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SOLO CRUDO – VIALE FEDERICO CESI 22 – ROMA

Solo Crudo 5

Solo Crudo 5

A CURA DI CHEZSBARDE’

Essere sempre aperti a nuove esperienze. Esplorare nuove tendenze. Non tirarsi mai indietro. Assaggiare tutto, o almeno provarci.

E’ uno dei capisaldi del nostro stile di vita. Perlomeno, finché se tratta de magnà. Su altri argomenti, siamo più conservatori di un senatore repubblicano del Texas. Questo per dire che la curiosità in campo culinario non ci manca. Semmai è vero il contrario.

Ergo, abbiam preso su e siamo andati a provare la cucina vegana crudista di Solo Crudo, quartiere Prati.

Dice: Fammi capire. La cucina vegana è quella che non utilizza alcun derivato di alcun animale.
– Mmmmmh sé.
Dice: E la cucina crudista, invece, adopera solo cibi crudi o al limite essiccati a 40 gradi centigradi.
– Yep!
Dice
: Quindi la cucina veganacrudista è a base de, tipo, verdura e frutta crude?
– Esattamente. Vedi che se te applichi riesci a sembrare quasi normale?
Dice: Quindi a sto ristorante se manga solo cazzimperio?
– Non esagerà. Nella cucina crudista si usano anche  tante salse. E bacche. E radici. E anacardi. E cose.

Dice: Ma quindi è tutto crudo?
– Sì.
Dice: Pure er sugo?
– Sine!
Dice
: Pure le zuppe? Pure l’hamburger vegetale? Pure i falafel di lenticchie? Pure i cracker di zucchine? Pure….
– Ahoooo’! E se te dico “tutto” vuol dire “TUTTO”. E quanto dovemo annà avanti? Pare uno sketch de Gianni e Pinotto.

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LOCALE. Solo Crudo è incastonato nel quartiere Prati, dove trovare parcheggio è una pia illusione, perfino il sabato a pranzo. L’arredamento, come giustamente indicato nelle tovagliette personalizzate, è ricavato da materiali di recupero. Il risultato è rustico e genuino. La cucina è semi a vista, nel senso che sta dietro cassa! Però se mezzo vede, eh! I tavolini sono dotati di piccole tovaglie di carta personali e personalizzate, sulle quali è riassunta la filosofia del locale: cibo biologico; riciclo; prodotti di stagione; sostenibilità energetica ed infine, servizio di consegna a domicilio a mezzo motorini elettrici. Sti ragazzi ce tengono al pianeta e se impegnano.

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Dice: Non c’è scritto che è tutto crudo!!11!!!!1
– Aho’ arifacce! T’ho detto che è tutto crudo. Non te capaciti proprio eh? Checcojoni….

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MENU’. Tutto crudo (lo ribadisco che sennò ripartono le polemiche). E fin qui ce semo. Ma che se magna? Un sacco de robbetta bòna, in verità. Pochi piatti ma sempre disponibili, come è giusto che sia.  

Verdure, verdure, una cifra de verdure e de frutta. Dagli antipasti al dolce. Accostamenti e consistenze stupiscono, anche se all’inizio possono lasciare un po’ disorientati. I maki di cavolfiore e kimchi, ad esempio, offrono un bilanciato mix tra dolce e piccante ma in prima battuta spiazzano il palato, perché il cavolfiore grattugiato non ha la consistenza del riso bollito. I piatti a base di ortaggi, invece, sono croccanti e saporiti. Un buon esempio sono gli involtini di zucchine con pomodorini secchi e olive o gli involtini di daikon.

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Il reparto PRIMI PIATTI offre  zuppe – che non abbiamo provato – e vari tipi di “pasta lunga” ricavata dalla verdura: spaghetti di zucchine, fettuccine di carota o noodles di daikon. Sono tutti realizzati con quell’aggeggio noto come “spiralizzatore” e conditi con salse quali pesto vegano, salsa di pomodoro o intingoli a base di soia. Preparazioni ben collaudate che non deludono.   

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Tra i SECONDI PIATTI troviamo hamburger o falafel ma ad attirare l’attenzione è la selezione di formaggi. Calcolate che i formaggi vegani spesso sono fatti con gli anacardi. Ma de solito so’ cotti. Quelli di Solo Crudo no, e vengono serviti con marmellate e cracker di zucchine. La selezione di formaggi non ha entusiasmato perché la consistenza pastosa e cremosa dopo un po’ viene a noia. Senza contare che il sapore è decisamente tenue. Chi mangia il formaggio si aspetta sapori decisi. 

