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COCOTTE DI PERSICO CON CARCIOFI, MANDORLE E MIELE

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RICETTA plagiamente OFFERTA DA PANDIZENZERO

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Quanto vi piace mangiare fuori da 1 a 10? A me 85. Proprio tantissimo, ma solo se di sabato.

C'ho questo problema, una fisima, una compulsione, chiamatela come vi pare, resta il fatto che se mi invitano a cena di martedì o di venerdì vado nel panico, il cuore mi accelera, il cervello comincia a girare velocissimo a vuoto, penso e ripenso ma non riesco ad essere decisa, sicura, serena, ed un senso di colpa mi avvolge come una coperta di pile.

Non mi sono mai rivolta ad uno psichiatra se è questo che volete dire, anche perchè ho una spiegazione logica, ottenuta senza ricorrere alla ricerca di traumi nella mia infanzia e gratuitamente. Infatti, mentre il sabato è la mia giornata mondiale dell'ingordigia, per cui da colazione a dopo cena posso mangiare qualsiasi cosa abbia almeno 120 kCal per 100 gr e non contenga vitamine, gli altri giorni mi limito ad un monacale pranzo a base di frutta e/o caffe al ginseng, con cena proteica e dopo cena un'iniezione di entusiasmo a base di mele cotte, viva. Questo nel periodo dell'Avvento. Amen.

Quindi, se l'invito a cena proviene da amici che conoscono le mie turbe psicologiche e nonostante questo ancora continuano a frequentarmi, la cosa è semplice e si risolve con un "eh ma niente pasta", se invece l'invito proviene da persone sconosciute, gentili e perdipiù colleghe del tuo delizioso orsacchiottone, beh la cosa si fa complicata, e qui si hanno tre opzioni.

1) Rifiutare con educazione, adducendo scuse poco plausibili ma di forte impatto, come difterite, esame di maturità, sfratto, gravidanza inaspettata. Opzione rischiosa nel caso in cui i commensali siano persone lucide e si ricordino di chiedervi del bambino quando vi vedranno qualche mese dopo.

2) Accettare l'invito ma una volta seduti a tavola, all'arrivo dei piatti nemici, fingere di accusare un fortissimo mal di testa, cecità, o una crisi di pianto, chi è in grado di starnutire a comando potrebbe anche simulare un'allergia, ma resta una tecnica molto complessa. Ah, se licenzieranno il vostro fidanzato ritenetevi responsabili.

3) Accettare l'invito e mangiare tutto quello che l'ospite porta in tavola, godendosi la serata e fottendosene altamente delle diete. Il metodo migliore per chi vuole mantenere una certa sanità mentale, almeno fino a che non sopraggiunga la demenza senile, ed intrattenere rapporti di amicizia duraturi.

Insomma la cena a casa della collega di KeBob è andata molto bene, ho mangiato il tonno di Vietri, il salmone, la pasta con la colatura di alici di Cetara e della mozzarella di bufala campana pazzesca. Ho bevuto del vino rosso ottimo e soprattutto ho trascorso una serata molto piacevole.

La gentile ospite ha preparato, inoltre, una torta salata con un condimento per me nuovo e che le ho voluto rubare per riproporlo però in un piatto diverso, ovvero in accompagnamento a del pesce. Io ho scelto i filetti di persico perchè a buon mercato e dal sapore molto delicato, ma voi che avete soldi da spendere potete usare il pesce che preferite.

Ingredienti per 1 cocotte

  • 1 filetto di persico
  • 1 carciofo
  • una manciata di mandorle sgusciate
  • 1/2 cucchiaio di miele
  • sale q.b.
  • olio extravergine di oliva q.b.

Pulite i carciofi lasciando soltanto le foglie più morbide e cuoceteli in pentola a pressione, per circa 10 minuti dall'inizio del fischio. Adesso componete la cocotte, mettendo un filo d'olio sulla base, quindi qualche pezzo di filetto, coprite con i carciofi, salate e disponete le mandorle, finite il primo strato con il miele. Procedete depositando un altro strato ed infornate a 180°C per circa 20 minuti.

