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CROSTATINE DI FARINA DI RISO CON UVA E PRUGNE

crostatina uva prugne

RICETTA teneramente offerta da PANDIZENZERO

La questione “settembre si, settembre no” è annosa. Voglio dire, settembre come mese in sè è bello, ha un bel nome, porta con sè aspettative e foglie colorate, i fichi, l’uva, qualche fungo, ti permette di stare all’aria aperta senza ustioni, eritemi solari o liquefazioni umane. La notte poi, dopo mesi di veglia, riesci a dormire, magari con una copertina leggera, il pigiamino, tenendo la finestra aperta…che bello dormire con la finestra aperta senza avere la sensazione di trovarsi nel deserto.

Però settembre è anche il mese che designa l’ufficiale chiusura delle vacanze. E’ uno di quei periodi in cui la gente è tendenzialmente depressa, la vedi che si porta la piscina gonfiabile in ufficio e la fissa con sguardo assente, oppure ciondola nei supermercati aprendo le confezioni di crema solare per sentirne l’odore, o si siede sulle sdraio in saldo esposte da Leroy Merlin e sospira. E poi a settembre ricomincia la scuola, mamma mia quanto mi stava sulle palle settembre alle medie…robe da ammalarsi di nervi. E sapete quando cominciavo a diventare verde? A metà agosto, quando iniziavano le reclame degli zaini, i diari, i grembiuli! Maledizione mi coglieva una malinconia che a momenti mi pugnalavo con la matita.

Ora è diverso, primo perchè ho finito le medie, poi perchè siccome sono furba le vacanze estive me le faccio a cavallo tra fine agosto ed i primi di settembre, in tipologia a basso potere traumatico, così costano meno e c’è meno gente in giro. Certo, poi i colleghi ti odiano più della Fornero, ma è una sensazione bellissima, ti senti la regina del mondo.

A proposito di settembre e del quasi-autunno oggi ricettina delicata con un ripieno di uva e prugne.

L’impasto è a base di farina di riso e kamut, ripreso dal blog di mamma papera, Mamma Papera’s blog, che seguo con molto piacere e la quale spero non se ne abbia a male. Ho comunque apportato qualche modifica.

Ingredienti per 10 crostatine:

per la frolla:
300 gr farina di kamut
200 gr farina di riso
200 gr burro
200 gr zucchero semolato
3 uova
1 pizzico di sale
per la farcitura
200 gr di ricotta di pecora
400 gr di uva bianca
300 gr di prugne
cannella in polvere q.b.
il succo di 1/2 limone
Innanzitutto procedete preparando la frolla. In una ciotola lavorate velocemente il burro, ammorbidito a temperatura ambiente, e lo zucchero, quindi aggiungete le uova ed amalgamatele al composto. Su un ripiano preparate le farine con il sale e a fontana aggiungete ciò che avrete preparato in precedenza. Ovviamente la lavorazione deve essere molto veloce, per evitare che il burro si scaldi, quindi formate un panetto e riponetelo in frigo per almeno 1 ora avvolto da pellicola trasparente.
Nel frattempo preparate la farcia riscaldando a fuoco basso l’uva e le prugne con un po’ d’acqua, il limone e la cannella. Ovviamente la frutta dovrà essere lavata e pulita (eh).
Quando avrete ottenuto lo sfaldamento di tutta la frutta toglietela dal fuoco e frullatela con un minipimer, quindi lasciatela raffreddare.
Adesso tocca alla ricotta, fatela scolare bene ed aggiungetevi la frutta amalgamando bene il tutto.
Riprendetevi il panetto, con la frolla rivestite degli stampini imburrati, versatevi il composto ricotta e frutta, decorate in superficie con altra frolla a cui avrete dato la forma che preferite, ed infornatele a 180° C per circa 20 minuti.
Gnam!
Putroppo la farina di riso ha un problemino, poichè essendo senza glutine non è molto adatta per la frolla, però se miscelata con farina di grano, farro o kamut si presta, ma occhio che le crostatine tendono a sfaldarsi, quindi il mio consiglio è di mangiarsele in fretta!

COCOTTE DI PANE INTEGRALE AL LATTE FERMENTATO CON PERE CARAMELLATE E RICOTTA

cocotte pere caramellate

RICETTA semplicemente offerta da PANDIZENZERO Se c'è una cosa che mi piace fare un mondo è la spesa. Anomala? Bizzarra?

