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CENTOMOLLICHE – VIA ARZANA 66 – CAP 00148 – ROMA

Centomolliche

 

RECENSIONE DI CHEZ SBARDE'

FOTO A CURA DEL RISTORANTE CENTOMOLLICHE

Centomolliche Ristorante/Pizzeria, nonché scuola di cucina, è stato una piacevole sorpresa. Soprattutto perché non avevo particolari aspettative. Sono andato da Centomolliche per un pranzo con i colleghi dell’ufficio, in occasione delle tradizionali festività legate alla celebrazione del Sol Invictus. Quando si sceglie un ristorante per un pranzo coi colleghi, prevalgono le esigenze logistiche, ergo si opta per il ristorante più vicino, sperando che sia decente. Negli anni ho avuto esperienze indicibili, che un po’ spiegano perché io abbia il caratteristico sguardo di chi ha sofferto. Però nonostante un legittimo atteggiamento di titubanza, che fai, nun ce vai? Ce stanno quei deficienti dei colleghi che te ce taji dalle risate. Eppoi paga er boss (bello, bravo e buono). E quanno se scrocca, è tutto de guadagnato. Però, per ricollegarmi all’incipit, al Centomolliche si è mangiato bene. Per una volta mi ha detto culo, via. 

LOCALE. Centomolliche si trova al piano terra di una villetta spersa per la campagna, vicino a una specie de fattoria che c’ha pure i somarelli. Quando sentite ragliare, significa che state in zona. Il locale è arredato come una trattoria rusticheggiante. Nel complesso risulta accogliente e genuino. Uno stile classico che mette di buon umore. Soprattutto se so’ le due de pomeriggio, c’hai una fame porca e l’appuntamento era all’una e mezza ma quegli stronzi dei colleghi ancora non se fanno vede’ (che Shiva li confonda!).

No, piuttosto il problema vero è che raggiungere il Centmolliche è una cazzo di impresa.

– Oh, c’hai presente i film anni ’30, quando gli sporchi colonialisti vanno a saccheggiare antichi templi, affittano i portatori negri e a una certa la guida fa: “Buana, noi no broseguire oldre. Buana va avandi da solo” e sparisce in mezzo alle fratte? C’hai presente? Beh, quello nun è niente, calcola.
Dice: Che linguaggio razzista e pregiudizievole! Mi meraviglio di te. Non se chiamano ‘fratte’, loro preferiscono essere chiamati ‘cespugli’. Siamo nel 2015 eccheccazzo. Poi dici che la destra populista avanza. Te credo io!

CUCINA. Comunque, se riuscite a arivacce, l’offerta gastronomica è decisamente varia (ed eventuale). Sorvolerò sulla pizza perché non l’ho provata con mano e soprattutto bocca. Però c’hanno un bel forno a fre……ehm a legna e le pizze che ho intravisto sembravano belle e bòne.

Quasi tutti abbiamo optato per le specialità ittiche. Un paio de asociali invece si sono buttati sulla carne perché il pesce non lo mangiano, oppure nun se fidano, oppure “er pesce no perché non ce mangi niente”, oppure in finale chisselincula.

 

Comunque sia c’hanno portato una discreta sdraiata di ANTIPASTI niente male. Un paio di insalate di mare veramente fresche e fatte in casa, arricchite di farro o di riso venere. Un carpaccio di baccalà col tabasco, idea stuzzicante ma poco riuscita perché il tabasco copre tutti i sapori. D’altronde lo dice pure il saggio che “Basco, tabasco e riso venere, riducono l’uomo un vermine”. Gli altri carpacci di pesce risultavano ben degni delle nostre fauci. Lo stesso dicasi per le ottime cozze, fresche e ciccione. E non è facile, visto che l’inverno non è proprio periodo. I carnivori se so’ sparati un piatto misto di affettati e mozza di bufala. So’ cascati bene pure loro.

Sui PRIMI lo chef dimostra de sapecce fa’. Alcuni hanno optato per la linguina all’astice (sempre perché paga er boss) ben condita e preparata alla perfezione. I garganelli allo scoglio erano carichi de robba come non mai. Infine, migliori in campo, i tagliolini con alici, melanzane e pecorino. Molto ottimi veramente.

Dice: Sì, facile adesso dire ‘molto ottimi’. Oggigiorno il formaggio col pesce è ampiamente sdoganato ma prima mica era così. Eeeeeeh no! Una volta a “La Prova del Cuoco” la Moroni stava a preparà tipo er baccalà in umido e c’ha messo er provolone grattugiato e Peppe Bigazzi ha piantato un casino che nun se sa….
- Ma Peppe Bigazzi non è quello che dice che er gatto è bòno da magnà?
Dice: Eh, me pare proprio.
- E allora c’ha poco da cacà er cazzo.

I SECONDI, pure a sto giro, erano i più classici tra i classici. Dico ‘pure a sto giro’ perché mi capita sempre più spesso di mangiare in ristoranti che propongono antipasti e primi matti ma poi si smosciano sui secondi. Cioè, tutto buono, sia chiaro. Ma sempre tutto ordinario, tipo grigliata mista, fritto misto o al limite qualche bel pesce al cartoccio. Sarà che la semplicità è il vanto della cucina mediterranea ma ‘gni tanto qualche mattata ce starebbe bene, sennò ansai che barba che noia. Comunque sia, l’importante è che la fritturona fosse buona e lo era, quindi amen.

DESSERT. Ce semo presi i tozzetti, come sempre avviene quando facciamo le cene tra vecchi socialisti. E’ un nostro vezzo, o meglio feticismo, ma più che altro perversione. Vai a sape’ che ce dice la testa. Tutto questo per dire che la carta del Centomolliche c’ha tipo 12 dessert ma non li abbiamo assaggiati (eh beh, se dovevamo pijà i tozzetti!).

PREZZO. Pagava er boss.  

SERVIZIO. Buono.

VOTO. Un lodevole 7,5

Ha ottime potenzialità. D’altronde se è aperto ininterrottamente dal 2003, nonostante la location da fiction post apocalittica, i numeri ce li deve per forza avere

Sito WEB: http://www.centomolliche.it/

P.S. Fanno pure scuola di cucina. Buttate un occhio ai corsi.