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La dolce accoppiata miele e carciofi si sposa benissimo con la delicatezza del pesce ed il sapore tostato delle mandorle, creando un piatto leggero e sicuramente poco tradizionale, ma molto gustoso.

Grazie Tonia!

COCOTTE DI CONIGLIO AL LIMONE CON CREMA DI PEPERONI E FINOCCHI

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RICETTA leggermente OFFERTA da PANDIZENZERO

Quando devo organizzare una cena per degli amici vengo colta da malessere almeno 4 o 5 giorni prima. Mi viene un’agitazione che neanche quando arriva una raccomandata della Polizia Municipale di Roma Capitale (limortaccivostra), mi tremano le mani, il respiro si fa affannoso, se Dioneguardi mi trovo a letto in attesa di prendere sonno non c’è ovile che tenga, non dormo, mi giro e mi rigiro come fossi una bambola in preda a convulsioni culinarie.  La mia testolina comincia a lavorare a ritmo serrato, mille idee mi frullano in testa, sbuccio, apro, grattugio, monto, lesso, il mio cervello in quei momenti è più  multiuso di un Bimby.

Si ma se devi sta’ così allora preparati du’ pomodori all’insalata e mangia da sola, direte voi. E invece mi garba fare da mangiare, specie per quell’altri, e comunque fatevi i cosi vostri.

Allora, in quest’ultima cena (è brutta detta così, me ne rendo conto, ma non ho velleità divine tranquilli) alla preoccupazione di base se n’è aggiunta un’altra, dato che sono (sarei?) a dieta e preparare un piatto per me (deprimente), uno per il mio delizioso fidanzato in carriera (tristissimo) ed uno per la coppia di amici (gustoso) sarebbe stato da ricovero, sicchè ho avuto la brillantissima idea di sottoporre i miei amichetti alla mia condizione di persona che deve mangiare leggero. Che amici fortunati! Per cui mentre il delizioso compagno sallucchione avrebbe mangiato la sua eccitantissima insalata, noi ci saremmo bullati di lui con qualcosa di più buono, ridendo della sua misticanza e sbeffeggiandolo a tavola.

Indi, la pasta no, le uova no, farinacei vari no, formaggio no, cosa rimane? Carne o pesce. Ho optato per la carne, in particolare il coniglio, ma servito in maniera alternativa, ovvero in cocotte, al forno, con un accompagnamento vegetale che adoro molto in coppia: finocchi e peperoni.

Ingredienti per 4 cocotte:

  • 500 gr di coniglio (io ho usato quello in pezzi)
  • 6 pomodorini Piccadilly
  • 8 peperoni friggitelli rossi
  • 2 finocchi piccoli
  • il succo di 1 limone
  • 1/2 cipolla
  • sale q.b.
  • uno spicchio d’aglio
  • qualche rametto di timo fresco
  • olio evo q.b.
  • vino bianco q.b.

Preparate innanzitutto il coniglio qualche ora prima in una terrina facendolo insaporire con il succo di limone, quindi, al momento della cottura in una casseruola, fate scaldare l’aglio con l’olio evo (non soffriggete, non serve) ed aggiungete la carne, il succo del limone rimasto nella terrina ed i pomodorini. Lasciate cuocere qualche minuto, quindi salate e timate, sfumate con un goccio di vino bianco e fate ultimare la cottura. Quando sarà tiepido procedete al disossamento e riducete la carne in piccoli bocconcini.

A questo punto pulite e lavate i peperoni, fateli a quadrettini e cuoceteli in una padella antiaderente con la mezza cipolla sminuzzata e l’acqua (il cui livello deve almeno arrivare a metà della padella). Quando saranno appassiti, salateli e frullateli con un mixer.

Infine i finocchi, che andranno solamente lessati e tagliati in piccole parti.

Adesso non resta che comporre la cocotte, sulla base della quale porrete i finocchi, quindi il coniglio, con qualche pomodorino, ed infine la crema di peperoni. Spolverate con un pochino di pangrattato (ma pochino eh).

