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TIRAMISU FRAGOLE E SPUMANTE CON ARACHIDI TOSTATE

tiramisu fragole e spumante 4

RICETTA offerta da PANDIZENZERO

 

Vorreste fare la vita di Paris Hilton ma avete la stessa liquidità economica di un barbone che vive alla stazione Termini?

Vorreste essere moderni latifondisti per poter aprire in Kenya un resort  da far concorrenza a Briatore ma gli unici terreni che possedete sono quelli di Farmville?

Vorreste avere il potere del dittatore nord coreano per lanciare missili e razzi come fossero confetti a un matrimonio ma gli unici botti che potete permettervi sono i mortaretti di Capodanno?

Vi piacerebbe poter vivere in un paese occidentale, moderno, con governanti onesti, preparati, dove regni la meritocrazia e non esista corruzione, e invece vivete in Italia?

Bene, questo tiramisù fragole e spumante con arachidi tostate fa per voi.

Sì, perché a noi lo Champagne ci sta antipatico, con tutte quelle bollicine che fanno venire il singhiozzo e il sapore secco che allappa.

A noi piace lo spumante, dolce e delicato, frizzante quanto basta ed economico, che se anche dovesse versarsene un po’ sulla tovaglia quando salta il tappo che vuoi che sia, non c’è bisogno di un ricovero in unità di terapia intensiva coronarica.

E poi ha un nome simpatico, allegro, ricorda la spuma gialla che si beveva tanti anni fa dopo il cine, fa venire in mente la morbidezza di un peluche, la cotonatura dei capelli della Nicoletta Orsomando quando di tre quarti annunciava dal tv in bianco e nero quei due programmi in croce sulla Rai.

Allora se dopo le vacanze di Pasqua è avanzato un goccio di spumante, ma anche del vino dolce, e vorreste liberarvi di quella bottiglia su cui campeggia un cucchiaino che qualche vecchia zia vi ha consigliato di usare per non far “svanire” il contenuto, pensate a me e a questa dolcissima e cremosissima soluzione.

Ingredienti

  • 500 gr di mascarpone
  • 75 gr di zucchero semolato
  • 250 ml di panna liquida da montare
  • 6 uova intere
  • 300 gr di biscotti tipo Pavesini
  • 750 gr di fragole
  • 1 bicchiere + 1/2 di spumante dolce
  • 2 cucchiai di zucchero Moscovado
  • succo di fragola q.b.
  • arachidi intere q.b.

Procedere lavando e pulendo le fragole, quindi mettetele a cuocere in una padella antiaderente con il Moscovado e lo spumante, fino a quando non si saranno addensate ed avrete ottenuto uno sciroppo. Spegnete il fornello e lasciate raffreddare.

Nel frattempo preparate la crema di mascarpone separando i tuorli dagli albumi e montando a neve questi ultimi, così come la panna. Amalgamate i tuorli con lo zucchero semolato ed aggiungetevi il mascarpone precedentemente ammorbidito con una frusta.

A questo punto unite la panna montata con gli albumi a neve al composto di mascarpone e mescolate bene fino ad ottenere una crema compatta ma omogenea, deponete in frigo.

Passate al minipimer la crema di fragole e cominciate a comporre il dolce, deponendo sulla base della teglia la crema di mascarpone, quindi uno strato di biscotti imbevuti di succo di fragola (o frutti rossi) e 1/2 bicchiere di spumante. Sopra di essi distribuite la crema di fragole e così via.

Completate i vari strati e deponete in frigo per almeno 12 ore.

 

 

 


 

 Buona domenica!!


TIMBALLINO BIANCO DI SCURPELLE

timballino scurpelle

RICETTA dopo tanto tempo OFFERTA DA PANDIZENZERO

 

Hai presente quando stai veramente tranquilla, il lavoro ti da soddisfazione (e qualche euro in più), fuori è soleggiato, la dieta che hai cominciato da poco va alla grande, il tuo maschione ha trovato un nuovo lavoro (con buoni pasto!) e i tuoi stanno in giro per l’Europa a farsi una vacanza? Ecco, è proprio in quel momento che devi evitare di lasciare scoperte le chiappe. Lo so, sono cruda, ma d’altraparte in questi casi si digerisce meglio e poi è bene che la verità si sappia così.

