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LA TAVERNA DEL BRACHO, ZONA PISANA, ROMA

bracho

RECENSIONE DI CHEZ SBARDE'

Mangio in questo ristorante-pizzeri-bisteccheria circa due volte l’anno, in occasione dell’approvazione del Bilancio (dicembre) e dell’Assestamento di Bilancio (agosto) della Regione Lazio, quando le sedute del Consiglio Regionale durano fino a notte fonda – se va bene, fino all’alba – se va meno bene, o fino all’ora di pranzo del giorno successivo, se va male.
Di conseguenza io e i colleghi, spinti dall’esigenza di un posto in cui ingerire un po’ di proteine pe’ fa passà ‘a nuttata, dopo vari tentativi abbiamo scoperto questo bel posto a due passi dall’ufficio e lo abbiamo eletto nostro ristorante di riferimento per le notti di Bilancio.

La Taverna è un ottimo ristorante ‘di quartiere’. Uso le virgolette perché in quel tratto di via della Pisana non c’è praticamente nulla e gli agglomerati umani sono ad una distanza tale da rendere necessario l’utilizzo di una vettura. Ma nonostante il locale non sia parte integrante del tessuto urbano come I Gerani, il Bracho è apprezzato da chi vive nel circondario per la qualità del cibo ed i prezzi accettabili.

LOCALE. Caldo, accogliente e rustico quel tanto che basta per convincere i nuovi avventori della sua genuinità. Una volta scese le scale, si entra in un ambiente pulito con tavolini disposti ordinatamente ed apparecchiati in maniera semplice ma non grossolana. Sulla sinistra i veri punti di forza del Bracho: i due forni a legna dai quali escono a ciclo continuo pizze croccanti e fumanti e il banco della carne con filetti, lombate e bistecche in bella vista. L’esterno del locale è molto spazioso, l’ideale per la bella stagione, e può accogliere ancora decine e decine di clienti.

MENU’. Come detto, la Taverna è famosa per la pizza e la carne alla griglia ma offre anche un menù piuttosto variegato di antipasti (stile pizzeria o stile ristorante), primi piatti semplici della tradizione e ricchi dolci. Grande assente il pesce che non si addice proprio alla tipologia di locale.

ANTIPASTI E PRIMI. Ottimo e soddisfacente l’antipasto della casa: salumi, verdure sott’olio, prosciutto tagliato a mano, mozzarellina di bufala e ricottina, sempre di bufala, con miele di castagno. Tra i primi, fortemente consigliate le paste secche (penne all’arrabbiata, cacio & pepe, pomodoro e basilico ecc), il risotto porcini & pesto e le paste fresche, dalla classica fettuccina ai funghi fino agli gnocchi al pesto. 20-30 grammi di pasta in più per ogni porzione e i primi sarebbero pressochè perfetti.

PIZZA. Anche sul versante della pizzeria il Bracho si difende bene. Frittarelli cotti a regola d’arte e bruschette sfiziose non mancano. Le pizze, rigorosamente alla romana, sono croccanti e non grandissime ma moooooolto cariche.

CARNE. Il vero trademark del locale, delizia del palato. Tagli italiani, danesi e argentini alla griglia, perfetti in ogni loro declinazione: bistecca, lombata, tagliata o filetto. Assolutamente da provare il misto griglia con manzo, agnello, porcello, saveciccia e pollastro. Per contorno verdure grigliate/gratinate, cicoria o patate, meglio se al forno.

SERVIZIO. Molto buono con camerieri intercambiabili solerti e cortesi che tengono continuamente la sala sotto controllo. Quando si ordina a portar via, invece, a volte capitano incomprensioni ed in più di una occasione ci hanno sbagliato l’ordine, lasciando un collega a becco asciutto oppure accollandoci cose in più (ma in questo caso non ci lamentiamo, visto che paga sempre er Boss).

