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FROLLA DI RISO CON FICHI CONSERVATI E CREMA DI RICOTTA

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frolla di riso fichi e crema di ricotta

Adoro i fichi, e non parlo di uomini affascinanti con la camicia fuori dai jeans che profumano di dopobarba, ma dei frutti estivi che tanto mi ricordano la mia infanzia in Cilento.

Quest'anno nessuno ha pensato di farmene avere qualcuno, lasciandomi con il languore e la malinconia dei bei tempi andati. D'altro canto, io a luglio ne ho acquistati alcuni in un supermercato qui a Roma, ma non sto a raccontarvi il deludente sapore.

Recentemente, tuttavia, un amico dei miei mi ha regalato una versione decisamente alternativa di questi frutti strepitosi, ovvero conservati nel Grand Marnier, ottimi quindi da accompagnare con del gelato alla vaniglia, per insaporire macedonie, oppure, come piace a me, il tocco in più per una crostata.

Ho optato quindi per una frolla con farina di riso, più friabile e delicata, farcita con una crema di limone e ricotta.

Il risultato è stato strepitoso.

Ingredienti

per la frolla

  • 250 gr di farina di riso
  • 125 gr di burro
  • 1 tuorlo
  • 1 uovo intero
  • 125 gr di zucchero semolato
  • la buccia di un limone grattugiata
  • 1 pizzico di sale

per la farcia

  • 2 uova intere
  • 50 gr di zucchero semolato
  • 1 limone
  • il succo di 1/2 limone
  • 2 cucchiai di amido di frumento
  • 200 gr di ricotta di pecora
  • fichi conservati in Grand Marnier

Innanzitutto preparare la frolla amalgamando il burro freddo con lo zucchero e la buccia di limone, quindi aggiungere il tuorlo e l'uovo intero, la farina ed il sale. Formare un panetto e mettere in frigo a riposare per qualche ora.

Affettare il limone a fette sottili e passarlo al robot aggiungendo lo zucchero, la frumina, il succo di limone, le uova ed infine la ricotta, a creare una crema.

Riprendere la frolla, stenderla e disporla in una teglia preventivamente foderata con carta forno. Forare il fondo con la forchetta e disporvi la crema, quindi distribuire i fichi sulla superficie ed infornare a 180° C per circa 30 minuti.

Sfornare e servire.

 

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Buon week end!

BBB ovvero BANANA AND BLUEBERRY BREAD

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La proposta di oggi è un banana bread alternativo, in cui la protagonista del celebre plumcake si associa al delizioso sapore dei mirtilli, per me letteralmente irresistibile. I frutti di bosco, sottoforma di succo, macedonia, gelato, per me rappresentano una tentazione continua, vuoi per il colore, vuoi per il mix di sapori, fatto sta che non riesco a restistergli. L'associazione tra la dolcezza della banana ed il loro gusto aspro fa di questo dolce una meravigliosa scoperta.

Questa ricetta, della cara Martha Stewart, era in origine per muffin, ma io ho preferito convertirla in bread perchè più adatta ad una colazione, ma chiaramente potete disporre l'impasto nei pirottini, o volendo anche in una teglia rotonda.

Le dosi sono già state da me convertite nel nostro sistema di misura.

Ingredienti

150 gr di farina di grano tenero per dolci

150 gr di farina integrale

1 cucchiaino di lievito

1/2 cucchiaino di sale

75 gr di burro

50 gr di zucchero di canna

50 gr di zucchero semolato

2 uova intere

80 ml di latte

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

1 banana

200 gr di mirtilli (io surgelati)

 

Preriscaldare il forno a circa 180° C.

In un'ampia terrina sbattere il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, quindi aggiungere le uova una alla volta fino al completo assorbimento.

In una terrina più piccola mescolare la farina al lievito con il sale.

A parte con una forchetta schiacciare la banana ed aggiungerla al latte con l'essenza di vaniglia.

A questo punto aggiungere il composto in polvere ed il latte con banana e vaniglia al composto di burro e uova, alternandoli. Cominciare con la farina e terminare con la stessa, ottenendo un amalgama omogeneo. Inserire, infine, i mirtilli e disporre il tutto in uno stampo da plum cake già imburrato, quindi infornare.