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Anche il settore DESSERT si difende ma ovviamente non può raggiungere le vette dei dessert canonici. Apprezziamo l’impegno dei ragazzi di Solo Crudo ma quel che va detto, va detto. La sfera di cioccolato è gradevole e ricorda, come  sapore, il cioccolato di Modica (per il quale provo un odio atavico). Il millefoglie di pere è fresco e leggero, tuttavia è minato da un aroma di limone troppo accentuato e da cialdine di pera essiccate gommose e difficili da masticare. La crema era tutto sommato bòna, anche  se ancora mi chiedo come abbiano fatto a farla vegana e crudista.

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BEVANDE. Vini alla mescita, soprattutto bianchi. E centrifughe. Non si entra in un locale del genere senza prendere una salutare e gioiosa centrifuga. Ne hanno di vari tipi e, come ci si aspetta, tutte a base di frutta e verdura di stagione e tutte FOTTUTAMENTE BUONE! Pijatevele, lo consiglio.

SERVIZIO. Il locale è piccolo ed il servizio rilassato. I camerieri sono competenti, gentili e professionali. E anche belli, con un gradevole look hipster. Persone a modino, pe’ davvero. Nulla da eccepire. Cioè, il nostro pranzo è andato un po’ per le lunghe ma a) Era un pasto di quattro portate, quindi ci vuole il suo tempo e b) Avevano capito che non era un pranzo di lavoro ma che stavamo lì pe’ magnà. Quindi fretta non c’era.

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PREZZI. Assolutamente legittimi. Noi avremmo speso, per 4 portate più acque e centrifughe, 40 euri. Uso il condizionale perché, avendo prenotato con The Fork per le ore 12, c’era uno sconto del 50%. Quindi alla fine abbiamo cacciato 20 euri (più un paio di euri a testa per la mancia che se la sono meritata). Ogni portata costa massimo 10 euri. Tra l’altro le porzioni sono dignitosissime e tutt’altro che micragnose. Alla fine eravamo considerevolmente attrippati perché abbiamo come al solito esagerato, spinti dalla foga di provare più pietanze possibile.

Dice: Vabbè, un piatto de zucchine crude 9 euri e mezzo? Vale la pena?
– Considera che a Prati paghi 10 euri una cacio & pepe. Che poi sarebbero pasta, pecorino e acqua de cottura. 10 euri. Quello è lecito?
Dice: Ma la cacio & pepe la devi sapè preparà.
– Guarda che pure gli spaghetti de zucchine non so’ regalati. E poi devi fare i condimenti e nun è facile. E devi usare verdure di prima qualità e……..non rompe le palle. Se te dico che Solo Crudo vale il prezzo che ti chiedono, fidati.

VOTO 8. Anche se limitata per ovvie ragioni, la cucina veganacrudista andrebbe provata. Io l’ho fatto. Mi è piaciuta e tornerò volentieri da Solo Crudo.

Dice: Vabbè t’è piaciuta. Ma la mangeresti tutti i giorni?
Certo che no. Fate tutti la stessa domanda. Che ve dice er cervello? Me piace pure la pizza ma non la mangio tutti i giorni. Mangio spesso cinese, giapponese, turco e messicano. Che faccio, se li mangio una volta devo mangiarli in sempiterno? 

Sito WEBhttp://www.solocrudo.com/

   

NATURIST CLUB L’ISOLA, VIA DELLA VITE 14, 00187, ROMA

Stir Fry

RECENSIONE DI CHEZ SBARDE'

Lo ammetto, inizialmente avevo frainteso la filosofia del ristorante/associazione e mi sono presentato nudo. “Che ne so, si chiama Naturist Club”, è stata la mia risposta al personale visibilmente attonito. “No, signore, noi facciamo cucina vegetariana, macrobiotica, biologica, vuole fermarsi a pranzo?”. “Macrobiotica? Io ‘ste cose mica le faccio! Per chi mi ha preso? Che c’ho la faccia da pervertito?”. Comunque, dopo un colloquio chiarificatore mi sono seduto e dietro insistenza del personale (“Ce spaventi i pesci” mi hanno detto) mi sono pure rivestito.
In realtà avevo sentito parlare del ristorante L’Isola dal mio amico Sandro Erradiologo (sua mamma e sua sorella ivi lavorano). Onde per cui mi ci sono recato e sono pure tornato.