Quel “quando meno te lo aspetti” con cui troppo spesso le amiche ci trapanano il cervello sin dall’adolescenza a proposito del principe azzurro vale per tutte le situazioni, mattina e sera, aperitivo e cena di gala, sul nero e sul bianco, con i capelli lisci o un bel riccio afro, insomma sta bene su tutto. E infatti io non credevo, non ci pensavo, anche perchè non è che uno mentre sta in spiaggia a Tulum con un mojito e sette chili di gamberoni può immaginare (o deve) che di lì a poco una vecchia americana obesa inciamperà sul suo ombrellone che cadrà esattamente sul proprio collo, procurando una frattura C1-C2. Cioè sappiamo tutti che i meteoriti girano, ma non è che possiamo passare la vita a sperare che non ci caschino sul capo.

La mamma adesso sta meglio, dovrà fare riabilitazione, ricominciare a parlare, riprendere la sua vita di fresca pensionata, adottando sì qualche precauzione, ma sicuramente non limitando la sua quotidianità. Io e il babbo abbiamo trascorso delle settimane pazzesche, ma non siamo stati lasciati soli, perchè mai avrei creduto di ricevere così tante attenzioni, così tanto interesse, per cui se ripenso ai giorni scorsi mi viene da piangere, per il dolore, per la paura, per la commozione. Alla fine è questo ciò che ti rimane, l’affetto, la dedizione, la partecipazione di chi ti ama.

La ricetta che ho scelto per questo ritorno non ha molto a che fare con la cucina di Carmela (mamma), però credo le stia bene e vorrei cucinare il timballino anche a lei appena sarà tornata a casa.

Ingredienti per 2 stampi da 10 cm:

  • scurpelle
  • 200 gr di mortadella (quella buona) a cubetti
  • 200 gr di pisellini surgelati
  • 100 gr di emmenthal a cubetti
  • parmigiano grattugiato q.b.

per la besciamella:

  • 400 ml di latte intero
  • 40 gr di burro
  • 40 gr di farina 00
  • noce moscata q.b.
  • sale e pepe q.b.

Io direi che per prima cosa dobbiate prepare le scurpelle, pertanto vi indirizzo qui dove avete a disposizione ingredienti e preparazione.

Non vi consiglio di modificare le dosi per ridurre la quantità di scurpelle, piuttosto preparatene qualcuna in più ed usatela come meglio credete, anche in brodo (la morte loro). Calcolate il diametro delle scurpelle sulla base di ciò che dovrete farne, scegliendo di conseguenza l’antiaderende più adatta.

Bene, procedete quindi preparando la besciamella. In una pentola versate il latte ed inserite la farina mescolando continuamente per evitare i grumi, quindi mettete a scaldare il composto, aggiungete il burro e portate ad ebollizione sempre mescolando. Insaporite con sale, pepe e noce moscata.

Affettate a dadini la mortadella ed il formaggio, quindi disponete sulla base dello stampo (io ho utilizzato quelli in silicone) tre scurpelle, che ovviamente saranno eccedenti rispetto al diametro dello stampo e che vi serviranno per “richiudere” il timballino. Disponete quindi sulla base della besciamella, i pisellini (io non li ho precedentemente sbollentati, ma li avevo comunque fatti scongelare), il formaggio e la mortadella a dadini, ricoprite con altra besciamella e spolverate con il parmigiano. Disponete un’altra scurpella in superficie, quindi ripiegate i bordi verso l’interno.

Ponete in forno preriscaldato a 180°C per circa 15 minuti, fino a che la superficie non si sarà dorata ed i bordi non saranno divenuti croccanti.

 

 

 

 

 

 

Buon Appetito e non lasciatevi ricoprire dal pessimismo, che la vita è bella solo a metà.

