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TAKERU ‘TSUNAMI’ KOBAYASHI

takerukobayashi

A CURA DI CHEZ SBARDE'

I gialli, è risaputo, non se regolano. Tra tutti i gialli, i giapponesi sono quelli che sI regolano di meno. E questo è vero pressoché in ogni campo. Avete mai visto uno spot giapponese? O un gioco a premi? O un qualsiasi programma per ragazzini? Forse una vita passata nel conformismo più esasperato rende ogni pretesto buono per spezzare, o meglio polverizzare, qualsivoglia freno inibitore. A questo punto la domanda nasce spontanea: se i giapponesi so’ matti in testa eppure il loro Paese è la seconda/terza potenza economica mondiale, perché noi italiani, popolo di geni, artisti, santi e navigatori, stiamo con le toppe al culo? Fatta questa doverosa (?) premessa, torniamo IT, cioè In Topic, cioè in argomento, cioè la roba da magnà.

Takeru ‘Tsunami’ Kobayashi è uno che ha trasformato in business la sua tendenza a non regolarsi. Kobayashi, Kobi per gli amici (c’ha pure degli amici? E non se l’è ancora magnati?) è infatti un competitive eater o mangiatore professionista (anche se così suona meno ganzo). Un ‘atleta’ specializzato in gare in cui concorrenti devono mangiare la maggior quantità di un determinato cibo – hot dog, hamburger, pancake, torte, mostaccioli, sushi maki, blocchetti de porfido, bignèdesangiuseppe – nel minor tempo possibile.

Manco a dirlo, questa bislacca competizione è nata negli USA, sotto forma di gara a chi mangia più torte, un appuntamento fisso nelle fiere campestri. Chiunque abbia visto ‘Stand By Me’ ricorderà la memorabile scena della vendetta di ‘Sacco di Lardo’ Hogan. Se non avete visto il film, affittatelo ma mi raccomando non scaricatelo perché è eticamente sbagliato (e soprattutto perché hanno seccato Megavideo).

Col tempo le gare mangerecce hanno acquistato popolarità tra gli yankee, divenendo eventi di grande richiamo, e pertanto adeguatamente coreografati. Una delle gare più famose è quella dei mangiatori di hotdog, organizzata da Nathan’s Famous ogni 4 luglio.

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E’ proprio in questa occasione che Kobayashi ha fatto la sua prima comparsa nel 2001. Una partecipazione destinata a restare negli annali. Eh sì, perché Tsunami Kobayashi, omiciattolo di 53 kili si è presentato senza pretese, umile, col cappello in mano, e ha lasciato tutti senza parole quando in 12 minuti si è sgricilato 50, dico 50, hotdog. Per la cronaca, il record precedente era 25. Nei cinque anni successivi Kobi ha continuato a trionfare, migliorando sempre il proprio record.

Dopo l’exploit di Nathan’s Famous, Kobayashi ha castigato numerose competizioni in giro per il mondo. 2005, Hong Kong: 83 jiaozi in 8 minuti e 100 baozi in 12 minuti (competizioni tenutesi a distanza di un giorno). 2006, Chattanooga, Tennessee (dove il sole ti spacca in 4): 97 hamburger (prova di resistenza). 2007, Sheboygan, Wisconsin: 58 biusteroni tedeschi. 2009, Puerto Rico: 64 tacos in 15 minuti. 2012 Philadelphia: 337 alette de pollo. 2012, nel corso di una diretta TV: 14 Twinkie in un minuto. Questo solo per citarne alcuni.

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Come faccia a non morire resta un mistero. Soprattutto se si guardano le foto di Kobi prima e dopo la competizione (c'ha pure la tartaruga, lo gnomo). Come ogni atleta che si rispetti, Kobi segue un allenamento rigoroso, fatto di fatica, rinunce (AHAHAHAH, bona questa!) e forza di volontà. Un’attività non scevra da infortuni, come dimostra lo slogamento della mandibola che ha subito nel 2007 e che gli è costata la vittoria al Nathan’s Contest. L’edizione di quell'anno è stata poi vinta da Joey Chestnut, il grande rivale di Tsunami, con il quale porta avanti un pacifico feud della scrondaggine.

My Two Cents: profonda invidia e rispetto per Kobi e per tutti i competitive eaters dell’IFOCE (International Federation of Competitive Eating). Non tanto per quello che fanno ma per come lo fanno. E soprattutto perché co’ sta storia ce se campano bene e girano il mondo.
Noi Michetti se vantamo ma, strigni strigni, a uno come Kobayashi al massimo je spicciamo casa.

NATHAN’S FAMOUS, CONEY ISLAND, BROOKLYN, NYC

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RECENSIONE di KeBob

Warriooorss…come out to plaaaayyyyy…prima magnamo, però.

Quando si parla di Hot Dog non si può non citare Nathan's Famous, il luogo dove il mitico Nathan Handwerker , seguendo la ricetta tradizionale tedesca dei 'frankfurters' importata negli USA da Charles Feltman, ha raggiunto il massimo livello di perfezione mai attribuito ad una salsiccia di maiale.

Non è un Hot Dog, è un documento storico. Prende spunto dal contributo più significativo che la cultura tedesca abbia mai donato al mondo dopo i porno amatoriali. Nel 1916 viene rielaborato ed interpretato da un ebreo polacco (Nathan) stufo di recitare il ruolo della comparsa nella ristorazione e nella vita. E il prezzo lo fissa per la prima volta nientepopodimeno che Jimmy Durante, 5 miseri e puzzolenti centesimi di dollaro, la metà esatta del costo di un Hot Dog della concorrenza, Flatman's.

E' poesia, è piacere, è peccato, è egoismo. Lo si può guarnire a seconda dei gusti, ma non sarà mai anonimo, non sarà mai semplice, non sarà mai un Hot Dog come gli altri. Non può esserlo, lui è l'originale, il primo, l'unico. Il panino di Coney, quello che tutte le tasche si possono permettere, quello che si mangia dopo aver fatto un giro sulla ruota panoramica o essersi fatti due risate ad uno show di Mad Geppetto

Nathan's Famous è anche la location dove si svolge l'annuale HotDog Eating Contest, ma questo ci interessa meno…noi siamo per la qualità, non la per la quantità. Sì, lo so che non è vero, era una battuta….checcazzo, adesso nemmeno più le battute se possono fa'? Ennammiseria oh, che lettori di merda….

VOTO: a Nathan's Famous non si mettono voti, chi siamo noi per giudicare un posto che ha fatto la storia della cucina mondiale? Vabbè, la faccio breve…. 10, con grande umiltà.

Sito WEB: http://nathansfamous.com/PageFetch/