Sfornare e lasciare raffreddare, cospargere di zucchero a velo e servire.

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MUFFIN DI FARRO CON PUREA DI MELE E MARMELLATA

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in cucina c'è PANDIZENZERO

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Oggi vorrei dire anche io la mia sul film che il caro (e bravo) Sorrentino ha portato a trionfare agli Oscar.

Credo che questa pellicola rappresenti la decadenza sociale, morale, intellettuale dell'Italia di oggi, la stessa Italia che per venticinque anni ha vissuto sotto scacco di un sultano politico, subendo il suo potere mediatico, le sue scelte televisive, ma anche sessuali, morali, estetiche. Credo che sia stata scelta la città di Roma perchè è qui che il radical chic si crogiola nella filosofia della conoscenza, dove tutti possono esprimere la propria opinione, spogliarsi di ogni condizionamento e rimanere comunque se stessi. Dove l'antico ed il nuovo si fondono attraverso lunghe strade di cultura, interrotte ogni tanto da qualche crocevia di degrado e sopraffazione. Una grande bellezza sì, ma del niente, effimero ed inutile, che non balla, che ci abbaglia di sfavillanti feste e poi muore così, come non fosse mai nata. Che dire di Gambardella, il quale tenta di scrollarsi di dosso la pesantezza dell'età cercando di congiungersi con donne giovani, belle, vuote e spente, ma in grado di fornire alla sua virilità la forza necessaria per un ultimo slancio vitale, perchè l'amore è vita, il sesso no, il sesso è morte. E con questo alone di nefasta dolcezza si conclude il viaggio attraverso una città che c'era e non c'è più, anzi che vorrebbe esserci ma è ormai assente, perchè ha altro da fare.

Comunque quando vedrò il film vi saprò dire meglio. Nell'attesa vorrei dedicare a questa splendida pellicola una ricetta golosa, poco italiana e molto americana, per un connubio spettacolare.

 

Ingredienti per 18 muffin

  • 270 gr di farina di farro
  • 100 gr di farina bianca 00
  • 100 gr di zucchero semolato
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 2 uova intere
  • 250 ml di latte
  • 100 ml di olio di semi di mais
  • 3 mele renette
  • 1 barattolo di marmellata (io arance, zenzero e uvetta)

In una terrina mescolate le uova con il latte e l'olio, montando con le fruste per almeno 7-8 minuti. Nel frattempo passate al microonde le mele tagliate a tocchetti, per circa 5 minuti alla massima potenza (io 900 Watt), fino a che non saranno morbide, quindi frullatele con il mixer e tenetele da parte.

In una ciotola mischiate le farine con il lievito e lo zucchero, quindi aggiungete il tutto al composto liquido un po' per volta, fino ad ottenerne uno omogeneo in cui andrete ad inserire infine la purea di mele.

Deponete parte dell'impasto nei pirottini, quindi coprite con un cucchiaino di marmellata e di nuovo il composto, fino a circa 3/4 del pirottino. Infornate in forno caldo per circa 15 minuti a 170° C.

Sfornate quando i vostri muffin saranno dorati e lasciateli raffreddare, cospargete quindi con dello zucchero a velo e godete!

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BON BON DI FARINA DI CASTAGNE SPEZIATI AL TE’ VERDE

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RICETTA SOLSTIZIOSAMENTE OFFERTA DA PANDIZENZERO

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Ci risiamo, anche quest'anno è tornato. E anche quest'anno per onorare il Natale tocca mangiare, rimangiare, trimangiare, ma se volete sentirvi un pochino meno in colpa, potete cucinare anche, e se lo farete usando dei pattini a rotelle, ricoperte di fanghi d'alga Guam e foderate di pellicola trasparente, è probabile che riuscirete a smaltire i kg ancora prima di averli presi, Occhio però che il passo verso il collasso cardiocircolatorio è breve.

Tuttavia, c'è da dire che io non ami particolarmente i dolci tipici della festa, al massimo posso assaggiare un po' di pandoro, ma il panettone, il torrone e qualsiasi altro "one" che sia strettamente legato al Natale lo lascio agli altri, io preferisco le lasagne e l'arrosto con le patate. Ad ogni modo, in occasione di ritrovi tra amici o feste tra colleghi mi piace preparare qualche dolcetto fantasioso, rigorosamente con ingredienti tipicamente invernali e/o natalizi.