MEZZI CANNELLONI CON SALSICCIA, MORTADELLA E MELANZANE

cannelloni salsiccia

RICETTA polemicamene offerta da PANDIZENZERO

Io non ho niente contro i Boy Scout, ci mancherebbe. Vanno in giro ad osservare e rispettare la natura, amano gli animali, condividono il cibo in situazioni altamente stressogene, sono estremamente educati e sempre allegri, perchè dovrebbero risultarmi antipatici?

Ok, una ragione ce l’ho.

Chiudete gli occhi e…no cioè, non chiudete gli occhi che altrimenti non potete continuare a leggere. Insomma, fate finta di trovarvi di domenica mattina in un letto comodo, con la finestra aperta per far entrare la brezza autunnale, state dormendo in santa pace, sotto la copertina ed a fianco del vostro dolcissimo compagno, bene, ci siamo? Ad un certo punto, dal niente un fischio acutissimo riecheggia nell’aria silenziosa di un giorno festivo, quando ancora le campane della chiesa vicina se ne stanno buone buone e nessun vicino ha ancora azionato un elettrodomestico rumoroso. Si sente un fischio strano, che nessun giocattolo, sirena, aquila autoctona potrebbe emettere, apri gli occhi ed improvvisamente sopraggiungono altri rumori. Voci, urli, strilli, ma soprattutto cori, canti, frasi senza senso gridate da adulti (e chiamiamoli così) in calzoni corti e calzettoni lunghi con un assurdo fazzoletto giallo al collo (quelle con le gonnellone sono donne). Al coro di questi bambinoni incazzati rispondono decine di voci, sempre dicendo cose che l’italiano non conosce, ma nemmeno il rumeno, l’indiano, il senegalese, ma arrabbiati, aggressivi, come grida di guerra.

Ecco, questo che ho descritto è ciò che accade a me, da settembre a maggio, ogni domenica, a parte il letto comodo ed il compagno dolcissimo è paro paro la mia esperienza domenicale.

Ora, io non ho niente contro i Boy Scout, ma santa pace è veramente veramente necessario suonare quel fischietto alle 9 di domenica mattina? Cosa significa? Che volatile state cercando di richiamare? V’è scappata una quaglia? E tutta questa aggressività è utile?

A volte capita anche che il sabato pomeriggio siano intenti a fare, più che parlare, con corde, travi di legno, martelli, che sembra d’essere nei capannoni a Viareggio. Ovviamente con altrettanta enfasi.

Il nesso fra i Boy Scout e la ricetta di oggi c’è anche se non si vede. Il risveglio traumatico necessita di una gratificazione, ecco, per me la pasta al forno è una delle più grandi invenzioni dell’uomo, dopo il cavallo.

Tra le migliaia di variazioni sul tema “pasta al forno”, ho scelto dei mezzi cannelloni ripieni di salsiccia, melanzane e mortadella. Che dite sarà abbastanza confortante?

Ingredienti per 40 mezzi cannelloni:

per il ripieno

  • 1 confezione di cannelloni da 20
  • 4 melanzane striate
  • 3 salsicce fresche nostrane (io ho usato quelle del viterbese)
  • 300 gr di mortadella tagliata a dadini
  • 1 mozzarella
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio evo
  • timo q.b.
  • sale q.b.

per la salsa di pomodoro

  • 750 ml di salsa di pomodoro
  • 1 spicchio d’aglio
  • qualche foglia di basilico
  • sale q.b.

per la besciamella

  • 800 ml di latte intero
  • 80 gr di burro
  • 80 gr di farina 00
  • noce moscata q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Avviso: non è una ricetta semplice, nè tantomeno veloce, per cui armatevi di santa pazienza e mentre insultate i Boy Scout preparate questa delizia.

Innanzitutto procedete preparando il ripieno, mettendo l’aglio con un po’ di olio evo in una padella antiaderente, quindi aggiungete le salsicce sminuzzate, che lascerete cuocere per qualche minuto, dopodichè inserite le melanzane tagliate a dadini, il sale, il timo e lasciate appassire.

In una pentola mettete a cuocere la salsa di pomodoro, previo imbiondimento dell’aglio, con qualche foglia di basilico ed un pizzico di sale.