 

Psichiatricamente instabile? No, semplicemente mi piace mangiare e di conseguenza adoro scegliere gli ingredienti di quello che cucino, fosse anche una caprese. Che poi sinceramente la cosa che mi attrae di più di scorrazzare per il sumermarket è scoprire nuovi prodotti, specie se etnici o regionali, italiani. Allora se vedo una scatolina colorata, una confezione particolare, un formato strano, è finita, mi ci fiondo e ficco nel cestino, quello piccino tutto colorato, sì perchè ho difficoltà a gestire il carrello, primo per le dimensioni dello stesso, essendo poco più basso di me, sembrerei una bambina che ha smarrito i genitori da far chiamare al box informazioni. Secondo perchè con il tempo ho capito che riuscire a guidare un carrello è più difficile che far morire Andreotti. Mi sono chiesta più volte chi progettasse le rotelle di questi aggeggi e alla fine sono giunta alla conclusione che siano stati creati per vagare in maniera totalmente casuale all'interno dei reparti dei supermercati, inducendo le povere casalinghe a zigzagare senza nessuna logica, costringendole a comprare la carne mentre loro volevano del pane, obbligandole verso il reparto giardinaggio mentre avrebbero voluto comprare lo shampoo. Fateci caso, un carello non andrà mai dritto, il carrello è il simbolo dell'economia moderna, si presta alla guida del consumatore, ma in realtà è lui a portarti dove vuole. Il vero nemico del comunismo è il carrello. Ma torniamo a noi. Ero nel mio caro super e mi imbatto in una simpatica confezione di latte fermentato*, "toh" penso, "ora vendano anche il latte andato a male, sarà la crisi" e invece leggo che trattasi di un ingrediente base di molti piatti arabi, sicchè lo compro e tutta contenta me lo porto a casa. Cosa ci fo, cosa non ci fo. Allora opto per un dolce, rapido e a basso impatto termico, che non è ancora il momento di tenere acceso il forno per più di 20 minuti. * No, non è latte di kefir, sapientoni. Ingredienti per 4 cocotte (ovvero 4 persone normali, o 1 KeBob):

  • 4 pere William non troppo mature
  • 200 gr di ricotta di mucca fresca
  • 8 fette di pane integrale in cassetta
  • 2 bicchieri di latte fermentato
  • 4 cucchiai di zucchero di canna
  • cannella q.b.
  • qualche amaretto per decorare

Sbucciate ed affettate le pere in spicchi di medie dimensioni, disponeteli su della carta forno disposta su una teglia e cospargeteli di zucchero di canna abbondando, quindi infornateli a 160° C per una decina di minuti. Quando avrete già sfornato le pere caramellate procedete inzuppando le fette di pane con il latte, ma non tenetele a bagno troppo a lungo altrimenti si ammorbidiranno troppo e saranno ingestibili, per questo vi consiglio di preparare una cocotte per volta. Con un coppapasta create un cerchio nel pane delle dimensioni della cocotte e deponete il disco sulla base di questa. Disponete le pere adagiandole sulla parete del recipiente, lasciando quindi uno spazio centrale dove andrete a mettere la ricotta, cospargete con della cannella, poggiate l'altro disco di pane imbevuto e di nuovo le pere. Questa volta ricoprite tutta la superficie della cocotte con gli spicchi di pera, cospargete con altra cannella e degli amaretti ridotti in briciole grossolane. Infornate a 180° C per circa 20 minuti. Prima di sfornare spegnete il forno e lasciate asciugare il dolcetto, servite quindi tiepido.    

Buona giornata!

E non fate decidere al carrello della vostra vita.

LA CISCHEICCHE CIOCCOLATO & ALBICOCCHE

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RICETTA toscanamente offerta da PANDIZENZERO

 

 

Allora, son venuti a trovarmi il babbo e la mamma, carichi come solo Babbo Natale saprebbe fare, zeppi di cose commestibili (ma anche no), con la monovolume (non un’utilitaria eh) pigiata di scatole e scatoloni, buste, borse termiche, frigo da spiaggia, tricchettracche, mortaretti. Ogni volta guardo sbigottita il bagagliaio cercando di capire cosa induca mia madre, per ogni viaggio oltre i 200 km, a portarsi appresso qualsiasi sorta di cibo, solido, liquido, gassoso, acqua, aranciate, patatine, come fosse l’ultimo della sua vita, magari terrorizzata dal fatto che improvvisamente gli autogrill vengano risucchiati dal centro della terra, che oltre la provincia di Pisa i  supermercati o i centri commerciali non esistano, che una guerra nucleare li soprenda per strada e sticazzi del bunker, io c’ho i panini. Però è bello, è fantastico vederli arrivare e aprire le buste, anche emotivamente mi riempie la vita, per tutto l’amore che mette  nel preparare qualcosa a me, o in generale alla famiglia, che poi quando devono venire a trascorrere qualche giorno di vacanza, che so, per Pasqua, lei porta le pentole con all’interno il sugo già pronto o il roastbeef, la teglia con le patate ed il pollo, il mascarpone (tiramisù N.d.T.) bell’e preparato. Gli garba così, vivo a Roma, ma lei pensa che abiti nel deserto del Gobi. Stavolta, tra le varie derrate, c’erano anche 18 uova, di quelle vere! Fresche! Graditissimo regalo di un amico di famiglia, che ha voluto indicarne la provenienza in maniera paesana, ma che non poteva passare inosservata. E allora, cosa ci fo con queste ova? Ma la cischeicche, cotta! Al cioccolato e con la gelatina di albicocche (si lo so, ho rotto i coglioni con questa gelatina di albicocche, ma mi garbano un sacco e soprattutto me ne hanno regalate tantissime, quindi abbiate pazienza).