Questa volta ho scelto di rielaborare i bon bon di farina di ceci e cocco, modificando qualche elemento. Il risultato è stato ottimo, per cui datevi da fare!

Ingredienti per circa 40 bon bon

  • 280 gr di farina di castagne
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 1 tazza di tè verde (io Gunpowder)
  • la buccia grattugiata di un'arancia
  • un cucchiaio di cannella
  • un pizzico di noce moscata
  • un pizzico di anice
  • 100 gr di olio di mais

Innanzitutto tostate la farina di castagne in una padella antiaderente, fino a che non si scurisca, quindi in una planetaria mischiate lo zucchero con la buccia di arancia, la cannella, la noce moscata e l'anice, aggiungete la farina tostata ed amalgamate il tutto. Inserite infine il tè verde alternandolo con l'olio. Accendete il forno a 180° C e dall'impasto staccate dei piccoli pezzi che andrete a modellare formando come fossero palline (l'impasto quindi dovrà risultare moderatamente unto). Cuocete i tartufini in forno per circa un quarto d'ora, evitando che si scuriscano troppo, altrimenti l'interno non rimarrà morbido.

Sfornate e spolverate con dello zucchero a velo. E che il Natale sia con voi!

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TORTA SCURA DI PERE E AMARETTI A LIEVITAZIONE NATURALE

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RICETTA sperimentalmente offerta da PANDIZENZERO

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Arriva la mi' socera e mi fa "Sto facendo una catena di Sant'Antonio, eccoti il foglio, devi assolutamente partecipare". E lì vado nel panico, comincio ad immaginarmi anni di dolore e devastazione, malattie, rapimenti, alluvioni e pestilenze, a patto che, chiaramente, non inviassi quel maledetto foglio ad almeno 500 persone, tutte alte 1,68, bionde, con un molare cariato e 3 figli, magari lo smalto scheggiato ed una pendenza con equitalia.
Poi però apro il foglio e leggo che si tratta di una ricetta, e perdipiù divertente, a posto. Padre Pio sarà buono con me.

Bene, ho seguito le indicazioni, molto semplici a dire il vero, e visto l'ottimo risultato ottenuto alla prima botta, decido di proseguire, mi tengo da parte una quota di impasto ed apporto qualche variazione, invece delle mele opto per le pere e sostituisco le noci con della granella di amaretti.

Ecco a voi lo schema da seguire, con pazienza ma senza troppa pignoleria, insomma è un dolce che non richiede nella preparazione particolari attenzioni, metteteci però tanto amore, ci conto.

1° giorno:

  • 1 bicchiere di zucchero
  • 1 bicchiere di farina

2° giorno: mescolare con una frusta a mano

5° giorno:

  • 1 bicchiere di zucchero
  • 1 bicchiere di farina
  • 1 bicchiere di latte

6° giorno: mescolare con una frusta a mano

9° giorno:

Ingredienti

  • 2 uova
  • 3/4 di bicchiere di olio evo
  • 3/4 di bicchiere di zucchero
  • 2 bicchieri di farina
  • 1 pizzico di sale
  • 3 pere abate
  • 1 bicchierino di marsala
  • 3 cucchiai di cacao amaro
  • 80 gr di amaretti

Se siete interessati a proseguire questa dolcissima "catena", prima di inserire gli ingredienti del 9° giorno, sottraete al composto 1 bicchiere e tenetelo da parte per ricominciare il giro.

Innanzitutto sbucciate, pulite e tagliate a spicchi sottili le pere, cospargetele di marsala e lasciatele insaporire.

In una terrina aggiungete all'impasto le uova leggermente sbattute, quindi lo zucchero, l'olio e un po' per volta la farina. Amalgamate bene con una frusta a mano, quindi inserite il cacao setacciato ed il sale. Completate aggiungendo gli amaretti passati al mixer.

Ungete con del burro fuso una teglia (io ho usato quella in silicone) e disponete sulla base parte delle pere, versatevi poi il composto e disponete le restanti pere sulla superficie.

Cuocete in forno caldo a 180° C per circa 45 minuti.

Non dimenticate di usare lo stuzzicadenti per capire il grado di cottura della torta, quindi sfornate, lasciate raffreddare e spolverate con zucchero a velo.

