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MUFFIN DI FARRO CON PUREA DI MELE E MARMELLATA

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in cucina c'è PANDIZENZERO

muffin farro mele marmellata

 

Oggi vorrei dire anche io la mia sul film che il caro (e bravo) Sorrentino ha portato a trionfare agli Oscar.

Credo che questa pellicola rappresenti la decadenza sociale, morale, intellettuale dell'Italia di oggi, la stessa Italia che per venticinque anni ha vissuto sotto scacco di un sultano politico, subendo il suo potere mediatico, le sue scelte televisive, ma anche sessuali, morali, estetiche. Credo che sia stata scelta la città di Roma perchè è qui che il radical chic si crogiola nella filosofia della conoscenza, dove tutti possono esprimere la propria opinione, spogliarsi di ogni condizionamento e rimanere comunque se stessi. Dove l'antico ed il nuovo si fondono attraverso lunghe strade di cultura, interrotte ogni tanto da qualche crocevia di degrado e sopraffazione. Una grande bellezza sì, ma del niente, effimero ed inutile, che non balla, che ci abbaglia di sfavillanti feste e poi muore così, come non fosse mai nata. Che dire di Gambardella, il quale tenta di scrollarsi di dosso la pesantezza dell'età cercando di congiungersi con donne giovani, belle, vuote e spente, ma in grado di fornire alla sua virilità la forza necessaria per un ultimo slancio vitale, perchè l'amore è vita, il sesso no, il sesso è morte. E con questo alone di nefasta dolcezza si conclude il viaggio attraverso una città che c'era e non c'è più, anzi che vorrebbe esserci ma è ormai assente, perchè ha altro da fare.

Comunque quando vedrò il film vi saprò dire meglio. Nell'attesa vorrei dedicare a questa splendida pellicola una ricetta golosa, poco italiana e molto americana, per un connubio spettacolare.

 

Ingredienti per 18 muffin

  • 270 gr di farina di farro
  • 100 gr di farina bianca 00
  • 100 gr di zucchero semolato
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 2 uova intere
  • 250 ml di latte
  • 100 ml di olio di semi di mais
  • 3 mele renette
  • 1 barattolo di marmellata (io arance, zenzero e uvetta)

In una terrina mescolate le uova con il latte e l'olio, montando con le fruste per almeno 7-8 minuti. Nel frattempo passate al microonde le mele tagliate a tocchetti, per circa 5 minuti alla massima potenza (io 900 Watt), fino a che non saranno morbide, quindi frullatele con il mixer e tenetele da parte.

In una ciotola mischiate le farine con il lievito e lo zucchero, quindi aggiungete il tutto al composto liquido un po' per volta, fino ad ottenerne uno omogeneo in cui andrete ad inserire infine la purea di mele.

Deponete parte dell'impasto nei pirottini, quindi coprite con un cucchiaino di marmellata e di nuovo il composto, fino a circa 3/4 del pirottino. Infornate in forno caldo per circa 15 minuti a 170° C.

Sfornate quando i vostri muffin saranno dorati e lasciateli raffreddare, cospargete quindi con dello zucchero a velo e godete!

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MINI PASTIERE GLUTEN FREE

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RICETTA pasqualmente offerta da PANDIZENZERO

 

Per mesi mi sono svegliata nel cuore della notte in preda al panico, con un senso di soffocamento terribile, angosciata da un pensiero che veniva a tormentarmi anche nel sonno: e se fossi celiaca?? Avevo il terrore di dover rinunciare alla pasta, la pizza, il pane come lo intendiamo noi, la paura di dovermi nutrire a vita di riso e mais, l'ombra del comunismo aleggiava sulla mia alimentazione.

