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LA CAPANNINA – LUNGOMARE AMERIGO VESPUCCI 156 – 00122 – OSTIA LIDO (CHE POI SAREBBE ROMA)

Capannina

RECENSIONE A CURA DI CHEZ SBARDE’
FOTO A CURA DEL RISTORANTE LA CAPANNINA

Dice: Sei stato di nuovo a La Capannina? Gli hai dato un’altra possibilità, finalizzata all’approfondimento dei punti di forza e debolezza?
Me c’hanno portato. Comunque ora sono visibilmente arricchito dall’esperienza e posso formulare una mia opinione sul locale di cui al titolo.
Dice: E quale sarebbe?
Meh!
Dice: Meh? Che robba è Meh?
– Tutto tocca spiegaje a questo….Dicesi “Meh” un’interiezione propria, tipica dello slang yankee, indicante mancanza di entusiasmo o indifferenza verso un particolare soggetto, argomento o situazione. In alcuni casi può essere usata in riferimento a soggetti particolarmente mediocri.
Dice: E non potevi dire dall’inizio “Niente de che” o al limite “Inzomma”?
– E non ti potevi fare dall’inizio una bella spaghettata de cazzi tua?

E’ uno dei ristoranti preferiti da Joseph le Moustache (il mio ex capo che però è tipo ancora capo) e dell’Abruzzese (amico dell’ex capo). Se stiamo a Ostia, immancabilmente si va a pranzo a La Capannina. Se non stiamo a Ostia, imboccamo la Colombo e annamo a pranzo a La Capannina. Nun se scappa. Da cosa nasce questa infatuazione? So il cazzo io. Ma da noi funziona che “chi paga decide”. Io non pago mai, quindi manco decido e mi adeguo.

LOCALE. Bellino. Cioè, i ristoranti sul mare a Ostia - con annesso stabilimento - sono tutti carini e La Capannina non fa eccezione: colori chiari, arredamento di gusto e ammennicoli. Coperti numerosissimi ma distanza tra i tavoli accettabile e, miracolosamente, locali non troppo rumorosi. 

CUCINA. Solo pesce. E fin qui direi che ce semo. Gli ANTIPASTI, come ormai da tendenza consolidata, sono la parte più interessante ed aggradante. I moscardini affogati spiccano e spaccano. Le crocchette di verdure fritte – fatte in casa – sono asciutte e scrocchiarelle. I carpacci di pesce alimentano la salivazione. Il resto – insalate di gamberetti; tagliate di polpo; alicette – sono nella norma. In ogni caso, promossi.

No, piuttosto è sui PRIMI che non se parano proprio. Cioè, tre volte ce so’ andato (sottolineo sempre che me c’hanno portato) e tra volte mi sono trovato male. Gli spaghetti alle vongole erano collosi (e già me urti). Il risotto alla pescatora era insipido (e già inizi ad essermi inviso). Gli spaghetti con le telline erano collosi, insipidi e con le telline chiuse, il che non è un buon segno. E qui l’odio inizia ad affiorare. Non prendete i primi, ve risparmiate un’incazzatura.

Sui SECONDI lo chef de La Capannina di solito ha un guizzo d’orgoglio e si riprende. I fritti di pesce e le grigliate miste sono di ottima qualità. Gli scampi alla griglia, nello specifico, sono tra i più buoni che abbia mai mangiato. Un’altra volta abbiamo preso una spigola al forno di due chili ed era tenerissima (peccato che fosse tiepida perché se l’erano scordata, li possino!).

DOLCI. Ho già accennato al fatto che quando facciamo i pranzi/cene di lavoro, per dessert prendiamo sempre – e dico sempre – i fottutissimi tozzetti o altri biscottini secchi. E’ da 9 anni che cerco di capire cosa ci sia all’origine di questa usanza. Alcuni eruditi sostengono che tale tradizione risalga addirittura ai tempi della Seconda Città, quando Enoch il Saggio, Zillah la Bella e Irad il Forte erano soliti concludere con i tozzetti le cene sociali dei capitribù. Se il lessico tecnico Noddista non vi suona familiare, non approfondite e prendetevi un tiramisù o una panna cotta. La Capannina c’ha tutto. Pure il millefoglie.  

SERVIZIO. Meh. I camerieri sono bravi ma sono pochi. Soprattutto nel pienone dei week end. Poracci, corrono a destra e a manca ma non c’hanno 12 braccia, quindi il servizio ne risente. Un altro cameriere ce starebbe tutto. Ma me sa che il titolare è un po’ T-rex, oppure ritiene che trascinare un pranzo domenicale fino alle 16:30 sia perfettamente normale. Stesso discorso vale per la cucina che non è in grado di servire tutti in tempi ragionevoli.

Dice: Vabbè, la domenica a La Capannina è così. Però se ci vai in mezzo alla settimana, ti presenti alle 8:00, siete in pochi e ordinate tutti la stessa cosa, ti servono presto.
Nient’altro? Che ne so, mo’ entro i cucina e me acchitto una cosetta da per me. Sai, per non disturbare lo chef che se fuma na sigaretta. 

PREZZO. Personalmente ho sempre speso pochissimo.

Dice: Grazie al cazzo, tu non paghi mai! Appizzino maledetto.
– So’ pranzi de lavoro. Già non me va de annacce, dovrei pure pagà?

In realtà si paga troppo, ma troppo troppo. Un pranzo completo, dall’antipasto ai tozzetti, vino incluso, sfora i 65 euri a testa. E non sono pochi per niente. A Ostia con 90 mi ci faccio un menù degustazione da 7 portate, vino incluso, a un ristorante stellato. Così, per dire.

VOTO: 5

Sito WEB:  http://www.lacapannina.it/