Adesso scaldate dell’acqua in una pentola dai bordi alti (quella che usate per cuocere la pasta lunga, per intenderci) e quando sarà giunta quasi a bollore calateci i cannelloni, lasciandoli a mollo per qualche minuto, spegnete il fuoco e deponete la pasta su di un canovaccio.

Mentre la pasta raffredda preparate la besciamella. In una pentola capiente versate il latte, quindi amalgamatevi la farina lentamente, evitando che si formino dei grumi. Accendete il fornello e mettete a scaldare il composto, aggiungete il burro e continuate a mescolare (non interrompetevi mai!), quando la besciamella sarà quasi pronta aggiungete sale, pepe e noce moscata.
A questo punto procedete tagliando a metà i cannelloni ormai morbidi, possibilmente con un coltello ben affilato che non abbia la lama zigrinata. Occhio ad essere precisi! Mano a mano che ottenete le metà, riempitele con il composto di salsiccia e melanzane, aggiungete dei dadini di mortadella in superficie e disponete i mezzi cannelloni in verticale sulla teglia. Procedete allo stesso modo con tutti i rotoli.  Quando avrete terminato la disposizione (non appiccicateli troppo gli uni agli altri) cospargete con la salsa di pomodoro e la besciamella, sia tra i mezzi cannelloni che all’interno di essi, infine dispondete dei pezzettini di mozzarella tra la pasta.

Infornate a 180° C per circa 20 minuti.

Quando saranno cotti sfornateli, lasciateli intiepidire, andate in camera, aprite la persiana e fatevi una risata alla faccia dell’esploratore ragazzo che anche oggi mangerà fagoli in scatola.

 

 

 

Avete abbondanto con le porzioni? Vi avanza qualche rotolo oppure del condimento? No te preocupes, si possono aprire i rotoli e farne delle sfoglie per lasagne, oppure condire con la besciamella e la passata di pomodoro delle lasagne vere.

 

Oh, noi non si butta via nulla.

 

Buon appetito

 

 

IL CILENTO ED ALCUNE COSA DA MANGIARE

cilento

Dossier a cura di PANDIZENZERO

Ci tengo, son toscana, trapiantata a Roma, ma per me il Cilento è un carissimo rifugio, uno di quei luoghi non collocabili nel tempo dove trascorrere giornate oziose a scrollarsi di dosso i numerosi giorni di lavoro, lo stress del traffico cittadino, lo spread, la Santanchè, Belen e quel pupazzo che si porta appresso.

Ormai la mia vacanza (ahimè sempre più breve) nell’entroterra del golfo di Policastro è una necessità, generalmente soddisfatta un paio di volte all’anno, una delle quali ad agosto, quando il ritorno nella casa dove è nata mia madre e che adesso le appartiene, si tramuta in un piacevolissimo amarcord, di giochi a nascondino, di zuppa con fagioli corallo e patate, di tavolate rumorose e notturni panini pomodoro e maionese.

E’ chiaro che questo mio mini-reportage sarà quasi interamente dedicato al cibo, primo per ovvi motivi di linea editoriale (ahahahahah questa fa ride), e poi perchè quando capito al paese non c’è scampo, io provo a sfuggire, cerco persino di farmi venire disturbi gastrointestinali od infiammazioni della bocca, provo a chiudermi in casa fingendo malditesta e cicli mestruali, ma niente, LORO mi vengono a cercare e mi fanno sedere a tavola costringendomi a mangiare. Sono gente pericolosa.

E potrei parlarvi della subbersata, dei casicavaddi, dell’arrusto o delle zeppule, ma non lo farò.

Vorrei parlare piuttosto del parente prossimo più “matto” che ho in famiglia, il quale è già stato citato in uno dei miei deliri, lo zio Michele,e  che rappresenta sicuramente una delle persone più aperte, gastronomicamente parlando, che io conosca. Sempre considerando le origini ed il nazionalismo spinto.

Lui sperimenta, aggiunge, sottrae, raccoglie, coltiva, crea accettando suggerimenti e soprattutto dando corda a chi, come me, ne farebbe una al giorno.