Ma io lo so che non si tratta di una malattia così invalidante, tanto impattante sulla qualità della vita, che in fondo si potrebbe sopravvivere tranquillamente con entusiasmo con risotti, patate fritte e pollo arrosto, ma non riuscivo veramente a liberarmi da quest'incubo, e credetemi non riuscivo a spiegarmi il perchè di questa sensazione così angosciosa. Poi ho scoperto che lei, F., una collega non particolarmente sveglia, una di quelle persone che non faresti lavorare nemmeno in una serra di fiori di plastica, figurarsi farle visitare un cristiano era affetta da intolleranza al glutine, ecco, il mio subconscio sapeva tutto, aveva già messo in preallarme il mio organismo e soprattutto la mia mente. Eppure lei si è laureata, con il massimo dei voti (ma su questo non soffermiamoci, altrimenti scomoderemmo tutti i Santi del paradiso in questo periodo così importante per la Chiesa cattolica), ha conseguito una specializzazione e adesso ne sta frequentando un'altra, con le stesse capacità intellettive e relazionali di un comodino, ma tant'è.

Ecco cos'era, quindi, la paura di f*******armi (che poi io cripto, ma se anche leggesse questo blog non capirebbe mai che sto parlando di lei, pensa che acume), di regredire ad uno stadio di sviluppo encefalico primitivo, prima della scoperta del bronzo, del fuoco, ma pure prima della scoperta dell'acqua calda, insomma un protozoo.

Ricordo ancora quella volta in cui il computer in Dipartimento emetteva uno strano rumore, probabilmente la ventola ormai vetusta stava tirando le cuoia, ma lei non si capacitava e lo guardava, lo girava, lo studiava con aria assorta (???), fino a che non andò da un collega (un cazzone del mio livello) e gli espresse il suo dubbio per cui probabilmente quel rumore originasse dai troppi messaggi della SUA POSTA ELETTRONICA che sovraccaricavano la macchina. Non è chiara l'espressione che il collega assunse, ma quanto disse fu storico "cancellali". Lei chiaramente, proprio per l'arguzia leggendaria che la contraddistingue lo fece, spense quindi il computer e attese la riaccensione col fiato sospeso.

Non devo dirvi io quale fu chiaramente il risultato di questa procedura, però posso dirvi che intestardita dal fallimento decise di cancellare anche la posta inviata, oltre a quella ricevuta, bene, da allora il mio collega è partito per Londra e non è più tornato.

In onore della volpe, ma anche di Francesca (un'altra decisamente più sveglia e divertente), e di tutti coloro che, a parte gli scherzi, soffrono di questa patologia, ho deciso di preparare delle mini pastiere senza glutine, perchè sia festa per tutti, pure per i comodini col cervello di un termosifone.

 

Ingredienti per 10 stampi da 10 cm di diametro

per la frolla

  • 280 gr di farina di riso
  • 20 gr di fecola di patate
  • 80 gr di strutto
  • 70 gr di burro
  • 70 gr di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio abbondante di Mielbio arancio Rigoni Asiago
  • 1 uovo intero
  • 2 cucchiai di latte

per la farcitura

  • 200 gr di ricotta vaccina
  • 150 gr di riso fino
  • 100 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di Mielbio arancio Rigoni Asiago
  • la buccia di 1/2 limone
  • la buccia di 1/2 arancia
  • 100 gr di latte
  • 30 gr di burro
  • 2 uova intere
  • 1 fiala di aroma di arancia
  • frutta candita q.b.

Procedete preparando la frolla. Su una spianatoia disponete la farina di riso e la fecola di patate a fontana, all'interno deponete il burro a dadini, lo strutto, lo zucchero, il latte e l'uovo e cominciate a lavorare come al solito abbastanza rapidamente per non far scaldare l'impasto, quindi formate un panetto compatto, rivestitelo di pellicola trasparente e mettetelo in frigo a riposare per mezz'oretta.

Nel frattempo lessate il riso (ci vogliono circa 20 minuti), quindi scolatelo ed amalgamatelo con il latte, il burro, il Mielbio e le scorze grattugiate dei due agrumi, fate cuocere a fuoco lento per una decina di minuti, fino a che non si sia formata una crema. Non dimenticate di mescolare continuamente il preparato.