L'esperimento è pienamente riuscito

 

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Inutile dirvi che ha avuto vita breve, squisita.

Amen.

TOPOLINI NOCCIOLATI

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RICETTA offerta da PANDIZENZERO reloaded

 

Ci hanno provato con gli esami, poi con il lavoro, quindi con la ristrutturazione di casa, ancora con il trasloco ed infine con la convivenza, ma non ci sono riusciti, non mi hanno sconfitta, anzi, sono tornata con una gran voglia di cucinare, ed anche una gran fame.

Per inaugurare questa nuova stagione mi butto sul divertente contest di Rigoni di Asiago che stavolta ha voluto esagerare mettendoci alla prova con il prodotto più fico mai inventato: la Nocciolata.

Poi discuteremo di quanto possa essere ingiusto dover utilizzare questa crema alla nocciola per preparare ricette, piuttosto che mangiarla a cucchiaiate, ma prima pensiamo ai bambini.

E per i bimbi ho voluto creare una merenda buffa ed al contempo golosissima, ovvero dei deliziosi topolini da mangiare senza cottura, in un sol boccone.
Preparatene tanti, che state tranquilli non resteranno inmangiati.

Ingredienti (per 5 topini):

  • 2 cucchiai di Nocciolata Rigoni di Asiago
  • 1 cucchiaio di panna acida
  • biscotti secchi q.b.

per decorare

  • mandorle pelate
  • cacao amaro in polvere
  • palline di zucchero colorate (io ho scelto le bianche)
  • palline argentate

In una terrina amalgamare la Nocciolata con la panna acida ed i biscotti precedentemente ridotti in briciole. Formare un composto omogeneo e lasciarlo a solidificare in frigo per qualche ora.

Formare delle palline di impasto, passarle nel cacao (per maneggiarle meglio) ed allungarle da un lato a creare il musetto del topo, quindi decorare con le mandorle che formeranno le orecchiette, le palline argentate che diverranno il nasino ed infine con quelle bianche a simulare gli occhietti.

Tenere in frigo prima di servire.

Gnam!

Credetemi, comunque vada sarà un successo!

PANNA COTTA AL MARSALA CON GELEE DI PESCHE E MOUSSE ALL’ARANCIA

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RICETTA cordialmente offerta da PANDIZENZERO

 

Ci sono una serie di cose che francamente non riesco a spiegarmi. Per esempio, perchè io sono alta soltanto 1 metro e 54 cm?  Perchè la pizza fa ingrassare ed il tofu no? Perchè la pizza è buona e il tofu fa schifo? Perchè gli uomini non hanno l'ovaio che ogni 28 giorni gli ricorda quanto sia bello essere donna? Perchè Maria De Filippi presenta una trasmissione tv e non gestisce un'agenzia immobiliare? Perchè la congiuntivite non porta a morte?

Ma sicuramente il più grosso mistero della vita sociale per me resta il motivo per cui ad una persona in degenza si regalino delle pesche sciroppate, perchè? E questo vale per qualsiasi quadro patologico eh, sia esso un'ernia ombelicale che la frattura dell'omero, dal parto (non è una malattia, lo so) alla mastoplastica adduttiva. Ora dico, un cristiano si sente poco bene, magari viene ricoverato in ospedale, tu vuoi andare a fare una visita e non te la senti di farlo senza portare un pensiero, bene, ma perchè tra i miliardi di alimenti disponibili devi scegliere la pesca sciroppata? Giuro, non mi capacito.

Sarà per il colore? Quel bel giallo-arancio che fa tanto primavera, sole cuore amore? Boh. Ho anche pensato potesse essere il nome, la dicitura che fa molto medicinale, sciroppata forse fa credere alla gente che il liquido di conservazione della frutta sia buono anche per la tosse grassa o la gastrite, che ne so?

Alla fine, sono giunta alla conclusione che la questione "frutta sciroppata" sia uno di quegli argomenti che a nessuno piace trattare, come l'alitosi o il festival di Sanremo, per il timore di dover raccontare esperienze personali spiacevoli o di sentire altrettanto poco gradevoli rivelazioni da chi meno te l'aspetti, con il rischio di interrompere lunghe amicizie o far finire matrimoni. Per cui siccome continuiamo a vedere la gente che regala pesche sciroppate, senza un reale motivo, crediamo che dietro ci sia un enorme mistero irrivelabile, e per paura di spezzare l'incantesimo che ci trasformerebbe in Fione, facciamo lo stesso anche noi.

