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FROLLA DI RISO CON FICHI CONSERVATI E CREMA DI RICOTTA

frolla di riso fichi e crema di ricotta1

frolla di riso fichi e crema di ricotta

Adoro i fichi, e non parlo di uomini affascinanti con la camicia fuori dai jeans che profumano di dopobarba, ma dei frutti estivi che tanto mi ricordano la mia infanzia in Cilento.

Quest'anno nessuno ha pensato di farmene avere qualcuno, lasciandomi con il languore e la malinconia dei bei tempi andati. D'altro canto, io a luglio ne ho acquistati alcuni in un supermercato qui a Roma, ma non sto a raccontarvi il deludente sapore.

Recentemente, tuttavia, un amico dei miei mi ha regalato una versione decisamente alternativa di questi frutti strepitosi, ovvero conservati nel Grand Marnier, ottimi quindi da accompagnare con del gelato alla vaniglia, per insaporire macedonie, oppure, come piace a me, il tocco in più per una crostata.

Ho optato quindi per una frolla con farina di riso, più friabile e delicata, farcita con una crema di limone e ricotta.

Il risultato è stato strepitoso.

Ingredienti

per la frolla

  • 250 gr di farina di riso
  • 125 gr di burro
  • 1 tuorlo
  • 1 uovo intero
  • 125 gr di zucchero semolato
  • la buccia di un limone grattugiata
  • 1 pizzico di sale

per la farcia

  • 2 uova intere
  • 50 gr di zucchero semolato
  • 1 limone
  • il succo di 1/2 limone
  • 2 cucchiai di amido di frumento
  • 200 gr di ricotta di pecora
  • fichi conservati in Grand Marnier

Innanzitutto preparare la frolla amalgamando il burro freddo con lo zucchero e la buccia di limone, quindi aggiungere il tuorlo e l'uovo intero, la farina ed il sale. Formare un panetto e mettere in frigo a riposare per qualche ora.

Affettare il limone a fette sottili e passarlo al robot aggiungendo lo zucchero, la frumina, il succo di limone, le uova ed infine la ricotta, a creare una crema.

Riprendere la frolla, stenderla e disporla in una teglia preventivamente foderata con carta forno. Forare il fondo con la forchetta e disporvi la crema, quindi distribuire i fichi sulla superficie ed infornare a 180° C per circa 30 minuti.

Sfornare e servire.

 

frolla di riso fichi e crema di ricotta1

 

Buon week end!

MINI PASTIERE GLUTEN FREE

mini pastiera gluten free3

RICETTA pasqualmente offerta da PANDIZENZERO

 

Per mesi mi sono svegliata nel cuore della notte in preda al panico, con un senso di soffocamento terribile, angosciata da un pensiero che veniva a tormentarmi anche nel sonno: e se fossi celiaca?? Avevo il terrore di dover rinunciare alla pasta, la pizza, il pane come lo intendiamo noi, la paura di dovermi nutrire a vita di riso e mais, l'ombra del comunismo aleggiava sulla mia alimentazione.

Ma io lo so che non si tratta di una malattia così invalidante, tanto impattante sulla qualità della vita, che in fondo si potrebbe sopravvivere tranquillamente con entusiasmo con risotti, patate fritte e pollo arrosto, ma non riuscivo veramente a liberarmi da quest'incubo, e credetemi non riuscivo a spiegarmi il perchè di questa sensazione così angosciosa. Poi ho scoperto che lei, F., una collega non particolarmente sveglia, una di quelle persone che non faresti lavorare nemmeno in una serra di fiori di plastica, figurarsi farle visitare un cristiano era affetta da intolleranza al glutine, ecco, il mio subconscio sapeva tutto, aveva già messo in preallarme il mio organismo e soprattutto la mia mente. Eppure lei si è laureata, con il massimo dei voti (ma su questo non soffermiamoci, altrimenti scomoderemmo tutti i Santi del paradiso in questo periodo così importante per la Chiesa cattolica), ha conseguito una specializzazione e adesso ne sta frequentando un'altra, con le stesse capacità intellettive e relazionali di un comodino, ma tant'è.