Lui produce tutto ciò che mangia, dagli ortaggi alla frutta, dalle erbe aromatiche all’olio, dalle galline ai maiali, ha da poco  un paio di arnie per produrre qualche barattolo di miele millefiori e della propoli e qualche pecora affidata ad un pastore della zona per mangiare del formaggio come piace a lui.

Ha un forno a legna dove la moglie (altra fighissima figura familiare) cuoce un pane saporito e morbido, di farina integrale, abbinato ad una pizza home-made altrettanto integrale, con la salsa di pomodoro fatta in casa (che più buona non esiste) e del caciocavallo tagliato a cubetti da far impazzire.

Ma ciò che ha sconvolto la vita alimentare dello zio in questi giorni è stata una mia sortita, un commento a proposito delle marmellate che spesso si abbinano alla consumazione dei formaggi. Come è  normale che sia, in luoghi dove la tradizione gastronomica (e non) è ben radicata, difficilmente si accettano ed apprezzano innovazioni, specie se particolari o poco ortodosse, ma siccome lo zio è alternativo, ha voluto che preparassi una composta di cipolle, chiaramente nostrane.

Ingredienti per 5 piccoli barattoli di composta di cipolle bianche:

  • 2 grosse cipolle bianche
  • 4 pere
  • 1 limone
  • 250 gr di zucchero
  • acqua q.b.

In una pentola mettete a cuocere le cipolle lavate, sbucciate e tagliate, l’acqua, il succo di un limone e le pere (con la buccia, mi raccomando!). Lasciate che la cottura porti ad ammorbidire totalmente le cipolle, girando di tanto in tanto, dopodichè lasciate raffreddare e passate nel robot (io avevo a disposizione il mitico Bimby, ma se non ce l’avete COMPRATELO).

Deponete la composta nei vasetti e tenete da parte per accompagnare piatti a base di carne, specie se di maiale, formaggi  ed eventualmente qualche tartina.

A questo punto non mi resta che invitarvi a visitare questo posto, vasto e ricco, con alte vette (il Monte Cervati è la cima più alta della Campania con 1898 m) ed un mare stupendo, da Marina di Pisciotta  a Marina di Camerota, da Palinuro a Scario, con un parco naturale, quello del Cilento e Vallo di Diano, assolutamente suggestivo, con piccoli borghi deliziosi (Teggiano, Padula, Sanza) che hanno molto da offrire artisticamente parlando. Un cenno va anche alla gente del luogo, che spesso prenderei a bastonate sui denti per la mediocrità e l’arretratezza mentale, ma che altrettante volte adoro ed amo, in fin dei conti due di loro mi hanno generata.

Buone vacanze!

PADELLACCIA SANNITA

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 RICETTA a cura della FALANGE SANNITA

Il popolo sannita, lontano da qualunque spiaggia o scoglio della penisola, si accontenta di quello che passa la montagna! Tralasciando la moltitudine di piatti a base di interiora di animali vari, questa pietanza risulta tutt'oggi favolosa al palato e sopportabile dai vostri stomaci moderni!!!

Con questo piatto "che più tradizionale non si può" partecipiamo al contest indetto da Le leccornie di Danita,

una bella occasione per esportare la cultura delle nostre tribù!!! Buon Appetito!

INGREDIENTI:

  • 400 gr di spezzatino di maiale
  • 300 gr di peperoni
  • 300 gr di patate
  • sale, pepe 
  • olio evo q.b.
  • 1 spicchio d’aglio
  • vino bianco
  • rosmarino
  • alloro 
 
PREPARAZIONE:
 
Lasciamo marinare il maiale per una notte nel vino bianco aromatizzato con il rosmarino e l’alloro. Peliamo e tagliamo le patate in cubi di circa 2 cm e mettiamole a bagno in acqua molto fredda per almeno 30 minuti, in modo da far rilasciare l’amido.