Non so come, ma a KeBob piacciono le pesche sciroppate anche quando è in salute, quindi gli ho sottratto un barattolone e ho preparato una panna cotta molto delicata al Marsala, con gelatina di pesche ed una mousse di arancia.

Con questa ricetta partecipo al contest Color Food di Donatella di Fior di Rosmarino, da cui ho accettato ben volentieri l'invito. Ovviamente nella categoria arancio.

 

Ingredienti per 10 stampini

per la panna cotta

  • 300 gr di panna fresca
  • 50 gr di zucchero
  • 200 gr di latte
  • 1 stecca di vaniglia
  • 10 gr di colla di pesce
  • 2 bicchierini di Marsala

per la gelee di pesche

  • 8 pesche sciroppate medio grandi
  • 1 cucchiaio di sciroppo
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 7 gr di colla di pesce

per la mousse all'arancia

  • il succo di 2 arance
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 40 gr di panna montata

Procedete innanzitutto preparando la panna cotta, iniziando con il mettere la colla di pesce in ammollo in acqua fredda, mentre sul fornello scaldate la panna, lo zucchero ed il latte, con la stecca di vaniglia ed il Marsala fino al bollore. A questo punto togliete il composto dal fuoco ed aggiungetevi la colla di pesce ben strizzata, mescolando bene. Lasciate raffreddare.

Quando il composto sarà ben freddo versatelo negli stampini di silicone e metteteli in freezer per un quarto d'ora, dimodochè la panna cotta si rapprenda.

Preparate la gelee passando al mixer le pesche, lo sciroppo e lo zucchero. Mettete in ammollo la gelatina in acqua fredda e scaldate a bagno maria parte della crema di pesche, senza giungere al bollore, quindi aggiungete la colla ben strizzata ed il resto della crema, mescolando bene e lasciando raffreddare.

Estraete dal freezer la panna cotta e disponetevi sopra uno strato di gelatina, deponete gli stampini in frigo nel ripiano più alto e lasciateli lì per almeno una notte.

La mousse di arancia è molto semplice da preparare, e consiste nello scaldare il succo con lo zucchero fino a quando questo non si sarà sciolto, quindi lasciate raffreddare ed amalgamate alla panna montata delicatamente. Riponete in freezer per una decina di minuti (non di più), quindi verste il composto in una sac a poche e decorate la panna cotta che avrete sformato.

Prima di sformare, depositate gli stampini in due dita di acqua calda, il composto si staccherà dalle pareti in maniera omogenea e senza creare panico.

 

 

HONEY CRISPY RICE (DOLCETTI DI RISO SOFFIATO) PER UNA NUOVA COLLABORAZIONE

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RICETTA dolcemente OFFERTA DA PANDIZENZERO

 

Signore e signori, è con emozione  ed un pizzico di orgoglio che vi annuncio questa dolcissima collaborazione (clap clap clap).

Eh si, era un po' che pensavamo di fare la corte alla Rigoni di Asiago, la guardavamo da lontano, sbirciavamo il sito ma non ci decidevamo mai (un po' perchè siamo dei timidoni, e un po' per il terrore del rifiuto) alla fine ci siamo decisi ed eccoci qui, assieme, per una partnership che spero duri a lungo e dia grandi soddisfazioni ad entrambi.

Il pacco che mi è stato recapitato la scorsa settimana conteneva 6 magnifiche tipologie di miele, ciascuna con una sua specificità, e delle quali ho voluto scegliere l'arancio per presentare una ricetta simpatica, sfiziosa e molto divertente.

Il miele è un alimento molto energetico, costituito da zuccheri semplici, spesso utilizzato dagli atleti per rifornirsi di energia di pronta utilizzazione  (adatta cioè a compiere sforzi molto intensi di breve durata) ed il fatto sia un prodotto naturale lo rende ampiamente utilizzabile ed utilizzato a tutte le età, in ogni tipo di alimentazione.