PREZZI. Decenti. Vista la qualità della materia prima e la bontà del servizio si è disposti a saldare senza storcere troppo la bocca ma alla fine permane l’impressione di aver speso più del dovuto. Per giustificare un conto del genere le porzioni dovrebbero essere riviste, almeno quelle dei primi. In ogni caso, conoscendo il menù è facile individuare i piatti con il miglio rapporto qualità/prezzo.

Se abitassi in zona Pisana ci andrei più spesso ma non così spesso.

VOTO: 7,5

Sito WEB: http://www.latavernadelbracho.com/index.php

PEPPE I GERANI, Via della Pisana 192 Roma

peppe-pizza

RECENSIONE DI pandizenzero

Volete provare il brivido di prenotare ma non trovare il tavolo pronto per l'orario fissato e dover aspettare fuori dal locale nei rigidi inverni della Pisana? Volete mangiare una pizza non sempre cotta bene, portata con un ritardo letale? Volete cenare in una stanza il cui livello di inquinamento acustico è pari a quello delle piste di decollo di Fiumicino?

Bene, allora recatevi da Peppe!

Oh, chiariamo subito, a me il posto piace un sacco, sarà che c'è un retroscena romantico dietro questa mia simpatia nei confronti della pizzeria più scrauza di Roma, dopo Laboratorio3, resta il fatto che io vorrei tanto tornarci ma i miei amici non mi ci portano più. Gli stessi amici che ormai vogliono andare soltanto a mangiare giapponese con la piastra, per poi nettarsi le mani con le asciugamanine umide a fine pasto, che se la tirano e non gli piace comprare i deal sui siti online. Gne gne gne.

Io apprezzo l'impegno del personale pittoresco di Peppe, così genuino e coatto, chiassoso e spesso disattento, che ti rifila dei fritti più che sufficienti, ma soprattutto delle supermega pizze (vedere foto), vero segno patognomonico della locale. Un aspetto simpatico è dato dai cartoni portapizza che i camerieri consegnano arbitrariamente  ai commensali a fine pasto, consapevoli del fatto che quel disco volante panificato raramente verrà finito e  pertanto evitano ai clienti l'italianissima ed imbarazzantissima richiesta di una doggy bag, perchè "sai a Fido la pizza gli garba proprio tanto".

La variabilità è assicurata, il prezzo economico lo stesso, tanto che antipasto, superpizza, bibita e dolce ti permettono di risparmiare qualcosa su 20 euro, il che non è più tanto  frequente a Roma.

Potete anche avere l'ardire di ordinare dei primi, ma quelli che ho avuto modo di assaggiare non sono stati particolarmente degni di nota, beh c'è da dire che andare da Peppe ed ordinare i tortellini panna e piselli, come ho fatto io, è tale e quale come andare dal cinese e chiedere le lasagne.

Il locale è stato rimodernato un paio di anni fa, più spazioso, aria condizionata, tavoli più ampi, ma le tovaglie di carta ed il clima chiassoso restano, nonostante i lavori di ristrutturazione.

Se vi va di passare una serata in allegria senza troppe pretese culinarie passate da Peppe, muniti di pazienza e tappi per le orecchie.

VOTO: 6 1/2 per il retroscena di cui vi parlavo

IL PUNTO DI VISTA DI CHEZ SBARDE'

Di questa bettola si può dire solo una cosa: non è una bettola qualunque ma una VERA bettola che fa di tutto per essere una VERA bettola ed è orgogliosa di essere una VERA bettola.

Ed è per questo che gli do la sufficienza.

VOTO: 6

IL PUNTO DI VISTA DI KeBob

I fritti invece so boni boni. Più della pizza che è enorme, ma sottile, a volte grossolana, direi insignificante ed inutilmente prepotente. Io ho provato i primi e devo di’ che alla fine so mejo della pizza….anche la carne niente male….

VOTO: 6.5 (ar magnà, per il resto stendo un velo)