Ecco cos'era, quindi, la paura di f*******armi (che poi io cripto, ma se anche leggesse questo blog non capirebbe mai che sto parlando di lei, pensa che acume), di regredire ad uno stadio di sviluppo encefalico primitivo, prima della scoperta del bronzo, del fuoco, ma pure prima della scoperta dell'acqua calda, insomma un protozoo.

Ricordo ancora quella volta in cui il computer in Dipartimento emetteva uno strano rumore, probabilmente la ventola ormai vetusta stava tirando le cuoia, ma lei non si capacitava e lo guardava, lo girava, lo studiava con aria assorta (???), fino a che non andò da un collega (un cazzone del mio livello) e gli espresse il suo dubbio per cui probabilmente quel rumore originasse dai troppi messaggi della SUA POSTA ELETTRONICA che sovraccaricavano la macchina. Non è chiara l'espressione che il collega assunse, ma quanto disse fu storico "cancellali". Lei chiaramente, proprio per l'arguzia leggendaria che la contraddistingue lo fece, spense quindi il computer e attese la riaccensione col fiato sospeso.

Non devo dirvi io quale fu chiaramente il risultato di questa procedura, però posso dirvi che intestardita dal fallimento decise di cancellare anche la posta inviata, oltre a quella ricevuta, bene, da allora il mio collega è partito per Londra e non è più tornato.

In onore della volpe, ma anche di Francesca (un'altra decisamente più sveglia e divertente), e di tutti coloro che, a parte gli scherzi, soffrono di questa patologia, ho deciso di preparare delle mini pastiere senza glutine, perchè sia festa per tutti, pure per i comodini col cervello di un termosifone.

 

Ingredienti per 10 stampi da 10 cm di diametro

per la frolla

  • 280 gr di farina di riso
  • 20 gr di fecola di patate
  • 80 gr di strutto
  • 70 gr di burro
  • 70 gr di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio abbondante di Mielbio arancio Rigoni Asiago
  • 1 uovo intero
  • 2 cucchiai di latte

per la farcitura

  • 200 gr di ricotta vaccina
  • 150 gr di riso fino
  • 100 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di Mielbio arancio Rigoni Asiago
  • la buccia di 1/2 limone
  • la buccia di 1/2 arancia
  • 100 gr di latte
  • 30 gr di burro
  • 2 uova intere
  • 1 fiala di aroma di arancia
  • frutta candita q.b.

Procedete preparando la frolla. Su una spianatoia disponete la farina di riso e la fecola di patate a fontana, all'interno deponete il burro a dadini, lo strutto, lo zucchero, il latte e l'uovo e cominciate a lavorare come al solito abbastanza rapidamente per non far scaldare l'impasto, quindi formate un panetto compatto, rivestitelo di pellicola trasparente e mettetelo in frigo a riposare per mezz'oretta.

Nel frattempo lessate il riso (ci vogliono circa 20 minuti), quindi scolatelo ed amalgamatelo con il latte, il burro, il Mielbio e le scorze grattugiate dei due agrumi, fate cuocere a fuoco lento per una decina di minuti, fino a che non si sia formata una crema. Non dimenticate di mescolare continuamente il preparato.

In un robot da cucina passate la ricotta, le uova, lo zucchero ed il miele, aggiungete l'aroma di arancia e riducete tutto ad un composto semiliquido, omogeneo. A questo punto potete amalgamare i due preparati che andranno a costituire la farcitura delle mini pastiere.

Estraete dal frigo la frolla e cominciate a comporre le tortine, con la decorazione classica oppure alternative, come ho voluto fare io.

Nonostante si tratti di frolla, vi consiglio ugualmente di imburrare gli stampi prima di infornare a 170° C per circa 30 minuti, tenendo tuttavia d'occhio i dolcetti, perchè la frolla di riso non si colora come una comune frolla e pertanto non potete essere certi di aver raggiunto la cottura perfetta se non controllando spesso.

Sfornate, fate raffreddare e cospargete con zucchero a velo. Fredde sono più buone!

Buona Pasqua!