Una cosa importante: scaldare il miele equivale a privarlo di molte delle sue proprietà nutritive, per cui non aggiungetelo mai a bevande troppo calde.

Un'altra: il miele di tiglio è utile in caso di eccitabilità nervosa ed insonnia, quello di timo per le infezioni dell'apparato respiratorio, infine, il miele agli agrumi può calmare dolori di tipo colico.

Una ancora: 100 gr di miele apportano circa 300 Kcal, mentre la stessa quantità di zucchero 400. A differenza dello zucchero è ricco di vitamine e sali minerali ed ha un potere dolcificante maggiore, per cui per ottenere lo stesso gusto ne serve una minore quantità.

Ho finito, passiamo alla ricetta, americana e molto semplice. Per preparare 10 dolcetti, gli ingredienti sono:

  • 60 gr di burro
  • 3 tazze da tè di riso soffiato
  • 2 cucchiai abbondanti di miele di arancio Rigoni di Asiago
  • 150 gr di cioccolato bianco
  • 1 tazza da caffè di confettini colorati per decorare

In una padella antiaderente far sciogliere il burro a fuoco lento, quindi lasciarlo intiepidire ed aggiungere il miele di arancio. Amalgamare bene i due ingredienti e scaldare sempre a fuoco lento (non fate bollire!).

Versare questo composto sul riso soffiato e mescolare bene per rendere il tutto omogeneo.

Depositate delle formine per biscotti con le forme che preferite su carta forno, quindi inserite all'interno il preparato di miele e burro, attendete un minuto e rimuovete la formina. Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco, quindi prendete i dolcetti raffreddati ed immergeteli solo per la parte superiore, infine passateli nei confettini colorati.

Lasciate raffreddare in frigorifero per circa 2 ore, e gnam!

 

 

 

 

 

Sono buonissimi e divertentissimi!!!

Miele e le sue proprietà

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TARTE DI CACAO CON MELE E MARMELLATA DI ALBICOCCHE

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RICETTA erroneamente offerta da PANDIZENZERO

 

Alcuni studi recenti hanno scoperto che la maggior parte dei soggetti donna, di età media 30 anni, che vivono in una grande città europea preferibilmente con clima temperato, soffrono di una sindrome definibile "morbo di tuailait aftereit". Tale quadro patologico può presentare caratteristiche diverse, tuttavia i punti in comune tra le donne affette possono essere riassunti come segue:

  1. Donne di bell'aspetto (non molto alte), colte, con titolo universitario
  2. Vivono sole in un appartamento (ben arredato)
  3. Hanno un animale domestico (cacacazzi)
  4. Abituale cena (triste) a base di proteine (poche) e verdure (lesse)
  5. Scarsa presenza in casa di alimenti con indice glicemico superiore a 1

Manco a dirlo questo profilo è il mio (mi ci sono riconosciuta dal punto 1).

E neanche a farlo a posta, l'altra sera vagavo per casa, allegra e colorita come Bella Swan, in cerca di qualcosa che sedasse la mia fame di zuccheri, e che avesse un appeal maggiore della mela cotta, aprivo e chiudevo dispense, ululavo, sudavo delirando, fino a che non ho messo in bocca un quadratino di cioccolato e sono svenuta. Che poi, nonostante prediliga di gran lunga il salato, qualora dovesse sopraggiungere la fame di zuccheri devo necessariamente assecondarla, altrimenti mi sento male, impazzisco e voto Berlusconi.

Il giorno successivo, quindi, ho deciso che avrei preparato delle chiacchiere, i cenci insomma, le frappe capito? Basta, mi son detta, tocca che ci diamo qualche soddisfazione ogni tanto, mica possiamo intristirci dietro i sedani e la ricotta, diamine. Che poi, ok la linea, e soprattutto la salute, ma ormai credo di non poter più diventare una super topa, passati i quattordici anni le probabilità di Bundchenmizzarmi sono calate clamorosamente, per cui teniamoci strette queste tette e questo didietro e andiamo avanti.

Quindi preparo l'impasto tutta contenta, ripongo in frigo e attendo. Ma al momento di stendere la pasta noto che le cose non sono andate proprio come avrei voluto…..insomma l'impasto era troppo molle e la frittura non gli avrebbe dato croccantezza, allora che fo? Mi son detta.