In un robot da cucina passate la ricotta, le uova, lo zucchero ed il miele, aggiungete l'aroma di arancia e riducete tutto ad un composto semiliquido, omogeneo. A questo punto potete amalgamare i due preparati che andranno a costituire la farcitura delle mini pastiere.

Estraete dal frigo la frolla e cominciate a comporre le tortine, con la decorazione classica oppure alternative, come ho voluto fare io.

Nonostante si tratti di frolla, vi consiglio ugualmente di imburrare gli stampi prima di infornare a 170° C per circa 30 minuti, tenendo tuttavia d'occhio i dolcetti, perchè la frolla di riso non si colora come una comune frolla e pertanto non potete essere certi di aver raggiunto la cottura perfetta se non controllando spesso.

Sfornate, fate raffreddare e cospargete con zucchero a velo. Fredde sono più buone!

Buona Pasqua!

 

 

 

 

 

 

 

Con questa ricetta partecipo con tanta felicità al contest Mielbio di Rigoni Asiago

MUFFIN LEGGERI ALLA MELAGRANA

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RICETTA sempreleggermente OFFERTA DA PANDIZENZERO

 

 

In principio erano biscotti.

Così dovrebbe cominciare il libro della Genesi dei muffin alla melagrana, perchè nella mia testolina c’era l’idea di preparare qualcosa per la mia colazione di donnaddieta. Son finiti i bei tempi dei pancakes cari miei, c’è crisi e tocca mangiare gli oro saiwa, o peggio, 3 fette biscottate senza marmellata da inzuppare nel te bollente senza zucchero, mentre cammini a piedi scalzi sulle viti. Poi dice che uno va a lavora’ incazzato.

Allora, per rendermi il buongiorno più sereno, non dico gioioso, ma almeno umano, ho deciso di preparare questa variante, del biscotto dicevamo. Tuttavia credo di aver sbagliato qualcosa, oppure la mia nuova planetaria ha deciso di sua sponte cosa preparare, sai, le nuove tecnologie.
Oltretutto immaginavo che, incorporando nell’impasto un frutto dal colore acceso, i muffin risultassero deliziosamente rosati, poi però ho visto che i chicchi cotti tendevano al violetto, beh – ho pensato- saranno lilla! Quanto mi piace questo colore….

E invece sono usciti marroni. Ho perso totalmente la gestione della mia cucina.

Ingredienti per 5 muffin:

  • 200 gr di farina 00
  • 3 cucchiai di olio d’oliva
  • 3 cucchiai di Stevia Misura
  • 2 uova piccole
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1 chicchi di mezza melagrana

Prima di tutto, in un pentolino con un bicchiere d’acqua mettete a bollire i chicchi di melagrana. Quando saranno morbidi scolateli e frullateli con un mixer, quindi setacciate il composto ottenuto.

Nel cestello di un’impastatrice mettete la farina ed il lievito, quindi aggiungete le uova, l’olio e lo Stevia ed amalgamate il tutto ad una velocità intermedia, poco prima di spegnere la macchina incorporate i chicchi precedentemente frullati.

Imburrate degli stampini e versatevi il composto ottenuto.

Infornate in forno precedentemente riscaldato a 180° C per circa 15 minuti.

 

 

Ora, siccome io ho fatto voto alla Santa protettrice delle nane col culone (San Gria Y Tapas), i muffin mi vanno bene così, ovvero con un gusto leggermente acidulo, non particolarmente dolci ma comunque nutrienti e gustosi.

Voi però che immagino siate tutti alti e magri, per una volta invece dello sfilatino con porchetta, a colazione mangiatevi un muffin, magari farcito con una marmellata, oppure ricoperto con un golosissimo topping, o Nutella, crema pasticcera, maionese, ragù, insomma quello che più vi piace.

 

Buona domenica!

