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TORTA MORBIDISSIMA COCCO & LIME

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In cucina c'è PANDIZENZERO

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Sì, buoni i fiocchi di mais, buoni i riccioli di crusca alla prugna, gustoso lo yogurt bianco con una spolverata di cannella, e anche i biscotti ai duecento cereali che specialità! Però ad un certo punto uno vorrebbe anche riprendersi lo status di essere umano, con tendenza al piacere di mangiare, e quindi vai con la ricerca spasmodica di una torta.

Escludiamo la crostata perchè la marmellata sarebbe davvero troppo, niente cioccolato/cacao che pare brutto, e giuro che non ha niente a che fare con il razzismo, di creme neanche a parlarne, sicchè cosa rimane? Ma la torta!

Per migliorare il coefficiente "morbidezza" ho deciso di optare unicamente per la farina manitoba ed in rete ho trovato questa ricetta, nata per dei muffin, ma che ho riadattato ad una versione più "allargata" da cuocere in teglia, e non ho fallito.

Ingredienti

  • 250 gr di farina manitoba
  • 75 gr di burro
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 2 tuorli
  • 1 uovo intero
  • 100 gr di latte
  • 1 pizzico di sale
  • il succo e la buccia grattugiata di 1 lime
  • 3 cucchiai di farina di cocco
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato

Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, quindi aggiungere il burro fuso (io l'ho passato 40 sec al microonde) ed il sale. Sempre continuando a mescolare, inserire la farina, il latte, la buccia ed il succo di lime, la farina di cocco ed in ultimo lievito e bicarbonato. Dopo aver amalgamato bene, versare in una teglia ed infornare a 180°C in forno già caldo per circa 20 minuti.

Sfornare, far raffreddare e spolverare con zucchero a velo.

Ed ecco il dolce più leggero e morbido che abbia mai assaggiato, perfetto per una merendina, o per uno strappo alla regola se la dieta tristemente incombe.

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TORTA AL COCCO CON SORPRESA PRALINATA

torta di cocco e praline4

RICETTA di riciclo OFFERTA DA PANDIZENZERO

 

Sono anni ormai che io e la mamma, qualche giorno prima di Pasqua, insceniamo il consueto teatrino delle uova.

Praticamente funziona così, mi telefona tutta arzilla elencandomi le sue idee a proposito di quello che vorrebbe preparare, impacchettare, ficcare in auto e portare da me. Mi racconta degli ingredienti che ha acquistato, delle ore che passerà a cucinare, ma soprattutto mi elenca i doni (più o meno gastronomici) che ha comprato, colombe, stecche di cioccolato, angioletti, conigli di peluche, ma soprattutto le uova, di cioccolato è chiaro, ma non per me, altrettanto palese. Uno per KeBob, uno per la madre, la sorella, il padre, il cagnetto, ma anche per il portiere, la vicina, l'amministratore e perchè no, anche per il sindaco.

E ogni anno, sistematicamente, finge di non volerne comprare uno per me. Vi giuro, è estenuante.

Prima la butta sull'età, ormai troppo avanti per avere bisogno di un uovo di cioccolato, con la sorpresa e tutto il resto, poi svolta verso l'egoismo, per cui se non ne compro uno a lei, è autorizzata a fare lo stesso con me. Infine, subentra la deresponsabilizzazione, perchè ormai vivo sola, mi sono laureata, ho una relazione stabile, pertanto dovrà essere qualcun altro ad assolvere questa funzione (leggasi il mio caro e fuffoso fidanzato).

Insomma, telefonate su telefonate di ricatti e dispetti, ben consapevoli tuttavia del fatto che quando si presenterà da me avrà un grosso uovo di cioccolato da regalarmi.

E anche quest'anno è andata così, prima ha cacciato fuori tutti i doni per gli altri, quindi il mio, il solito, della stessa marca ormai da parecchio tempo, con la stessa tristissima sorpresa, un giochino così terrificante che nemmeno un piccolo bambino kenyota vorrebbe, ma soprattutto da anni ormai al cioccolato fondente. E non ci sono santi, hai voglia a dirle che non mi garba, che io mangio solo quello al latte, bianco, blu, con le nocciole, i fichi d'india, le olive taggiasche, come ti pare ma al latte, lei continua a comprarlo così, a spregio, siccome a lei ni garba fondente, allora me lo rifila secondo i suoi gusti, così ovviamente ci guadagna.