E da qui è nata questa tarte nera, al cacao, che con le mele e la dolcissima marmellata di albicocche di mamma KeBob si abbina benissimo, con quel gusto delicato da sciogliersi in bocca.

 

Ingredienti:

per l'impasto

  • 300 gr di farina 00
  • 60 gr di burro
  • 1 bicchierino di vin santo (o vino bianco o Marsala, come preferite)
  • 2 uova intere
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 5 gr di lievito in polvere
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 1 pizzico di sale

per la farcitura

  • 300 gr di marmellata di albicocche (o pesche)
  • 2 mele renette
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna

Procedere mescolando la farina con il lievito ed il burro, lavorando per rendere il composto sabbioso, quindi aggiungere il cacao, lo zucchero semolato e le uova. Infine inserire il vino ed il sale. Si dovrà ottenere un impasto omogeneo e compatto da riporre in frigo per qualche ora.

Trascorso il tempo necessario, stendere il composto in una teglia foderata con carta forno, deporre sulla base la marmellata, quindi ricoprire con gli spicchi di mela tagliati sottili e spolverare con lo zucchero di canna. Prima di infornare, ripiegare i bordi verso l'interno.

Cuocere in forno preriscaldato a 170° C per circa 15 minuti.

E' buonissima tiepida ma anche fredda.

 

 

Morale della favola: dagli errori possono nascere grandi cose, come disse Fleming.

Ah, non mi sono posta il problema di dove fosse l'errore per la preparazione dei cenci, poi ci penso e ve lo dico.

TORTA SOFFICE DI KUMQUAT

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RICETTA ROMANTICAMENTE OFFERTA DA PANDIZENZERO

Mi piacciono i regali, e mi piace farli anche eh, mica sono la solita donnina approfittatrice che sgrana gli occhi di fronte al primo brillocco che passa.

Vi dirò di più, sono stata da Tiffany sulla Fifth Avenue per ben due volte nel giro di una settimana e non ho riscontrato alcuna alterazione cardiovascolare, nè respiratoria, me la sono cavata benissimo e anzi, nè sono uscita fortificata, più consapevole. Avete mai visto un fidanzato seduto da Tiffany? Ha più o meno l'aspetto di Saddam Hussein subito dopo la cattura. Perciò, se non avete mai avuto occasione, è un'esperienza che vi consiglio, rende molto bene l'idea di quali possano essere le modificazioni devastanti sulla psiche maschile indotte dal comportamento femminile.

Ho visto uomini trasfigurati, invecchiati, impazziti, ho visto negli occhi di questi compagni di vita la consapevolezza che da quel giorno niente sarebbe stato più lo stesso.

Ho capito che nel momento in cui la loro testa avrebbe fatto un movimento dal basso verso l'alto più volte, in un silenzio assordante, con una paralisi tetanica al volto, la situazione sarebbe precipitata verso l'infedeltà, la sopraffazione e la prepotenza. Ho capito che la dignità femminile rimane intatta fino a cinque secondi prima che l'uomo faccia scivolare la mano nella tasca della giacca, prenda il portafogli e passi la carta di credito alla commessa. Passeggiando tra i tavolini tatticamente appostati ai margini della sala, si comprende immediatamente quale sia la reale motivazione di un tradimento: il brillocco da 10000 $.

Ci mettiamo insieme —> Siamo felici —> Vuoi sposarti —> Mi porti da Tiffany —> Non ti basta quello da 2000$ —> Ti amo —-> Non basta quello da 5000$ —-> Ti voglio bene —-> Ok compriamo quello da 10000$ —-> Mi scopo la collega.

Come evitare tutto questo? Semplice, dirigete l'investimento economico altrove, magari in un box auto, un gommone, una mastoplastica additiva, fate sopravvivere la serenità nel vostro rapporto, lasciategli il calcetto e depilatevi più spesso, non cercate di coinvolgerlo nella scelta dei cuscini per le sedie e regalategli dei cuori gonfiabili.

E per questa serata noiosamente sdolcinata io ho preparato una torta leggera, dal sapore agrumato e soprattutto facile da digerire, perchè va bene niente cena in ristoranti stellati, d'accordo anche che non ci si regala nulla, facciamo pure che non ci si fanno gli auguri, però almeno il sesso! Eh.