L’Isola, noto agli aficionados come ‘Aloma’ dal nome della signora che lo gestisce, è come detto un ristorante macrobiotico, biologico e vegetariano (ma un po’ di pesce lo cucinano sempre). Ed è molto buono, tanto che ogni volta che sono in zona per qualche motivo, mi fermo volentieri. Come è successo oggi. E già che ci sono, lo recensisco anche per il nostro food blog.

LOCALE. Il ristorante si trova in una mansarda, al 4° piano di un palazzetto a due passi da Via del Corso e Piazza di Spagna. Il locale di per sé è piccolo (‘intimo’ per dirlo alla Lionel Hutz), con tavolini rotondi sparecchiati a pranzo e apparecchiati in maniera sobria a cena. Se possibile, è consigliabile prendere il tavolinetto vicino alla finestra che offre una bella vista sui tetti della Città Eterna. Il resto della sala è occupato dagli scaffali dei prodotti biologici e dagli espositori delle cibarie. La cucina è completamente a vista. E chi non apprezza ciò non si merita niente.


MENU’. La scelta varia ogni giorno. Il pranzo è quasi a buffet. Nel senso che c’è una buona scelta di piatti del giorno esposti con il prezzo in bella vista. Si comunica la scelta al personale, che serve le cibarie in cocottine di coccio bianco sistemate su un vassoio di legno. Dopo di che si torna al tavolo sulle proprie gambette. Veloce e leggero, l’ideale per la pausa pranzo.

A Cena la storia cambia, e l’Isola diventa un ristorante vero e proprio. Il pezzo forte è il pesce, sempre fresco e sempre diverso, in base alla disponibilità del giorno. In più cucina vegetariana e vegana: un tripudio di tofu, seitan e tempeh. Tutta roba che io non tocco nemmeno con la canna da pesca. Ma d’altronde al mondo c’è pure chi mangia accusì ed è giusto andare incontro agli infelici.

CIBO. Finora mi è piaciuto tutto, anche se a vari livelli (da ‘buonino’ a ‘molto ottimo’). La cucina spesso cede ai profumi d’oriente, ed è facile imbattersi in spezie esotiche – curry, cumino e tamari in testa – e classici della cucina (medio) orientale – vedasi cous cous, falafel e crocchette di Tofu. Non mancano ovviamente pietanze più mediterranee – ceci, riso, lenticchie, verdure in quantità – primi piatti – dalle lasagne vegetariane alle fettuccine vongole e carciofi. Sul pesce, cucinato con perizia e passione, li dovete proprio lascià perde. Morbido e succoso il classico rombo con carciofi e patate. Sensazionale il persico, pesce di per sé sciapo ma reso ricco e corposo dalla salsa di olive.

PREZZI. Decenti. Di certo la materia prima è buona ma i prezzi risentono della location del ristorante. Il centro di Roma costa sempre. Per quantificare: 10 massimo 15 EURI a pranzo. 30-35 a cena.

SERVIZIO. Efficiente, soprattutto quando ai tavoli a servire c’è pure Sandro Erradiologo che ogni tanto si fa le serate e alza qualche soldino.

EMPORIO. L’Isola è anche un negozio di prodotti bio, abbastanza ben fornito per essere così piccolo. Un grosso frigo conserva i succedanei della carne (wurstel di tofu, blocchetti di seitan e così via). Ma visto che sta roba mi fa impressione, preferisco buttarmi sugli scaffali all’entrata che almeno espongono sottolii, marmellate matte e costosissime, tisane di tutti i tipi (pure al cardamomo), tè verde e per mia grande sorpresa addirittura il miso e l’umeboshi! Ho fatto acquisti. Devo dire che alcune marmellate non mi hanno convinto, nello specifico quelle ‘senza’. Odio i prodotti ‘senza’ (zuccheri aggiunti, glutine, latte) perché costano di più dei prodotti ‘con’, anche se dentro c’è meno roba. Esempio tipico è la cioccolata di Modica, che odio visceralmente. Comunque, per farla breve, ho comprato il miso, che assaggerò quanto prima e una marmellata costosissima Ananas e Zenzero da regalare a pandiz3nzero (perché a lei queste cose ci piacciono). Appena la vedo gliela consegno. Magari non questo sabato che me sa che nun ce sto, devo vedè.

VOTO: 8 (media ponderata: 7 se sei carnivoro, 9 se sei un infelice).

CONTATTI: Tel – 066792509