Mettiamo l’olio e lo spicchio d’aglio in un tegame su fiamma vivace; nel frattempo sgoccioliamo le patate e tamponiamole leggermente. Quando l’aglio diventa di colore dorato, eliminiamolo e versiamo le patate. Facciamole rosolare e, dopo 5-10 min, aggiungiamo i peperoni che nel frattempo avremo tagliato in cubi grossi. Saliamo, pepiamo e cuociamo tutto insieme a fiamma alta fino a cottura completata. Mettiamo da parte patate e peperoni e nello stesso tegame versiamo un altro po’ d’olio; quando è caldo, uniamo la carne di maiale sgocciolata e facciamola dorare per bene. Se il fondo di cottura si asciuga troppo, bagnamo la carne con una spruzzata di vino della marinatura e proseguiamo la cottura per circa 20 min.

Quando la carne è cotta, aggiustiamo di sale, poi aggiungiamo le patate e i peperoni messi da parte e facciamo insaporire tutto insieme per 1 minuto. Decoriamo con un rametto di alloro e serviamo ben caldo!

 

Qualche scorcio dalla città delle streghe!!!

 

 

 

 

TIMBALLO DI SCURPELLE ABRUZZESE

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RICETTA regionalmente offerta da PANDIZENZERO (non proprio)

 

 

Sarò sincera, completamente.

Questo piatto non l'ho preparato io, ma mamma KeBob, con tanta pazienza e molta cura, con l'affetto che una mamma può riporre nel pettinare i lunghi capelli della propria bambina o nel disinfettare la sbucciatura sul ginocchio del suo maschietto.

Spesso ci avvaliamo della sua collaborazione, come sapete (perchè guardate i nostri video no?), ma in questo caso c'è stata una partecipazione totale, in prima persona, considerate soprattutto le origini di mamma KeBob, che ci ha orientato verso la scelta di questo fantastico piatto per partecipare al contest di Geografia in tavola: ricette d'italia, del blog di Danita Le leccornie di Danita.

Un'occasione golosa per conoscere molte delle ricette che la nostra tradizione ci offre, per cui grazie mille alla blogger!

Premessa (un'altra), io durante la preprazione del Timballo ero presente, ma assolutamente poco utile, come in trance, perchè questo piatto è qualcosa di folle, di estatico, di gustosamente divino. Dopo aver assaggiato il ragù ho pianto.

Basta con le chiacchiere. Ah, un'ultima cosa, questo piatto richiede una procedimento un po' lungo, non tanto per la composizione del Timballo in sè, quanto per la cottura di alcuni ingredienti che vanno preparati prima, per cui tenete conto di questo, è importante per la sua migliore riuscita!

Oh, dai ecco gli INGREDIENTI (per 6 persone):

  • 20 scurpelle (la ricetta la trovate qui)
  • ragù di carne di manzo
  • 700 gr di mozzarella
  • 250 gr di provola
  • 200 gr di piselli
  • 300 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • 300 ml di besciamella
  • 2 uova
  • sale q.b.
  • burro q.b.

Gli ingredienti che dovreste aver preparato prima sono: le scurpelle, il ragù, con 1 kg di carne bovina macinata ed 1 L di passata di pomodoro, i piselli, scottati in acqua salata.

Cominciate tagliando a cubetti la mozzarella e la provola, quindi sbattete le due uova con un pizzico di sale e tenetele da parte.

Prendete della carta forno, bagnatela, ungetela con del burro e rivestitevi la teglia (o pirofila).

Deponete le scurpelle sulla carta forno, foderando la teglia, come a formare un "guscio". Sulla base deponete del ragù, la besciamella, la mozzarella a cubetti, i piselli, il parmigiano grattugiato e parte delle uova sbattute.

A questo punto prendete una scurpella ed al centro ponete del ragù, i cubetti di mozzarella e del parmigiano grattugiato, arrotolatela e posatela sul fondo della teglia, accostandola al bordo (occhio a non romperla mentre la maneggiate!).

Proseguite con altre scurpelle, adagiandole l'una di fianco all'altra, fino a coprire la base.

Con una scurpella aperta coprite questo primo strato, quindi mettete del ragù, della besciamella, la mozzarella, i piselli, il parmigiano, ed infine parte delle uova.

