di castrato, prodotto tipico abruzzese che rivela al mondo quanto cazzo sia sottovalutata la nostra amica 'peco'.

Pizza: ammazza si è bona. Alla romana, bassa e croccante, si può optare per il formato classico (grandezza normale) o per quello gigante (ci si mangia almeno in tre). Quest'ultimo viene servito su un tagliere posto a centro tavola e si possono scegliere fino a 4 gusti di pizza. Le varietà tra cui scegliere vanno dalle solite a quelle più originali (la radicchio e gorgonzola mi ha deliziato più e più volte). Tutto cotto a Forno a Legna, ovviamente.

Dolci: cazzo ne so, dopo tre Kg de pizza te voi ordinà pure il dolce? Vuoi morire? Eh, e 'nnamo….

Vini e bevande: un po' di tutto. Osate nella richiesta, rimarrete stupiti.

Prezzo: grandi soddisfazioni. Non sfori i 20 euro (mangiando carne si arriva a 25/28) e mangi come Terence Hill in 'Trinità'. Qualità e quantità a prezzi umani, una rarità….. là là là…..scusate.

Servizio: veloce, cortese, amichevole, ma discreto. Perfetto.

VOTO: 7,5

P.S. – Considerate che il locale fa parte di un grande centro sportivo con campi da calcio, calcetto e calciotto. Ideale per organizzare tornei e sgambate anche in notturna.

IL PUNTO DI VISTA DI CHEZ SBARDE’

Che postone!

I frittarelli sono ottimi e le pizze so' un vero spettacolo.

Buona quella col radicchio per quanto…..lo sai che te dico? Tra tutte le pizze preferisco………….. Zabbaione?

No, saveciccia e broccoletti: ottima, piccantella e carica!

Eppoi c'hanno gli arrosticini di peco che riesco a mangiare solo una volta l'anno al paese. Ininterrottamente pe' 15 giorni ma comunque una volta l'anno.  So che cedere alla mia parte abruzzese è sbagliato (purtroppo so' mezzosangue e ce soffro) ma la ciccia è ciccia. Almeno tra tutte le cose abruzzesi hanno scelto il castrato e non i tonnarelli con le polpettine, un piatto col  quale i teramani ce se fanno grossi ma che francamente c'ha rotto le palle.

VOTO: 8