A tutti quelli che come me sono rimasti delusi dalla Pasqua, con le sue uova al gusto sbagliato ripiene di regali miserrimi, dedico questo dolce, una morbidissima torta al cocco con una sorpresa, questa volta gradita e inaspettata. Per cui, se avete dei cioccolatini che qualcuno che dice di amarvi con tutto il cuore vi ha regalato ma che vi fanno schifo anche in condizioni di estrema fase premestruale potrete riciclarli così, non ve ne pentierete!!

 

Ingredienti

  • 300 gr di farina 0
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 4 uova intere
  • 1/2 bicchiere di latte parzialmente scremato
  • 2 cucchiai abbondanti di farina di cocco
  • 1 bustina di lievito
  • praline di cioccolato q.b.

Separate il bianco dal rosso delle uova e in una terrina amalgamate il tuorlo con lo zucchero semolato ed il burro fuso.

Montate a neve ben ferma gli albumi e riponete in frigo.

Mixate le due farine con il lievito ed aggiungeteli al primo composto, amalgamate bene versando nel recipiente il latte a filo.

Quando avrete ottenuto un composto omogeneo inserite gli albumi e mescolate bene.

Imburrate una teglia e distribuite parte del composto sulla base, quindi disponete le praline una di fianco all'altra e depositatevi sopra il resto dell'impasto, infornate in forno preriscaldato a 180° C per circa 20 minuti.

Quando la torta sarà dorata sfornatela e lasciate intiepidire, servite eventualmente con della panna montata.

torta di cocco e praline

Più matta sarà la pralina e più la torta al cocco verrà gustosa!

BON BON DI FARINA DI CECI E COCCO ALLA CANNELLA

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RICETTA sfericamente OFFERTA DA PANDIZENZERO Oh finalmente un contest che mi piace un sacco, di una foodblogger che mi piace un sacco, che vive in un posto che mi piace un sacco. 3 sacchi fanno una prova, quindi devo partecipare. Ho scelto dei bonbon perchè mi piace l'idea della pallina dolce, che soddisfa il palato e gli occhi, in più con questa versione ho accontentato anche l'odorato, con un profumo di arancia e cannella che porta lontano, diciamo a Natale, ed il tatto, perchè arrotolare è veramente divertente. Si, ne resta fuori uno, l'udito, facciamo così, la prossima volta le friggo. Ingredienti per circa 40 palline

  • 280 gr di farina di ceci Molino Chiavazza
  • 20 gr di farina di cocco
  • 150 gr di zucchero di canna
  • 100 gr di acqua
  • la buccia grattugiata di un'arancia
  • 100 gr di olio di girasole
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere

Procedete innanzitutto tostando la farina di ceci in una padella antiaderente, fino a che non abbia acquistato un colore più scuro (diciamo nocciola). Quindi in una planetaria mischiate lo zucchero con la buccia di arancia e la cannella, aggiungete la farina tostata precedentemente miscelata con quella di cocco, facendo amalgamare il tutto. Inserite per ultimi i liquidi, alternando acqua e olio. Accendete il forno a 180° C e stendete l'impasto con un mattarello, quindi staccate dallo stesso delle piccole porzioni e formate delle palline di circa 3-4 cm di diametro. Cuocete in forno per circa un quarto d'ora, evitando che si scuriscano troppo, altrimenti l'interno non rimarrà morbido. Ottime da gustare con un tè, magari dal gusto semplice (un breakfast), fredde o tiepide non fa differenza. Io le ho conservate per una settimana e sono rimaste muonissime! Ah, vi do un'idea, anzi no che me la copiate. Uh dimenticavo! Questi dolcetti non hanno ingredienti che contengano glutine, quindi vanno benissimo anche per i celiaci. Con questa ricetta partecipo al contest di Assunta del blog La cuoca dentro, "La piccola pasticceria". Va bene dai, se siete giunti a leggere fin quaggiù vi meritate il consiglio….preparate le palline, lasciatele intiepidire e riponetele in una scatolina di latta o in un portabiscotti di ceramica e regalatele per Natale. Secondo me farete un figurone. Sono o non sono un genio?