 

 

 

 

 

 

 

Con questa ricetta partecipo con tanta felicità al contest Mielbio di Rigoni Asiago

CROSTATINE DI FARINA DI RISO CON UVA E PRUGNE

crostatina uva prugne

RICETTA teneramente offerta da PANDIZENZERO

La questione “settembre si, settembre no” è annosa. Voglio dire, settembre come mese in sè è bello, ha un bel nome, porta con sè aspettative e foglie colorate, i fichi, l’uva, qualche fungo, ti permette di stare all’aria aperta senza ustioni, eritemi solari o liquefazioni umane. La notte poi, dopo mesi di veglia, riesci a dormire, magari con una copertina leggera, il pigiamino, tenendo la finestra aperta…che bello dormire con la finestra aperta senza avere la sensazione di trovarsi nel deserto.

Però settembre è anche il mese che designa l’ufficiale chiusura delle vacanze. E’ uno di quei periodi in cui la gente è tendenzialmente depressa, la vedi che si porta la piscina gonfiabile in ufficio e la fissa con sguardo assente, oppure ciondola nei supermercati aprendo le confezioni di crema solare per sentirne l’odore, o si siede sulle sdraio in saldo esposte da Leroy Merlin e sospira. E poi a settembre ricomincia la scuola, mamma mia quanto mi stava sulle palle settembre alle medie…robe da ammalarsi di nervi. E sapete quando cominciavo a diventare verde? A metà agosto, quando iniziavano le reclame degli zaini, i diari, i grembiuli! Maledizione mi coglieva una malinconia che a momenti mi pugnalavo con la matita.

Ora è diverso, primo perchè ho finito le medie, poi perchè siccome sono furba le vacanze estive me le faccio a cavallo tra fine agosto ed i primi di settembre, in tipologia a basso potere traumatico, così costano meno e c’è meno gente in giro. Certo, poi i colleghi ti odiano più della Fornero, ma è una sensazione bellissima, ti senti la regina del mondo.

A proposito di settembre e del quasi-autunno oggi ricettina delicata con un ripieno di uva e prugne.

L’impasto è a base di farina di riso e kamut, ripreso dal blog di mamma papera, Mamma Papera’s blog, che seguo con molto piacere e la quale spero non se ne abbia a male. Ho comunque apportato qualche modifica.

Ingredienti per 10 crostatine:

per la frolla:
300 gr farina di kamut
200 gr farina di riso
200 gr burro
200 gr zucchero semolato
3 uova
1 pizzico di sale
per la farcitura
200 gr di ricotta di pecora
400 gr di uva bianca
300 gr di prugne
cannella in polvere q.b.
il succo di 1/2 limone
Innanzitutto procedete preparando la frolla. In una ciotola lavorate velocemente il burro, ammorbidito a temperatura ambiente, e lo zucchero, quindi aggiungete le uova ed amalgamatele al composto. Su un ripiano preparate le farine con il sale e a fontana aggiungete ciò che avrete preparato in precedenza. Ovviamente la lavorazione deve essere molto veloce, per evitare che il burro si scaldi, quindi formate un panetto e riponetelo in frigo per almeno 1 ora avvolto da pellicola trasparente.
Nel frattempo preparate la farcia riscaldando a fuoco basso l’uva e le prugne con un po’ d’acqua, il limone e la cannella. Ovviamente la frutta dovrà essere lavata e pulita (eh).
Quando avrete ottenuto lo sfaldamento di tutta la frutta toglietela dal fuoco e frullatela con un minipimer, quindi lasciatela raffreddare.
Adesso tocca alla ricotta, fatela scolare bene ed aggiungetevi la frutta amalgamando bene il tutto.
Riprendetevi il panetto, con la frolla rivestite degli stampini imburrati, versatevi il composto ricotta e frutta, decorate in superficie con altra frolla a cui avrete dato la forma che preferite, ed infornatele a 180° C per circa 20 minuti.
Gnam!
Putroppo la farina di riso ha un problemino, poichè essendo senza glutine non è molto adatta per la frolla, però se miscelata con farina di grano, farro o kamut si presta, ma occhio che le crostatine tendono a sfaldarsi, quindi il mio consiglio è di mangiarsele in fretta!