ingredienti per una teglia da 25 cm di diametro: per la base

  • 100 gr di biscotti tipo Digestive
  • 50 gr di muesli
  • 100 gr di amaretti
  • 100 gr di burro
  • 2 cucchiai di miele millefiori

per l’impasto

  • 100 ml di panna fresca
  • 250 gr di ricotta al cioccolato
  • 3 uova
  • 100 gr di zucchero a velo

per la gelatina

  • 10 albicocche bio
  • 70 gr di zucchero semolato
  • 3 fogli di colla di pesce

Cominciate con il preparare la base, disponendo in una terrina il muesli, gli amaretti ed i digestive precedentemente passati nel robot in modo da averli ridotti in polvere.  Amalgamateli con il miele ed il burro fuso. Io non ho usato lo zucchero perchè  mi pare che la curva glicemia si alzi molto anche senza di lui. Quindi disponete il composto sulla base di una teglia (io ho usato quella a cerniera) che avrete preventivamente ricoperto, anche lateralmente, con carta forno, appiattite con l’aiuto di un cucchiaio e riponete in frigo.

Per preparare l’impasto dovrete innanzitutto separare i rossi dai bianchi delle uova, quindi lavorare i tuorli con lo zucchero a velo, aggiungere la panna liquida ed in ultimo la ricotta. Essendo questa solida, dovrete lavorare (faticosamente, partorendo con dolore) a lungo il composto fino a che non sia divenuto liquido, eventualmente aiutandovi con il robot, ma così non vale! A questo punto montate gli albumi a neve ed aggiungeteli piano piano, senza farli smontare, all’impasto, fino ad ottenere una cosa schiumosa delicatissima, bellissima, fuffosissima. Indi, riappropriatevi della teglia, deponetevi il composto nuvoloso, livellate ed infornate in forno precedentemente riscaldato, a 160 ° C per circa 20 minuti. Quando la cischeicche sarà pronta un profumo pazzesco aleggerà per casa, ma soprattutto una voce stridula griderà “oh che un la levi è pronta??”. Sfornate e lasciate raffreddare. Nel frattempo preparate la gelatina come vi spiego qui. Ricoprite la cis’ con la gelatina e lasciate compattare in frigo per qualche ora, dopodichè mangiatevela.

avrei una cosa da aggiungere sulla gelatina di albicocche! Quando a me ne avanza un po’ la tengo in frigo in un contenitore ben sigillato e la mangio con lo yogurt bianco, il greco in particolare che io adoro, per fare merenda, per colazione, per spezzare un po’, provate anche voi, è veramente delizioso! Ok, basta, la smetto.

Buona domenica!!

TRIFLE DI TE’ VERDE CON RICOTTA AL LIMONE E AMARENE

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RICETTA fanciullescamente offerta da PANDIZENZERO

Quando sono venuta a conoscenza del progetto L'Albero Goloso ho pensato da subito ad una ricetta che potesse adeguarsi, diciamo così, al contest in sè, ovvero che potesse essere adatta soprattutto ai bambini, perchè di bambini si parla.

Allora ho pensato e ripensato, alla fine è venuta fuori questa coppetta golosissima, molto dolce, una trifle rigorosamente analocolica con tanta panna e delle succose amarene, in cui si nasconde un trucco. Si perchè come base ho utilizzato della colomba un po' fuori moda ma assolutamente buonissima, tuttavia per questa ricetta vanno benissimo anche delle brioche o il pandispagna.

Si tratta di una preparazione molto veloce, il tempo di raffreddarsi nel frigo per qualche ora e gnam!

INGREDIENTI PER 2 COPPETTE:

  • 2 fette di colomba
  • 1 tazza da caffè di tè verde freddo
  • 4 cucchiai di panna liquida da montare
  • 100 gr di ricotta al limone
  • 4 cucchiai di sciroppo di amarene Toschi
  • 4 amarene Toschi

Ridurre in pezzettoni le fette di colomba, quindi bagnarle nel tè verde e deporle sulla base delle coppette (o bicchieri) premendo bene. Quindi montare la panna a neve ed incorporare la ricotta tagliata a pezzettini, amalgamando bene il tutto senza però far smontare la panna.

Adagiare lo strato di panna e ricotta sulla base di colomba, livellare e ricoprire con altri pezzi di colomba bagnati nel tè verde. Quindi ricoprire con dello sciroppo di amarene e guarnire con un paio di queste.

Lasciate in frigo per qualce ora, dopodichè buona merenda!

Con questa ricetta sono felice di partecipare al progetto L'Albero Goloso organizzato anche dal blog di Samaf Dolcizie…le mie dolci delizie!