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PEPPE I GERANI, Via della Pisana 192 Roma

peppe-pizza

RECENSIONE DI pandizenzero

Volete provare il brivido di prenotare ma non trovare il tavolo pronto per l'orario fissato e dover aspettare fuori dal locale nei rigidi inverni della Pisana? Volete mangiare una pizza non sempre cotta bene, portata con un ritardo letale? Volete cenare in una stanza il cui livello di inquinamento acustico è pari a quello delle piste di decollo di Fiumicino?

Bene, allora recatevi da Peppe!

Oh, chiariamo subito, a me il posto piace un sacco, sarà che c'è un retroscena romantico dietro questa mia simpatia nei confronti della pizzeria più scrauza di Roma, dopo Laboratorio3, resta il fatto che io vorrei tanto tornarci ma i miei amici non mi ci portano più. Gli stessi amici che ormai vogliono andare soltanto a mangiare giapponese con la piastra, per poi nettarsi le mani con le asciugamanine umide a fine pasto, che se la tirano e non gli piace comprare i deal sui siti online. Gne gne gne.

Io apprezzo l'impegno del personale pittoresco di Peppe, così genuino e coatto, chiassoso e spesso disattento, che ti rifila dei fritti più che sufficienti, ma soprattutto delle supermega pizze (vedere foto), vero segno patognomonico della locale. Un aspetto simpatico è dato dai cartoni portapizza che i camerieri consegnano arbitrariamente  ai commensali a fine pasto, consapevoli del fatto che quel disco volante panificato raramente verrà finito e  pertanto evitano ai clienti l'italianissima ed imbarazzantissima richiesta di una doggy bag, perchè "sai a Fido la pizza gli garba proprio tanto".

La variabilità è assicurata, il prezzo economico lo stesso, tanto che antipasto, superpizza, bibita e dolce ti permettono di risparmiare qualcosa su 20 euro, il che non è più tanto  frequente a Roma.

Potete anche avere l'ardire di ordinare dei primi, ma quelli che ho avuto modo di assaggiare non sono stati particolarmente degni di nota, beh c'è da dire che andare da Peppe ed ordinare i tortellini panna e piselli, come ho fatto io, è tale e quale come andare dal cinese e chiedere le lasagne.

Il locale è stato rimodernato un paio di anni fa, più spazioso, aria condizionata, tavoli più ampi, ma le tovaglie di carta ed il clima chiassoso restano, nonostante i lavori di ristrutturazione.

Se vi va di passare una serata in allegria senza troppe pretese culinarie passate da Peppe, muniti di pazienza e tappi per le orecchie.

VOTO: 6 1/2 per il retroscena di cui vi parlavo

IL PUNTO DI VISTA DI CHEZ SBARDE'

Di questa bettola si può dire solo una cosa: non è una bettola qualunque ma una VERA bettola che fa di tutto per essere una VERA bettola ed è orgogliosa di essere una VERA bettola.

Ed è per questo che gli do la sufficienza.

VOTO: 6

IL PUNTO DI VISTA DI KeBob

I fritti invece so boni boni. Più della pizza che è enorme, ma sottile, a volte grossolana, direi insignificante ed inutilmente prepotente. Io ho provato i primi e devo di’ che alla fine so mejo della pizza….anche la carne niente male….

VOTO: 6.5 (ar magnà, per il resto stendo un velo)

IL SECCHIO E L’OLIVARO, VIA PORTUENSE 962, ROMA

secchiolivaro

RECENSIONE di KeBob

Questo è uno di quei posti dove si va preparati, massima capienza gastrica, no perditempo.

La varietà di vivande non è il loro forte, servono quasi esclusivamente pizza, bruschette e insalatone, ma si fanno perdonare in quantità e qualità del cibo. Si mangia prevalentemente con le mani, quando il tempo lo permette all' aperto (il locale è dotato di ampia terrazza con pergolato/staccionato/nacosadelegno), ruttando e imprecando contro la crisi, i bambini del tavolo accanto e la lazio (non l'avete mai fatto? E che cazzo campate a fa'? Ma non ce venite più qui a legge', fate er favore…).

Veniamo al dunque. Il CIBO:

BRUSCHETTE: BONE. GRANDI. GRASSE. Pane casereccio, ingredienti fatti in casa, grande varietà. Guardate la foto qui sopra, rende più delle parole.