Infornate a 180°C in forno preriscaldato per almeno 15 minuti.

Servite tiepido!!

Oh i miei amici sono ancora miei amici. Giuro.

Buona serata e buon appetito

COCOTTE DI PANE INTEGRALE AL LATTE FERMENTATO CON PERE CARAMELLATE E RICOTTA

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RICETTA semplicemente offerta da PANDIZENZERO Se c'è una cosa che mi piace fare un mondo è la spesa. Anomala? Bizzarra?

 

Psichiatricamente instabile? No, semplicemente mi piace mangiare e di conseguenza adoro scegliere gli ingredienti di quello che cucino, fosse anche una caprese. Che poi sinceramente la cosa che mi attrae di più di scorrazzare per il sumermarket è scoprire nuovi prodotti, specie se etnici o regionali, italiani. Allora se vedo una scatolina colorata, una confezione particolare, un formato strano, è finita, mi ci fiondo e ficco nel cestino, quello piccino tutto colorato, sì perchè ho difficoltà a gestire il carrello, primo per le dimensioni dello stesso, essendo poco più basso di me, sembrerei una bambina che ha smarrito i genitori da far chiamare al box informazioni. Secondo perchè con il tempo ho capito che riuscire a guidare un carrello è più difficile che far morire Andreotti. Mi sono chiesta più volte chi progettasse le rotelle di questi aggeggi e alla fine sono giunta alla conclusione che siano stati creati per vagare in maniera totalmente casuale all'interno dei reparti dei supermercati, inducendo le povere casalinghe a zigzagare senza nessuna logica, costringendole a comprare la carne mentre loro volevano del pane, obbligandole verso il reparto giardinaggio mentre avrebbero voluto comprare lo shampoo. Fateci caso, un carello non andrà mai dritto, il carrello è il simbolo dell'economia moderna, si presta alla guida del consumatore, ma in realtà è lui a portarti dove vuole. Il vero nemico del comunismo è il carrello. Ma torniamo a noi. Ero nel mio caro super e mi imbatto in una simpatica confezione di latte fermentato*, "toh" penso, "ora vendano anche il latte andato a male, sarà la crisi" e invece leggo che trattasi di un ingrediente base di molti piatti arabi, sicchè lo compro e tutta contenta me lo porto a casa. Cosa ci fo, cosa non ci fo. Allora opto per un dolce, rapido e a basso impatto termico, che non è ancora il momento di tenere acceso il forno per più di 20 minuti. * No, non è latte di kefir, sapientoni. Ingredienti per 4 cocotte (ovvero 4 persone normali, o 1 KeBob):

  • 4 pere William non troppo mature
  • 200 gr di ricotta di mucca fresca
  • 8 fette di pane integrale in cassetta
  • 2 bicchieri di latte fermentato
  • 4 cucchiai di zucchero di canna
  • cannella q.b.
  • qualche amaretto per decorare

Sbucciate ed affettate le pere in spicchi di medie dimensioni, disponeteli su della carta forno disposta su una teglia e cospargeteli di zucchero di canna abbondando, quindi infornateli a 160° C per una decina di minuti. Quando avrete già sfornato le pere caramellate procedete inzuppando le fette di pane con il latte, ma non tenetele a bagno troppo a lungo altrimenti si ammorbidiranno troppo e saranno ingestibili, per questo vi consiglio di preparare una cocotte per volta. Con un coppapasta create un cerchio nel pane delle dimensioni della cocotte e deponete il disco sulla base di questa. Disponete le pere adagiandole sulla parete del recipiente, lasciando quindi uno spazio centrale dove andrete a mettere la ricotta, cospargete con della cannella, poggiate l'altro disco di pane imbevuto e di nuovo le pere. Questa volta ricoprite tutta la superficie della cocotte con gli spicchi di pera, cospargete con altra cannella e degli amaretti ridotti in briciole grossolane. Infornate a 180° C per circa 20 minuti. Prima di sfornare spegnete il forno e lasciate asciugare il dolcetto, servite quindi tiepido.    

Buona giornata!

E non fate decidere al carrello della vostra vita.