Ingredienti (io ho usato come dosatore il bicchierino da 125 gr di yogurt):

  • 3 bicchierini di farina 00
  • 2 bicchierini di zucchero semolato
  • 125 gr di yogurt bianco
  • 1 bicchierino di olio evo
  • 10 kumquat
  • il succo di 1 arancia
  • 1 bustina di lievito

In una terrina miscelate la farina con lo zucchero, il lievito e l'olio. Quindi aggiungete lo yogurt ed amalgamate.

A parte lavate i kumquat, asciugateli e rimuovete i semini dall'interno, quindi frullateli con il succo d'arancia e mischiate il preparato al composto di farina e company precedentemente preparato.

Versate l'impasto in uno stampo a forma di cuore (io ho usato quello di silicone regalo di Natale della mia cara Mary) ed infornate a 170° C in forno preriscaldato, per una ventina di minuti. Mi raccomando, saggiate sempre la cottura con lo stuzzicadenti.

Sfornate, lasciate raffreddare e ribaltate la torta su un piatto, spolverate con zucchero a velo ed amatevi!

 

 

Ah, dimenticavo. Ho inserito la ricetta a quest'ora volutamente, perchè questa delizia è sempre buona, anche il giorno dopo San Valentino.

CRACKERS DOLCI AL CACAO

crackers dolci

RICETTA preparata con tanto amore da PANDIZENZERO per PANDIZENZERO

Trotterellando per il web sono inciampata in un delizioso foodblog, ovvero L'aroma del caffè, dove la home page era tempestata da una cifra di cuori. Ora, siccome qualsiasi cosa abbia una forma seppur reconditamente cardiaca mi attrae (e non è deformazione professionale, giuro), a prescindere dal periodo dell'anno, mi sono bloccata e ho letto che la Ilaria sta organizzando un contest molto molto carino.

Bene, mi sono detta, con che ricetta potrei partecipare? E pensandoci un po' non ho potuto fare altro che scegliere i crackers dolci al cacao che mi mandano letteralmente ai matti. Si, io, me, pandizenzero, egoisticamente Federica. Questa ricetta è dedicata a me.

A me che amo la colazione, con i dolci, le fette biscottate, le marmellate ed i pancakes, con il tè rigorosamente al bergamotto e ogni tanto un cucchiaino di Nutella.

Questi crackers sono la versione dolce dei simpatici snack che dagli anni '80 ci accompagnano nelle pause di lavoro, a ricreazione, in macchina, e siccome ultimamente sono stati demonizzati appresso a tutti gli altri carboidrati, ho pensato che prepararne qualcuno in casa con gli ingredienti giusti e senza grassi saturi potesse riavvicinarli alla gente, un po' come i politici.

Ingredienti:

  • 300 gr di farina 00
  • 100 ml di acqua
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 5 gr di lievito in polvere per torte salate
  • 1 pizzico di sale
  • 100 gr di zuccheroa velo
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • zucchero semolato q.b.

Impastare la farina con il lievito, l’acqua, l’olio evo, lo zucchero a velo, il cacao ed infine il sale all’interno di un’ampia bacinella. Quando avrete ottenuto un composto liscio e compatto formate una palla e fatelo riposare  un’oretta in un luogo tiepido.

Quindi riprendetelo, tagliate il panetto a "fette" e stendetele a formare una sfoglia molto sottile, aiutandovi eventualmente con la macchinetta per la pasta.

Formate delle strisce e con una rondella tagliate la pasta formando dei rettangoli o dei quadrati (ma anche qualsiasi forma preferiate), dopodichè spolverate con lo zucchero semolato  ed infornate a 180° C per qualche minuto.

Potreste anche omettere lo zucchero semolato, qualora preferiste l'amaro del cacao che bene si sposerebbe con marmellate particolarmente dolci come quella di ciliegie, di albicocche o fragole. Nel caso in cui invece li preferiate dolci, come me, abbinateli con marmellate di arance, prugne, o della ricotta.

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Ilaria del blog L'aroma del caffè: La cucina del cuore.

 

BANANAS FOSTER WHOOPIE PIES

2012-11-18-12-58-023

RICETTA a cura della FALANGE SANNITA Solitamente le donne sannite non amano lasciare i propri territori, ma quando lo fanno si spingono davvero "lontano".