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FRITTELLE DI RISO

Frittelle di riso

RICETTA carnevalescamente offerta da PANDIZENZERO

Volete una ricetta gustosa e veloce? Un dolcetto leggero e facile da preparare? Volete una merenda croccante da far gustare ai vostri bambini?

Ecco, vi conviene cercare su google allora, perchè io non saprei come aiutarvi.

Oggi vengo a voi per farvi inebriare di frittelle, ma non le solite noiosissime mele impastellate e fritte, i banali bomboloni fritti così pastosi che dopo un giorno son boni da tira' contro il muro, No! Miei cari oggi vi farò godere di riso.

Ma fatemi dire che questo è uno dei dolci tipici toscani che si preparano dai primi di febbraio fino a marzo, non oltre, altrimenti la magia della frittella si perde nel profumo di mimosa e fiori di ciliegio, tra le colombe pasquali e l'afa di primavera. Insomma, questo è un dolce di Carnevale, sì, lo so, sono in ritardo, a momenti è Pasqua, però sono convinta che voi le mangereste uguale, anche durante il concerto del primo maggio.

Avviso importante: una parte dell'impasto va preparata il giorno precedente alla frittura, quindi non abbiate furia che a fare i cialtroni le cose non vengano bene.

Ingredienti:

  • 1/2 kg di riso parboiled
  • 1/2 L di latte
  • 1/2 L di acqua
  • 250 gr di farina
  • 1/2 limone
  • 1 buccia di arancia grattugiata
  • 1 tazza da caffè di zucchero
  • 1 busta di lievito in polvere
  • 1 bicchiere di liquore Strega
  • 7 uova intere
  • olio di semi per friggere
  • zucchero semolato per guarnire

In una pentola grande, profonda, con il fondo alto 1 cm, in acciaio inox 18/10, garantita 10 anni!…scusate m'è partita la modalità televendita.

Insomma in una pentola ampia portate a bollore il latte e l'acqua, quindi aggiungete il riso ed il limone a spicchi.

Lasciate cuocere fino a quando il riso non avrà una consistenza morbida e togliete la pentola dal fuoco. Quindi aggiungete lo zucchero e lasciate raffreddare per almeno 12 ore.

Il giorno dopo, o in piena notte, quando vi pare a voi, prendete 4 bianchi delle 7 uova e montateli a neve, quindi aggiungeteli al composto di riso ormai raffreddato, ai 4 tuorli ed alle 3 uova intere che rimangono (sembra un problema di matematica delle elementari, tranquilli è semplice anche per voi), amalgamandoli bene in un grosso recipiente.

Non voglio ripetermi con la storia delle mani pulite che dovreste avere per poter manipolare il cibo su questo blog, ma lo faccio, mi raccomando non fate i sudici.

Bene, a questo punto aggiungete anche la buccia dell'arancia grattugiata, il bicchiere di Strega, la farina ed in ultimo la bustina di lievito, fino ad avere un composto omogeneo e di un bel giallo.

Ora sarete pronti per friggere, per cui preparate una padella larga e bassa con abbondante olio di semi che metterete a scaldare. Quando l'olio sarà a temperatura, con un cucchiaio prelevate parte del composto e posatelo in padella.

Ricordate che le frittelle, quando sono cotte da un lato, se ne accorgono e si girano da sole, di questo strano fenomeno se ne occuperà Voyager nelle prossime puntate.

Appena scolate le frittelle, poggiatele su della carta assorbente e, dopo qualche minuto, cospargetele di zucchero semolato.

Adesso non rimane che mangiarle, magari tiepide, perchè troppo calde fanno venire le coliche intestinali, mentre fredde perdono un po' di appeal.

Baci ai pupi

CENCI (DI CARNEVALE)

Cenci Frappe

Dal Dizionario online Hoepli:

cencio
[cén-cio]
s.m. (pl. -ci)
1 Pezzo di tessuto vecchio e logoro o ritaglio di stoffa inutilizzabile: un c. di lana, di cotone
‖ Pezzo di tessuto per pulire, spolverare e sim.: pulire, spolverare, asciugare con un c.
‖ fig. Essere bianco come un cencio lavato, molto pallido
| Crollare come un cencio, perdere i sensi
‖ ant. Dare il cencio, licenziare
‖ SIN. straccio

Questo prologo per aggiungere qualcosa alla vostra cultura,  ma soprattutto per introdurvi in maniera colta nel magico mondo della cucina toscana.

Capiamoci, la cucina toscana non comincia da qui, non può cominciare da un dolce, ma facciamo finta che sia così, assecondatemi e non vi sarà fatto alcun male.

Molti (tra cui alcuni personaggi scriventi su questo blog) vi diranno che i cenci non si chiamano così, piuttosto frappe, o chiacchiere, voi ignorateli e date retta alla sottoscritta che in vita sua se n'è mangiati abbastanza per poterne parlare con consapevolezza ed orgoglio. Non ricordo un solo Carnevale in cui la mamma non me ne abbia fatti una cifra, anche in varianti peccaminose (la parola nutella vi dice qualcosa?), e per non venire meno a questa tradizione ho deciso io stessa di prepararne una buona quantità in questo freddissimo sabato di febbraio.

Allora, la MIA ricetta è questa:

- 500 gr di farina 00

- 50 gr di burro

- 70 gr di zucchero

- 3 uova

- una bustina di vanillina

- 1/4 di bustina di lievito in polvere

- 1/2 bicchiere di vinsanto

- olio di semi di girasole

-  zucchero a velo

Potete assemblare gli ingredienti in un robot da cucina, in una planetaria, oppure, se vi sentite particolarmente casalinghe, fate come me e impastate a mano.

Dovrete lavorare il composto fino a che non si sarà amalgamato tutto assieme, a formare un composto liscio e abbastanza morbido. Quindi riponetelo in un luogo freddo per almeno 30 minuti a riposare.

A questo punto tagliate il composto in panetti, schiacciateli e, se siete ancora loggati con il profilo "casalinga" allora munitevi di mattarello e stendete la pasta a mano, altrimenti fatevi aiutare da una macchina stendipasta e formate delle lunghe strisce non molto sottili da cui ricaverete dei rettangoli, al centro dei quali praticherete un'incisura.

Avete messo nel frattempo a scaldare l'olio? No? Vabbè, fatelo adesso.

Immergete queste strisce di pasta nell'olio caldo e lasciate che si dorino da entrambi i lati, quindi ponetele a raffreddare sulla carta assorbente e solo quando saranno ben freddi cospargeteli di zucchero a velo, o di cacao dolce, oppure miele o ancora cioccolato. Insomma fatevi male come meglio credete.

Potreste anche cuocere i cenci al forno, ma non chiedetemi come si fa perchè non lo so.

pandizenzero