TORTA SOFFICE & LIGHT AL LATTE DI KEFIR

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RICETTA morbidamente offerta da PANDIZENZERO

AVVISO AI NAVIGANTI

Questa ricetta contiene poche calorie, se ne sconsiglia pertanto l'utilizzo a chi voglia somministrare un dolce ipercalorico alla suocera diabetica  con il fine di causarne il coma.

Lettore avvisato, mezzo salvato.

Detto questo, veniamo alla parte più importante.

Quella che vedete ha tutto l'aspetto di una torta soffice, profumata, deliziosa come merenda da accompagnare al tè delle 5 (p.m.), ma anche da tuffare nel latte al mattino, e che ne dite di una fettina dopo cena? Si può fare, credetemi. Il trucco di questo dolce speciale sta nello zucchero che è stato utilizzato, anzi dovrei dire NON utilizzato.

Questa volta ho voluto sperimentare, sicuramente più di altre volte, utilizzando un ingrediente quantomeno anomalo, ma non meno piacevole, e soprattutto 100% sano. La Misura Stevia mi ha infatti gentilmente inviato dei campioni di un prodotto che in realtà io conosco da molto tempo ormai, galeotto fu un congresso dove per la prima volta rimasi rapita da questo dolcificante che di dolcificante non sa, dalle origini estremamente interessanti.

La stevia è un arbusto originario del Sudamerica dalle cui foglie si estrae una sostanza molto più dolcificante dello zucchero, ma con un potere cariogeno inferiore, assolutamente naturale e, soprattutto per noi donnine che vogliamo mettere il costumino, nessuna caloria. Il sito vi permetterà di sciogliere ogni dubbio in merito a questo portentoso prodotto, le cui qualità sono state riconosciute dai più grandi esperti di nutrizione internazionali, specie in considerazione dell'utilizzo che se ne può fare tra i soggetti affetti da patologie metaboliche.

Matta che sono ho voluto provare ad inserire questo ingrediente nella torta, tenendo in considerazione due aspetti: essendo questo un dolce lievitato non si può sostituire tutto lo zucchero previsto con Stevia, altrimenti la lievitazione diviene impossibile. Secondo, essendo il potere dolcificante di questo prodotto molto più elevato dello zucchero, non si può equiparare la quantità di uno a quella dell'altro, vien da sè che il quantitativo di Stevia debba essere  minore.

INGREDIENTI per una torta del diametro di 25 cm:

  • 100 gr di farina 00 Molino Chiavazza
  • 150 gr di farina di riso Molino Chiavazza
  • 2 uova
  • 250 ml di latte di kefir
  • 80 gr di zucchero a velo
  • 5 cucchiai di dolcificante Misura Stevia
  • 1 bustina di lievito

Separare gli albumi dai tuorli, quindi mescolare questi ultimi con lo zucchero a velo ed il dolcificante.

Aggiungere il latte di kefir, sempre continuando a mescolare, quindi le farine ed, infine, la bustina di lievito setacciato; montare poi le chiare a neve ed incorporarle al composto.

Imburrare una teglia (io ho usato finalmente quella a cerniera), versatevi il composto ed infornatelo a circa 160° C per una ventina di minuti (il tempo è relativo, fate la prova dello stuzzicadenti così evitate di sbagliarvi).

A cottura ultimata lasciate raffreddare e cospargete con zucchero a velo.

Un'ultima cosa, la torta è molto più buona il giorno successivo alla cottura, quando sarà altrettanto morbida ma con un gusto migliore. Ciò è legato, probabilmente, al dolcificante che una volta raffreddato perde il suo caratteristico sapore "forte".

Fundo in dulcis

100 gr di Misura Stevia equivalgono a 2,84 kcal

100 gr di Latte di kefir equivalgono a 64 kcal (il minor quantitativo di calorie tra tutti i tipi di latte animale) e 3,3 g di lipidi (il minor quantitativo di lipidi tra tutti i tipi di latte animale)

Non ho usato il burro, nè l'olio, quindi si può mangiare o no una fetta di questa torta verso le 22:30?……