Quando avrete esaurito lo spazio (sarà troppo tardi), coprite con un'altra scurpella aperta sulla quale andrete a spennellare con la besciamella e le restanti uova, aggiungete anche dei fiocchi di burro. Ripiegate verso l'interno quella parte di scurpelle che esce dal bordo della teglia, formando un "cofanetto".

Prima di infornare a 180° C per 1 ora, coprite questo spettacolo con della carta forno che rimuoverete dopo circa 20 minuti.

Sfornate, lasciate raffreddare e capovolgete il Timballo.

Buon Appetito e W l'Abruzzo!

Ecco alcune immagini del Gran Sasso, alle pendici del quale sorge Fano Adriano, paesino di Timballo di scurpelle!

FOCACCIA A POIS (MELANZANE, SCAMORZA & POMODORINI)

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RICETTA a cura di PANDIZENZERO

Che brutto giorno il lunedì, no? E se dovete anche presentare una tesina di fine anno alla professoressa diventa tremendo. E poniamo il caso che quella professoressa è anche la direttrice della vostra scuola,  beh le cose vanno decisamente peggio. E se vi dico che la sottoscritta e la suddetta direttrice? Non si stimano particolarmente? TERIBBILE!

Tranquilli, se sto qui a scrivervi è perchè sono sopravvissuta, alla prof ed al lunedì (almeno alla prima metà) e per festeggiare la mia presenza voglio raccontarvi una ricetta che mi permette di partecipare ad un contest. Un contest di quelli golosissimi, alla base del quale c'è il piatto dei piatti: la pizza!

Infatti con questa ricetta partecipo al contest “I love Pizza” de "i dolci di Laura" in collaborazione con Tec-Al srl.

Innanzitutto ringrazio Laura, e poi magari vi dico anche di quale ricetta si tratta…..Focaccia melanzane, scamorza e pomodorini (altresì detta "a pois").

Questa focaccia è una sorta di incrocio, un ibrido rivisitato di schiacciata toscana e  focaccia genovese, una schiacciovese oppure, se volete, una genocchiata.

Bene, gli INGREDIENTI (per una placca da forno standard):

per l'IMPASTO

  • 600 gr di farina manitoba Il Molino Chiavazza
  • 400 ml di acqua tiepida ( quasi calda)
  • 25 gr di lievito di birra
  • 100 ml di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino e 1/2 di sale fino
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • qualche rametto di rosmarino
  • qualche foglia di salvia

per il CONDIMENTO

  • 1 melanzana
  • 10 pomodorini
  • scamorza affumicata q.b.
  • qualche fogliolina di basilico fresco
  • sale q.b.
  • origano q.b.
  • olio evo

Pronti, via!

Per quanto riguarda l'impasto, potete ricalcare il procedimento della Focaccia salmone ed asparagi, con una variante, ovvero l'aggiunta di salvia e rosmarino freschi, durante la lavorazione del composto. Io ho preferito passare le spezie al forno, quindi sminuzzarle, voi potete anche utilizzare quelle secche in vendita nei supermarket.

Una volta che avrete messo a riposare l'impasto, potrete procedere affettando la melanzana e grigliando le fette su una piastra. Anche in questo caso, se preferite far cuocere le fette di melanzana con la focaccia nel forno, senza averle precedentemente grigliate, fate pure, a me piacciono di più previa "cottura".

Quando avrete completato i 3 step di lievitazione (ricordate di ungere bene l'impasto), procedete al condimento della focaccia.

Disponete le fette di melanzana, quindi cospargete con il sale, poi aggiungete le fettine di scamorza affumicata, i pomodorini tagliati a metà ed, infine, basilico ed origano.

Prima di infornare bagnate la superficie con dell'acqua.

Il tempo di cottura varia, tuttavia diciamo che 20 minuti ci vogliono, a 180° C.

Poco prima di sfornarla, cospargete la superficie con un filo d'olio evo e rimettete in forno.

Servite tiepida!

Buon appetito ed in bocca al lupo a me!!