PIZZA (Forno a Legna): alta, bollente (aspettate un minimo che altrimenti riportate la lingua a casa in scatola chiusa), sugosa, servita sul tagliere di legno (ogni pizza sfama almeno 3 persone), da mangiare con le mani facendo fili con la mozzarella che manco col cotone del Mississippi ce se riesce così bene….deliziosa. Poche varianti, le classiche, si consigliano la margherita e la boscaiola rossa….una delle pizze alte più gustose ed economiche di Roma.

INSALATE: ricche. Mille ingredienti, mille fascioli, mille olive, mille euro. Alla fine te stai a magnà un' insalata in una trattoria specializzata in pizza e bruschette, te ce sta pure bene se paghi un po' de più, no? Per i cultori del genere ne vale comunque la pena, le insalate del 'secchio' hanno una loro dignità e le porzioni sono, come di consueto, Monster.

BEVANDE: modalità trattoria inside. Birra alla spina o in bottiglia, vino della casa o in bottiglia, acqua del rubinetto o in bottiglia. E ce sta gente che ce se scervella, eh…

Ora il PREZZO, che è importante di questi tempi: ottimo. Stuzzicante, direi. Con 15/18 euro mangi come un tricheco. Per intenderci….con 10/12 euro, bevendo acqua, una persona normale esce soddisfatta e giuliva.

Il SERVIZIO, come in tutti i posti a grande affluenza, non è il massimo ed è l'unico punto dolente. Non si può prenotare e capita di dover attendere per il tavolo, in ogni caso mai più di 30 minuti. Non ci sono piatti, non ci sono posate (tranne che per insalate, secondi o espressa richiesta del cliente), ma il posto è pulito e curato. Il personale è gentile, anche se ho avuto l' impressione, d'estate, di avere a che fare con stagionali poco avvezzi al servizio e poco disponibili. C'è da dire che ero a cena con un' accurata selezione di stronzi e la cosa non agevola il servizio.

PARCHEGGIO: se trova….sembra de no, ma invece sì. Dovete credere nel cuore del parcheggio.

Voto: 8

RECENSIONE di Pandizenzero

Questo posto mi garba, tanto. E’ meravigliosamente vicino alla mia abitazione, assolutamente gustoso nel cibo, spettacolosamente dotato di parcheggio.
La pizza da prendere con le mani è una delle poche libertà che ci hanno lasciato, quindi armatevi di fame e partite alla volta di questo luogo, delizioso d’estate, sotto il cui pergolato siedono decine di affamati chiassosi a cui però non manca mai dell’ottimo cibo e dell’abbondante birra e che allegramente si godono una serata con numerosi amici (non c’è veramente un limite alle comitive) pregustando un conto decisamente economico.
Le bruschette, tante, grosse e incazzate sono il loro fiore all’occhiello, con cui di solito i proprietari dei locali tentano di abboffarti per evitare che gli finisci la scorta di pasta lievitata, e invece no, tiè. Noi se magnamo tutto, pure i camerieri se si attardano a servirci.
Adesso veniamo alle seppur minime note dolenti, partiamo da quelle meno brutte, non si può prenotare (abitudine assai in uso nei locali romani, ma d’altraparte c’è crisi), tuttavia non c’è da aspettare che invecchi il pizzaiolo per avere un tavolo; nota altrettanto urticante riguarda la scarsa variabilità delle pizze, ma compensano benissimo con il gusto delle stesse e soprattutto le bruschette (gnam). Per quanto concerne la cosa che fa più male, beh, d’inverno è tutto un altro locale, mettono via le panche, chiudono gli ombrelloni, ritirano i lettini e sembra di stare sul lungomare di viareggio a febbraio, pochi tavolini al chiuso.

Ah, dimenticavo, i bambini. Hanno un piccolo parco-giochi di fianco al locale, ma non ho mai capito perchè nonostante questo non si riesce ad evitargli di scorrazzare velocemente tra i tavoli in preda alla labirintite, urlare come gabbiani e rompere i coglioni come solo un cane con la rabbia riesce a fare.

Voto? Direi 8, peccato, poteva essere 9, ma non si sono fatti interrogare.

 

SITO Web: http://www.ilsecchioelolivaro.it/