 

CROSTATINE DI FARINA DI RISO CON UVA E PRUGNE

crostatina uva prugne

RICETTA teneramente offerta da PANDIZENZERO

La questione “settembre si, settembre no” è annosa. Voglio dire, settembre come mese in sè è bello, ha un bel nome, porta con sè aspettative e foglie colorate, i fichi, l’uva, qualche fungo, ti permette di stare all’aria aperta senza ustioni, eritemi solari o liquefazioni umane. La notte poi, dopo mesi di veglia, riesci a dormire, magari con una copertina leggera, il pigiamino, tenendo la finestra aperta…che bello dormire con la finestra aperta senza avere la sensazione di trovarsi nel deserto.

Però settembre è anche il mese che designa l’ufficiale chiusura delle vacanze. E’ uno di quei periodi in cui la gente è tendenzialmente depressa, la vedi che si porta la piscina gonfiabile in ufficio e la fissa con sguardo assente, oppure ciondola nei supermercati aprendo le confezioni di crema solare per sentirne l’odore, o si siede sulle sdraio in saldo esposte da Leroy Merlin e sospira. E poi a settembre ricomincia la scuola, mamma mia quanto mi stava sulle palle settembre alle medie…robe da ammalarsi di nervi. E sapete quando cominciavo a diventare verde? A metà agosto, quando iniziavano le reclame degli zaini, i diari, i grembiuli! Maledizione mi coglieva una malinconia che a momenti mi pugnalavo con la matita.

Ora è diverso, primo perchè ho finito le medie, poi perchè siccome sono furba le vacanze estive me le faccio a cavallo tra fine agosto ed i primi di settembre, in tipologia a basso potere traumatico, così costano meno e c’è meno gente in giro. Certo, poi i colleghi ti odiano più della Fornero, ma è una sensazione bellissima, ti senti la regina del mondo.

A proposito di settembre e del quasi-autunno oggi ricettina delicata con un ripieno di uva e prugne.

L’impasto è a base di farina di riso e kamut, ripreso dal blog di mamma papera, Mamma Papera’s blog, che seguo con molto piacere e la quale spero non se ne abbia a male. Ho comunque apportato qualche modifica.

Ingredienti per 10 crostatine:

per la frolla:
300 gr farina di kamut
200 gr farina di riso
200 gr burro
200 gr zucchero semolato
3 uova
1 pizzico di sale
per la farcitura
200 gr di ricotta di pecora
400 gr di uva bianca
300 gr di prugne
cannella in polvere q.b.
il succo di 1/2 limone
Innanzitutto procedete preparando la frolla. In una ciotola lavorate velocemente il burro, ammorbidito a temperatura ambiente, e lo zucchero, quindi aggiungete le uova ed amalgamatele al composto. Su un ripiano preparate le farine con il sale e a fontana aggiungete ciò che avrete preparato in precedenza. Ovviamente la lavorazione deve essere molto veloce, per evitare che il burro si scaldi, quindi formate un panetto e riponetelo in frigo per almeno 1 ora avvolto da pellicola trasparente.
Nel frattempo preparate la farcia riscaldando a fuoco basso l’uva e le prugne con un po’ d’acqua, il limone e la cannella. Ovviamente la frutta dovrà essere lavata e pulita (eh).
Quando avrete ottenuto lo sfaldamento di tutta la frutta toglietela dal fuoco e frullatela con un minipimer, quindi lasciatela raffreddare.
Adesso tocca alla ricotta, fatela scolare bene ed aggiungetevi la frutta amalgamando bene il tutto.
Riprendetevi il panetto, con la frolla rivestite degli stampini imburrati, versatevi il composto ricotta e frutta, decorate in superficie con altra frolla a cui avrete dato la forma che preferite, ed infornatele a 180° C per circa 20 minuti.
Gnam!
Putroppo la farina di riso ha un problemino, poichè essendo senza glutine non è molto adatta per la frolla, però se miscelata con farina di grano, farro o kamut si presta, ma occhio che le crostatine tendono a sfaldarsi, quindi il mio consiglio è di mangiarsele in fretta!