LASAGNE AL SALMONE E PESTO DI RUCOLA

lasagna-rucola

RICETTA lavorativamente offerta da PANDIZENZERO

E io che oggi volevo andarmene in giro per prati a fare barbecue, o in alternativa per mercatini a cercare cianfrusaglie. Buh. Tutto sfumato in una pioggia solo accennata, ma comunque covata da un cielo minaccioso che ancora adesso, alle 9 e venti piem, sembra voler dire la sua.

Allora sai che ho fatto? Ma ho cucinato, ovvio.

Con l'aiuto di un  valido collaboratore cacacazzi ho voluto preparare un primo per partecipare al più pastoso dei contest, E tu di che pasta sei?, del blog Le mezze stagioni di Anna, che ringrazio.

Ingredienti per 4 persone (2 Michetti):

per la SFOGLIA

  • 300 gr di farina 00
  • 200 gr di semola di grano duro
  • 4 uova intere
  • sale q.b.

per il CONDIMENTO

  • 1 filetto di salmone (700 gr)
  • 500 gr di rucola
  • 50 gr di pinoli
  • 3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • qualche foglia di basilico
  • parmigiano reggiano a scaglie sottili

per la BESCIAMELLA

  • 200 gr di farina 00
  • 100 gr di burro
  • 1 L di latte
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • noce moscata q.b.
  • qualche foglia di salvia

Innanzitutto preparate la sfoglia disponendo le farine su una spianatoia, quindi create al centro un buco e mettetevi le uova (rotte eh). Aggiungete il sale e lavorate il tutto amalgamando gli ingredienti fino a creare un composto omogeneo che metterete da parte a riposare per qualche minuto.

Nel frattempo preparate il pesto di rucola. Io ho usato il robot, che per carità è meno romantico del mortaio, ma è anche vero che stiamo nel 2012 e sono una donna moderna. Quindi, inserite rucola, pinoli, parmigiano, olio evo e basilico nel contenitore e appicciate, date una frullatina (non esagerate, non è necessario sminuzzare troppo finemente) e spegnete.

Bene, passiamo alla besciamella. In una casseruola mettete a sciogliere il burro, quando sarà divenuto liquido aggiungete la farina setacciata, sempre girando, fino a creare un composto cremoso, aggiungete le foglie di salvia e togliete dal fuoco versando tutto il latte, salate, pepate, nocemoscate e rimettete sul fornello. Non smettete mai di girare, altrimenti si formano degli antipaticissimi grumi. Con il calore la salsa si addenserà, quando avrà cominciato a bollire (si vedono delle bolle sulla superficie) spegnete.

Prossimo step, il salmone. Si presuppone che il vostro filetto, in quanto tale, sia esente da spine, tuttavia vi consiglio una controllatina, non vorrei sentirmi responsabile di un incidente domestico a vostro carico. Detesto i sensi di colpa.

Insomma, dopo esservi accertati che il salmone non nasconde armi, tagliate a listarelle il filetto e mettetelo in una padella antiaderente, aggiungete un po' d'acqua e fatelo cuocere da entrambi i lati fino a che non diventerà rosa. Eventualmente salate e pepate.

Torniamo alla pasta. Riappropriatevi del panetto e fatene delle "fette" che stenderete più volte con l'aiuto di un mattarello, fino a creare delle sfoglie lisce, non troppo sottili, ma nemmeno spesse. Io preferisco non sbollentare la pasta, voi fate come meglio preferite.

Prendete una teglia antiaderente e disponetevi tutti gli ingredienti a strati.

Alla base io preferisco sempre mettere la besciamella (il burro tendo ad utilizzarlo solo se indispensabile), quindi disponete le sfoglie di pasta, sopra cospargete con altra besciamella, il pesto e  il salmone. Proseguite così fino al termine degli ingredienti, sopra l'ultimo strato ponete le scaglie di parmigiano, utili per la crosticina. Nel comporre strati considerate anche il bordo della teglia però eh.

Infornate per circa 30 minuti, fino a che non vedrete un'adorabile crosticina ricoprire la lasagna. Spegnete il forno e lasciate rapprendere.

Buon Appetito, buon 1° maggio ed in bocca al lupo a tutti, sia a chi lavora e a chi non più.